GB Player Hands On  0

Abbiamo provato per voi il GBA Player, ecco le nsotre impressioni!

Dischi & Cartucce

Anzi, no. Prima un piccolo avvertimento: occhio al tasto Eject perché premendolo con troppa enfasi e senza aver prima calzato un guanto da baseball, potrebbe tingere con tonalità problematiche, per non dire drammatiche, quello che doveva essere il semplice “recupero” della cartuccia previamente caricata… Cartuccia: mai termine fu più appropriato…

Non ci Vuole una Console Grande…

Breve parentesi. L’altro giorno c’erano due cuginetti di una manciata di anni proprio a casa mia. L’indescrivibile repulsione che provo nel vedere i mocciosi di tutte le razze e tutte l’età non m’impedì di notare che per quanto bisticciassero e per quanto dicessero alla propria mammina: “E’ colpa sua. E’ tutta colpa sua!”, la colpa fosse sempre e soltanto di uno dei due. L’altro beota diciamo che si limitava a pagare impunemente. Cosa c’entra quest’interessantissimo preambolo con l’analisi del GB Player? Beh, fate conto che un cuginetto sia un GameCube, l’altro un GBA…
La nuova periferica di Nintendo è cosa sobriamente necessaria, bella e giusta, ma prima di analizzarla in dettaglio e prima ancora di stendere un doveroso stuolo di lodi a suo carico, credo sia legittimo avvisarvi anche di una piccola magagna e l’avvincente storia dei cuginetti sarà in tal senso esplicativa. Si, perché dopo due battute consumate fra un “La colpa è sua. No, la colpa è sua”, ho capito subito che la colpa fosse sempre e soltanto di GBA: lo scrolling dei vari titoli testati non si è mai dimostrato convenientemente fluido. E’ pacifico che sul piccolo schermo dell’handheld il fattaccio passasse quasi inosservato, ma sotto la lente d’ingrandimento del mio 38 pollici le incertezze dello scorrere dei vari backgrounds si sono fatte subito macroscopiche. Ovviamente in alcuni titoli l’effetto-strascicato dello sfondo è praticamente inesistente, mentre in altri, almeno per i miei canoni, si è rivelato addirittura fastidioso.

Non ci Vuole una Console Grande…

Cosa fare? Semplice, o far finta di niente come mio fratello, o portare ogni volta il fido GB Player nel proprio negozio di sfiducia, testare e vagliare l’eventuale acquisto di ogni gioco, oppure ancora aguzzare la vista e giocare ad un millimetro dallo schermo dell’SP cercando di cadere sempre sullo scrolling più fluido fra quello dei giochi in preventivo. Paradossalmente (almeno pensando all’originaria progettazione di GBA) tutti i titoli tridimensionali non possono cadere nell’inghippo... Chiudo sulla questione, ma non prima di avervi ricordato che ovviamente l’effetto-indesiderato è evidente allorché si giochi in full screen, ma impercettibile se si riducono le dimensioni del quadro di gioco, il che ci porta direttamente all’analisi dell’interfaccia.

…ci Vuole una Grande Console!

Premendo il tasto Z sarà possibile richiamare 6 icone in qualsiasi istante. Esse si posizioneranno a piede schermo e ci consentiranno di customizzare in minima parte la nostra esperienza di gioco. La più significativa di esse riguarda la possibilità di skippare fra un full screen ed una finestra ridotta, posizionata a centro schermo, che ci consentirà di godere di un’immagine leggermente più definita riducendo praticamente a zero il famigerato “effetto GameGear” sul quale mi sono a lungo soffermato. Per la cronaca, io gioco solo in full screen.
Una seconda icona ci consentirà di scegliere uno sfondo (fra 20 predefiniti), atto a coprire in modo più o meno morbido la porzione di schermo che resterà “scoperta” giocando in finestra ridotta. Queste sottospecie di desktop che ricorderanno bene i vecchi possessori di Super GameBoy (vi era pure Edit costruito su una sorta di miniMario Paint), variano dall’orientaleggiante al metallico, dallo spaziale alla carta da parati, per arrivare ad un doveroso simil-GBA formato gigante, ma il mio consiglio resta irrevocabile: numero 20!

…ci Vuole una Grande Console!

La terza icona ci consentirà di scegliere fra due configurazioni di tasti predefinite (entrambe incredibilmente comode), mentre la quarta riguarda il settaggio dell’audio (modalità stereo e così via); una parola sull’audio… Non raggiunge gli standard di un Super Nintendo e sinceramente la cosa mi ha sorpreso: diciamo che siamo sui livelli di un Mega Drive prima generazione con un parlato sostanzialmente più nitido.
Le ultime due icone sono piuttosto bizzarre, non tanto per la prima che altro non è se non un “reset via pad”, quanto per la seconda, indecifrabile nei kanji e che ci permette di attivare un contatore (minimo 1 minuto, massimo 1 ora) che procede a ritroso e giusto allo zero blocca qualsiasi interazione sia con l’interfaccia che col gioco… Cose belle…

Commento

Insomma, GB Player è una sorta di filtro capace di accentuare, nel bene e nel male, tutto ciò che propone l’impressionante line-up di GBA. Se l’immagine e il sonoro perdono un po’ di brillantezza in formato maxi, il guadagno è tutto a favore di un’esperienza di gioco nettamente più pratica, comoda e appagante, senza contare che il mio GameCube oggi vanta qualche milione di titoli in più a livello di sana softeca e sia bellissimo da vedere.
Un ultimissimo appunto: Wario Land 4 è la fine dell’universo…

Dischi & Cartucce

A dispetto di quello che penserete in molti il packaging del famigerato add-on che consentirà ad ogni utente di GameCube di godere appieno, e sul proprio televisore, della pressoché infinita line-up di GBA, non conterrà solo un hardware (come Super GameBoy, do you remember?), ma anche un mini supporto ottico. Perché? Semplice… Perché una volta montato l’accrocchio sotto il cubetto, ed una volta assicuratolo stringendo tanto di viti in dotazione, il dischetto in bundle servirà giusto per emulare GBA su GameCube: tolto il software il 128 bit tornerà a svolgere le sue normali funzioni e voi non sarete costretti a smontare tutte le volte la periferica, viva la praticità… That’s all.