Diario del capitano  0

Diario del capitano

Due persone sono morte ieri. Due giocatori di Counter-Strike del sudest asiatico, in due situazioni diverse, sono morti. Uno, morto di infarto dopo ore e ore di gioco continuato, un altro, forse angustiato dall'ennesima sconfitta, si è alzato dal suo posto ed è andato ad assicurarsi che il suo avversario non nuocesse più, ma con un coltello vero.
Confermando le impressioni di Adso di qualche tempo fa, va notato come in Corea, Thailandia e paesi limitrofi, il multiplayer abbia superato la soglia della normalità, e sia diventato una vera e propria mania. Già con i Pokémon, i Tamagotchi e i Furby (per citare i primi tre casi che mi vengono in mente), i cugini orientali hanno dimostrato di essere molto sensibili alle mode, seguendo in massa le novità che via via prendono piede. La situazione da "fenomeno di massa" è ulteriormente confermata dalle stesse Olimpiadi dei Videogiocatori sponsorizzate in toto da un'azienda fortemente consumer come Samsung e dalle decine e decine di software house che stanno sviluppando MMORPG e giochi multiplayer in generale (ricorderete come l'E3 scorso fosse invaso da piccoli stand di sviluppatori orientali). Quando un fenomeno diventa così grande, la statistica porta anche conseguenze negative come quelle dette in premessa. Pensiamo al multiplayer in Corea come il calcio in Italia: quando milioni di persone fanno la stessa cosa, non può capitare, per le combinazioni più assurde, che qualcuno si possa far male, o addirittura morire? Statisticamente la risposta è affermativa. Metti tanti atomi a girare tutti insieme all'interno di uno stesso spazio e prima o poi due atomi si scontreranno.
Mi dispiace ridurre la morte accidentale di due persone, in due circostanze diverse, ad un teorema di statistica, ma bisogna considerare tanti fattori: lo stress, la predisposizione della vittima, il luogo, le circostanze. Probabilmente quel meccanismo che scatta e crea il cortocircuito è come una spada di Damocle, che pende: basta la giusta occasione e -zac- la frittata è fatta. Purtroppo, in questa occasione, ci sono di mezzo i videogiochi, e la polemica è assicurata.