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Diario del Capitano

Chiamiamola pure operazione nostalgia. No, questa volta non stiamo parlando dei soliti remake per GBA, ma di qualcosa di simile ma di ben più sottile come concetto: ovvero del GBA SP Famicom edition, un SP dalla livrea del glorioso Famicom/NES, e dei Famicom Classic, otto giochi per il vetusto otto bit riproposti pari pari in Giappone, a prezzo ridotto, per la gioia di tutti i nostalgici. Manco a dirlo sia la console che i giochi hanno venduto come il pane, e non solo ai fans sfegatati, ma, un fatto questo sì strabiliante, soprattutto a persone che non toccavano un videogioco da anni. Gente che non si sarebbe mai sognata di acquistare una console ma che, messa di fronte a qualcosa di familiare, si è riavvicinata al videogioco. Perchè quello che Nintendo vende non è un remake ma un'idea, un pezzetto di infanzia che se n'è andato ma che ritorna prepotente, nei colori della console, nella forma delle confezioni, negli artwork. I profani che si sono comprati in Giappone l'SP Famicom Edition non si sono portati a casa una console portatile, ma una manciata di ricordi dei bei tempi che furono, nella speranza di riprovare le stesse emozioni. Un'utenza di insospettabili, che non chiede giochi ultracomplessi o l'ultimo ritrovato della tecnologia, ma solo qualcosa di familiare, semplice e divertente.
Son pronto a scommettere che mio padre, allergico a qualunque forma di videogioco, messo di fronte a una riedizione del VCS2600 uguale uguale a quella dell'epoca, che acquistò negli Stati Uniti per una cifra folle, forse non resisterebbe. Ok, non sa che a casa ne ho almeno sei nelle varie versioni più un centinaio di cartucce...
Di ciò mi sono reso conto direttamente anch'io, sabato sera, e non era la prima volta che mi capitava. Durante una cena a casa mia, con amici, chiacchierando del più e del meno una ragazza ha saputo che lavoravo nel campo dei videogiochi. Non tocca un joypad da una quindicina d'anni, ma mi ha chiesto di Super Mario e di Zelda, se ne avevo qualcuno. Quando ho detto di sì le si sono illuminati gli occhi. Ho tirato fuori i primi che mi capitavano sotto mano, Super Mario Sunshine, Mario 64, Wind Waker, ma lei no: "Voglio giocare quelli sul Nintendo". Ovviamente quello a 8bit, che aveva da bambina.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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