Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Per un momento, un solo momento, ho pensato di parlare di calcio, o meglio di usare il calcio e precisamente le avventure del Chievo (la squadra rionale di Verona arrivata in testa alla classifica di Serie A) come metafora per la realizzazione dei desideri impossibili. L'argomento mi aveva talmente colpito che ho letto perfino un articolo intero nella sezione sportiva del Messaggero. Chiunque mi conosce sa che io, come dice Mughini, aborro il calcio. Ma da uomo non posso non ammirare l'avventura della squadra scaligera, il cui consiglio d'amministrazione è composto da gente comune del quartiere (l'edicolante, il barista, il macellaio) e in cui il giocatore più pagato prende meno del massaggiatore della Juventus.
Tuttavia il discorso calcistico muore qui, almeno per ora, perchè c'è un argomento molto più vicino a noi che merita la mia attenzione. Ieri, tre giorni dopo la release di Xbox, anche Nintendo è arrivata sul mercato americano con il GameCube. Mi chiedo: come possono due colossi come Nintendo e Microsoft uscire con due differenti "next generation console" nell'arco di un week-end? Mi sta bene che hanno un target diverso, Nintendo ragazzi tra gli otto e i quindici anni, Microsoft la fascia immediatamente successiva. Capisco che per le due società mancare il Natale significherebbe attendere cinque mesi e provarci a Pasqua e ciò equivale ad un suicidio economico. Ma non la trovo comunque una scelta che tiene presente la capacità di spesa di una famiglia media. L'alternativa, o meglio la realtà attuale, è combattere la cosiddetta "Console War", che arriverà al suo culmine nel prossimo mese. Ma quali sono le armi a disposizione delle varie case? Microsoft ha stanziato 500 (dico cinquecento) milioni di dollari di pubblicità per questo semestre, con lo scopo di vendere almeno un milione e duecentomila Xbox entro il 31 dicembre. Sony ha dalla sua già venti milioni di PS2 installate che creano un passaparola non indifferente. Nintendo infine ha il vantaggio di avere un target lievemente diverso dalle altre due console, nonchè un pubblico di fedeli appassionati ereditato dal GBC e GBA.
Alcune società di ricerca come la Forrester Research danno la Sony come vincitrice. In effetti Sony schiera sul campo un apparato commerciale e di public relations collaudato e ben inserito sul territorio. Consideriamo che questa è un'arma assolutamente di prim'ordine perchè oltre che il pubblico vanno convinti anche i negozianti ad investire su un nuovo prodotto in uscita che potrebbe essere tranquillamente un flop (ne sanno qualcosa quelli che lo scorso anno hanno riempito il magazzino di PS2, convinti di venderle nell'arco di una settimana, grazie all'abile battage pubblicitario di Sony).
Al momento non sono sono ancora d'accordo con Forrester Research, anche se io mi baso esclusivamente sull'intuito e non su costosissime ricerche di mercato. Nei prossimi mesi, in vista anche della conquista europea che inizierà ni primavera, i vari colossi se le daranno di santa ragione, a colpi di prezzi, iniziative e marketing. La giuria siamo noi, e saremo sicuramente noi, e non loro, a vincere le Console War.

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