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Diario del Capitano

Nei miei ultimi Diari si è parlato molto di Nintendo, ma questo accanimento nei confronti della grande N non è affatto cosa voluta. Purtroppo il periodo è tutt'altro che roseo per il colosso di Kyoto e, soprattutto sul fronte GameCube, nelle scorse settimane sono state molte le notizie negative. Io mi limito a osservare. E a commentare.
L'ultimo, pesante macigno scagliato contro il 128bit Nintendo viene da Sega: venerdì scorso la mamma di Sonic ha infatti ufficializzato che, a partire dal prossimo anno, la sua intera lineup sportiva non verrà più sviluppata per GameCube, ma solo per Xbox e PlayStation 2. Il motivo è presto detto: i giochi Sega Sports su Cube non li ha comprati proprio nessuno, i dati di vendita fanno rabbrividire e sono di molte volte inferiori a quelli per le due console a 128bit concorrenti. Un duro colpo per la lineup cubica, che si vede privata di una serie di simulazioni sportive di indubbio valore e spessore e che si ritrova quindi a dipendere in questo settore dalla sola Electronic Arts. E se anche EA in futuro dovesse lasciare...
Ma come si è arrivati a questo punto? Il problema non è la base installata, solo di poco inferiore a quella Xbox in Europa e negli States. Il problema è il GameCube stesso: nonostante le iniziali aperture e il più che buono supporto third parties, il GameCube continua a seguire la scia dell'N64. E' una console apprezzata e acquistata da una nicchia di mercato ben precisa per il software Nintendo. Questo l'utenza GameCube vuole, questo l'utenza acquista. E' una cosa sbagliata? Nient'affatto. Ma finchè la situazione sarà questa e la percezione che il pubblico ha delle home console Nintendo non cambierà, ben difficilmente la grande N potrà puntare a ritornare leader nel mercato dell'intrattenimento videoludico casalingo.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console