Game On 2006 - Coverage  0

La storia del videogioco al museo della scienza di Londra.

Dawn of the Game

La mostra accoglie i visitatori con una ricostruzione della storia del videogioco spiegata tramite testo e disegni affissi alle pareti della sala principale: il tutto ha lo scopo di introdurre l’argomento ai non appassionati in modo semplice e simpatico, con caricature dei vari personaggi entrati nell’immaginario collettivo e descrizioni degli eventi principali ordinati cronologicamente anno per anno.
Si parte quindi con una versione originale di Pong, riadattata per essere giocata direttamente su un muro grazie ad un proiettore posto alle spalle dei giocatori. Il cabinato è originale e il segno degli anni e dell’usura si vede. Subito a fianco è presente una collezione di cabinati storici che farà sicuramente felice ogni appassionato di vecchia data.
Ci sono proprio tutti: da Space invaders a Centipede, da Donkey Kong a Missile Command. I visitatori occasionali sembrano incuriositi da queste “vecchie glorie” e molti aspettano il proprio turno per assaporare meccaniche arretrate ma sempre attuali, che hanno creato le fondamenta del game design per poi farlo evolvere fino agli attuali standard.

Dawn of the Game

Finita la zona dei cabinati si inizia con le console: sono presenti tutte le macchine che hanno fatto la storia, dai primi Atari al Nes e SuperNes, ognuno con un gioco che ben ha rappresentato la console nel suo periodo d’oro.
L’emozione è grande nel prendere in mano il pad per rifare una partita al primo, mitico, Mario in edizione casalinga e la mente torna ai pomeriggi passati ad esplorare i magici mondi creati da Miyamoto.
Stranamente Il SuperNes è stato esposto in due diverse teche ma con dei giochi che, secondo chi scrive, mal lo rappresentano: Super Buster Brothers di Capcom e Populous. Molti altri capolavori hanno reso celebre la macchina Nintendo e, francamente, sfugge il motivo per cui la scelta sia ricaduta su questi titoli.
Malgrado lo sponsor Nintendo anche Sega viene degnamente rappresentata con la presenza di un Genesis sui cui viene fatto girare il primo, storico, Prince of Persia. Anche in questo caso una prova è d’obbligo, per poter riassaporare le perfette animazioni che tanto fecero scalpore in quegli anni.
In un angolo sono presenti anche due macchine che per sfortuna o per marketing non arrivarono al grande pubblico come molte altre ma finirono nel dimenticatoio in fretta e con poca gloria, almeno in Europa: ecco quindi un PC Engine originale della NEC, nella sua stupenda versione con lettore CD, all’opera con Fighting Street di Capcom, e un Atari Jaguar con Tempest 2000.

Mid Gen - Old Gen

Si passa quindi alla generazione intermedia, quella del grande boom del videogioco, che lo ha portato da passione di pochi a fenomeno di massa. La rapida diffusione ha un marchio: PlayStation.
La grigia console Sony è esposta con una copia del sempre verde Ridge Racer e con una rara versione Net Yaroze, uscita solo in Giappone e con sistema operativo Linux.
Nintendo 64 viene esposto in due distinte occasioni: una per mostrare la console nella colorazione blu trasparente e una che permette di giocare a quell’immortale capolavoro che è The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Anche il Dreamcast ha il suo momento di Gloria con due postazioni dedicate a Virtua Tennis di Sega e a Bust a Move 4. Anche in questo caso chi scrive è perplesso: perché non sostituire il seppur bel puzzle game Taito con una fiammante copia di Shenmue?

