Game Boy Micro  1

Nintendo rinnova per la terza volta il look del suo Game Boy Advance con risultati davvero sorprendenti. Da oggi i portatili diventano Micro...

L’occhio vuole la sua parte

Il packaging adottato per l’edizione europea del Game Boy Micro è piuttosto elegante ed essenziale, in linea quindi con lo stile della console. Al suo interno si possono trovare, oltre ovviamente al Micro e alla manualistica, anche il caricabatterie e un astuccio di tessuto morbido per custodire il portatile lontano dai graffi. Tornando al caricabatterie invece, va precisato che il connettore è diverso da quello di GBA, SP e DS, rendendo quindi obbligatorio il suo utilizzo. Per quanto riguarda invece la console, dire che è piccola sarebbe un eufemismo. Le dimensioni sono veramente ridotte, tanto che è necessario “prendere le misure” soprattutto per chi è abituato a handheld di ben altre dimensioni. Grossomodo siamo dalle parti di un Ipod Mini, per intenderci. La pubblicizzata facoltà di sostituire le mascherine è una interessante aggiunta, sia per l’elevato livello di personalizzazione, ma anche e soprattutto perchè permette di porre rimedio ad eventuali graffi o all’usura sullo schermo rimettendo a nuovo la console. I colori disponibili in Italia al lancio sono blu, rosa, verde ed argento, ma non tarderanno ad arrivare nuove tinte oltre ad una moltitudine di diverse faceplate.

L’utilizzo

L’ergonomia del Game Boy Micro è soddisfacente: la console si impugna bene, saldamente, e l’impressione che dà è di grande solidità. Le sorprese più grandi arrivano in realtà dopo l’accensione, di fronte alla stupefacente bontà dello schermo lcd adottato da Nintendo. Nonostante sia molto più piccolo di quelli presenti su GBA e SP, alla prova dei fatti la qualità dell’immagine sul Micro supera senza grossi dubbi i suoi predecessori. Anche nei giochi particolarmente frenetici non si presenta mai alcun fenomeno di persistenza dell’immagine, o di “scia”, e la brillantezza dei colori è assolutamente eccellente. Chi è solito giocare Rpg o comunque titoli con una grossa componente testuale non deve temere, dal momento che malgrado le dimensioni ridotte non ci sono problemi di leggibilità. I tasti rispondono bene, con qualche riserva solamente sui dorsali la cui effettiva pressione necessità di qualche attenzione in più. Non granchè invece la croce direzionale, che avrebbe potuto essere più precisa e reattiva; da questo punto di vista, il re incontrastato resta ancora l’incompreso Neo Geo Pocket, splendido portatile esaltato da una levetta a microswitch da oscar. Promossa su tutta la linea la decisione di adottare un plug standard per le cuffie, presente sulla parte inferiore della console, separato quindi da quello dell’alimentazione. Sul lato destro è invece collocato un piccolo switch per la regolazione del volume; agendo sullo stesso tenendo premuto il tasto dorsale L, si modifica invece la luminosità dello schermo. Il sonoro, nonostante le dimensioni della componentistica, è pulito e chiaro. Non mancano piccole finezze, come i led colorati posti sotto i tasti start e select, che illuminano questi ultimi di rosso se le batterie sono scariche, di verde se la carica è completa, e di blu all’accensione del Micro.

Quanto mi costi?

Game Boy Micro è quindi una incarnazione riuscita sotto praticamente ogni punto di vista del fortunato hardware GBA. Pur non potendo mettere nuovamente tale tecnologia al top degli interessi degli sviluppatori, la scelta di Nintendo ha permesso di creare una console in grado di attingere ad un enorme numero di videogiochi di qualità, rinnovando allo stesso momento il concetto stesso di portabilità. Purtroppo in mezzo a tutto questo entusiasmo, è impossibile non tenere conto del prezzo tutt’altro che popolare necessario per portarsi a casa l’handheld della casa di Kyoto. Stiamo parlando infatti di una cifra tra i 99 e i 109 euro (a seconda del negozio); vale la pena ricordare che con 129-139 euro si può comprare un Nintendo DS, certamente molto meno portatile ma perfettamente compatibile coi giochi GBA nonchè ovviamente dotato di una tecnologia estremamente più evoluta, a cui va sommata una prospettiva di vita senza dubbio più lunga. Attualmente qual è quindi il target del Game Boy Micro? Non i bambini, nè gli adulti alla ricerca dell’ultimo ritrovato tecnologico. Il marketing Nintendo ha affiancato la console alle gallerie di alta moda, quindi con la volontà di marcarne i connotati “cool” e trendy del design. Ma resta una situazione in ogni caso poco delineata. Una riduzione di prezzo sarebbe quindi probabilmente la scelta ideale, per dare a questo ultimo sforzo creativo della grande N il riscontro di vendite che merita di conoscere.

Lo scorso E3 è stato importante per Nintendo soprattutto per la presentazione ufficiale di Revolution, avvenuta durante la propria attesissima conferenza stampa. Ma allo stesso evento, e durante tutta la fiera, ha svolto un ruolo da protagonista anche il nuovo Game Boy Micro, ora arrivato finalmente nei nostri negozi. Come molti sapranno già, questo ultimo ingresso nella famiglia Game Boy non porta con sè alcuna innovazione tecnica relativamente alle capacità dell’hardware, andando al contrario a rappresentare in sintesi solamente una ennesima (la terza) espressione della tecnologia di Game Boy Advance. Dopo il primo esemplare e l’SP, questo Micro –come il nome suggerisce- punta tutto sulle dimensioni ridottissime, affidandosi al supporto del vasto parco giochi disponibile per GBA. Niente compatibilità con il vecchio Game Boy stavolta, sia chiaro. Ciò nonostante, è indubbio che la possibilità di scelta tra le centinaia di titoli disponibili non lasci che l’imbarazzo della scelta, senza dimenticare quelli destinati ad uscire nei prossimi mesi. Sì perchè, nonostante l’interesse degli sviluppatori si sia ormai spostato su Ds e Psp, il buon vecchio GBA è tutt’altro che morto.