Mid Gen - Old Gen

Si arriva alla generazione attuale, o meglio, alla old-gen. PlayStation 2, Xbox e GameCube fanno bella mostra di sè in svariate postazioni. La maggior parte dei giochi simbolo di ogni macchina è disponibile per una prova: Pro Evolution Soccer 5, Animal Crossing, OutRun 2, Rez, Super Monkey Ball 2, Gran Turismo 4 attirano lo sguardo dei visitatori, spingendoli ad effettuare una prova, magari in doppio, come nel caso della simulazione calcistica di Konami.
Tra le varie postazioni una svetta sulle altre: quattro televisori LCD con altrettante Xbox sono collegate in LAN e posizionate a quadrato: una discreta folla di ragazzi si alterna in furiosi deathmatch ad Halo 2, con lo sguardo dei curiosi che rimane rapito dallo stile di cui è intriso il titolo Bungie e dall’abilità dei vari giocatori. Chi scrive tiene alto il tricolore tra gli inglesi, portando a casa numerosi frag; sfortunatamente, però, le lunghe sessioni a Gears of War dell’ultimo periodo hanno tolto un po’ di smalto all’abilità per via dello stile di gioco differente.

Portable Gen

I corridoi del museo delle scienze si aprono in un salone allestito per l’esposizione dei portatili. Per ovvi motivi le piccole macchine da gioco non possono essere provate e sono esposte in vetrinette circolari ordinate per data.
Nintendo “occupa” un’intera vetrinetta con le molteplici evoluzioni del marchio Game Boy e con alcune sorprese: sono presenti moltissimi Game and Watch in perfetto stato di conservazione e uno stupendo Virtual Boy completo di giochi. Anche le ultime novità sono degnamente rappresentate con entrambe le versioni di Nintendo DS ed una PSP nera.
Nella sala, inoltre, sono presenti due proiettori a cui sono collegati una PS2 con Guitar Hero e un Xbox 360 con Table Tennis.
I visitatori sembrano divertirsi molto con le chitarre di Harmonix, meno con le racchette virtuali del titolo Rockstar. Osserviamo alcuni giocatori prendere la mano con lo strano “Rock Game” rendendomi conto del fatto che i concept fuori dagli schemi sono quelli che, oggettivamente, attirano più facilmente i non giocatori o i casual gamer di passaggio.
Un’altra apparizione di Xbox 360 è dovuta alla presenza di Project Gotham Racing 3 che, ad un anno dalla sua commercializzazione, è ancora in grado di vantare un comparto tecnico di primo piano e affascina per la sua perfetta ricostruzione delle strade di Londra.

Game Over

La mostra volge al termine, non senza presentare alcune chicche, come ad esempio il vestito ”originale” di Max Payne ed un muro dedicato a Lara Croft, che mostra l’evoluzione stilistica della protagonista dalla prima apparizione su PSX fino al recente Tomb Raider Legend.
Una mostra per tutti: i nostalgici troveranno pane per i loro denti, gli appassionati dell’ultima ora potranno provare le vecchie glorie del passato e i non giocatori o i semplici curiosi potranno rendersi conto di come la nostra passione abbia subito un’evoluzione che in pochi decenni ha permesso di passare da una grafica costituita da semplici forme geometriche ad una fotorealistica in continuo miglioramento.
La mostra è visitabile presso il Museo della scienza di Londra. E’ aperta fino al 25 febbraio ed il biglietto costa £8.50 con la possibilità di prenotare la visita e farsi spedire i biglietti via posta internazionale anche in Italia.

La nascita del videogioco risale ai primi anni sessanta ma solo con l’avvento della seconda metà dei settanta per il medium inizia una fase di espansione che l'ha portato, passo dopo passo, al successo di oggi.
La storia è strettamente legata alle innovazioni tecnologiche in campo informatico e spesso il game design è stato soffocato dalla mancanza di memoria e potenza di calcolo. L’evoluzione dal punto di vista tecnologico e dei contenuti è il punto focale della mostra, sponsorizzata da Nintendo, tenuta all’interno del museo della scienza di Londra: una buona parte dell’ala del secondo piano del museo è stata quindi dedicata al Game On, una ricostruzione temporale, dagli albori ai giorni nostri, dell’hardware, dei controller e dei giochi che si sono susseguiti nel tempo.
La particolarità di quest’evento è l’interattività: una mostra dedicata al videogioco non poteva tralasciare la parte principale dell’atto del giocare.
L’interattività è quindi garantita dal fatto che ogni singola console o cabinato esposti sono liberamente utilizzabili dai visitatori con la sola limitazione del buon senso e del biglietto, valido per un’ora e mezza dal momento dell’ingresso.