Grandia 2  0

Grandia 2 è la conversione di un ottimo Gdr di stampo orientale che ha fatto furore qualche mese fa sulla console di casa Sega, il Dreamcast. Ora, per quale strano motivo un gioco di questo genere, decisamente poco apprezzato dal mercato dei compatibili, debba interessare i giocatori Pc, abituati da sempre a giochi di ruolo dall'impostazione profondamente diversa? Facciamocelo spiegare da Stefano Russo...

Da Dreamcast a Pc

Il tempo passa e quando un videogioco merita, arriva puntuale un degno sequel, figuriamoci quindi se un Grandia 2 non doveva fare capolino, prima o poi.
Accantonato Saturn, il passo lungo (avvenuto a metà 2000) verso l’ingiustamente abbandonato Dreamcast era obbligatorio ed ancora una volta Game Arts ha centrato l’obbiettivo con un gioco di ruolo dalla qualità altissima, complessivamente di livello quantomeno identico all’eccessivamente decorato (in my humble opinion) Final Fantasy 8.
Dopo un bel po’ di mesi dall’uscita in terra nipponica, Ubisoft venne in aiuto di tutti coloro che non masticano Kanji e Hiragana con una versione in lingua d’Albione di qualità tutto sommato superiore alla media, la stessa che sta per giungere, con un bel po’ di ritardo, sui nostri beneamati Pc.
E’ giunto il momento di dare un first look a questo attesissimo rpg, in attesa della release finale, sperando che il tempo non abbia intaccato la qualità di questo grande gioco di ruolo, come già avvenuto in occasione della release Playstation del prequel.

Ryudo e Skye

La versione usata per questa anteprima è ovviamente una beta, visto che il gioco finale farà capolino nei negozi solo alla fine di Marzo, sperando che sino ad allora alcuni aspetti negativi ivi riscontrati siano rimossi del tutto.
Innanzitutto, sembra oramai confermata la presenza della lingua italiana solo sul manuale d'istruzioni mentre il parlato e le scritte nel gioco saranno soltanto in inglese. Il sottoscritto ha testato estensivamente la beta version di Grandia 2 inviataci, garantendo la totale somiglianza con l'originale versione Dreamcast, quindi ritroviamo una bella grafica molto anime style (anche se un piccino datata, reparto texture in primis), un eccellente character design, un doppiaggio nella lingua d Albione tutto sommato buono (anche se i puristi come me preferiscono nettamente il doppiaggio giapponese, per quanto incomprensibile ai più), una grande giocabilità ed una longevità poco superiore alla media, visto che il gioco è abbastanza semplice.
Menzione particolare va al complesso sistema di combattimento ideato dai genialoidi di Game Arts: innanzitutto, scordatevi i combattimenti casuali: mentre vagherete nei vai dungeon, foreste et similia, vedrete i vostri nemici sulla mappa, esattamente come il vostro (o vostri) sprite, andando ad ingaggiare battaglia solo in caso veniate a contatto con essi. Una barra mobile indica lo scoccare del vostro turno o di quello dei singoli nemici, dandovi il tempo di pianificare un attacco a corto o lungo raggio, tecniche speciali (esclusive per ogni personaggio) e via di seguito; un esempio pratico può essere il seguente: un nemico si getta verso di voi, forte del suo ip meter in stato operativo ma un secondo dopo giunge per fortuna il vostro "turno", consentendovi di "counterare" (a mò di picchiaduro) il colpo nemico e , per giunta, colpire il malcapitato di turno.

Ryudo e Skye

Se quindi Grandia 2 rimane un eccellente videogame in quanto a giocabilità e storyline (per quanto inferiore alla saga diretta da Hironobu Sakaguchi su console Nintendo e Sony), altrettanto non si può dire dal punto di vista prettamente cosmetico ed una scarsa ottimizzazione del codice non aiuta granchè; lanciate il gioco a 1024x768 con texture a 32 bit e anche un P3 933 con 256 mb di ram e GeForce 2 Gts (col quale gioco Wolfenstein al massimo dettaglio, strafluidissimo) non farà altro che procurarvi un orrore visivo da una decina di fps al secondo.
Scendiamo a patti, settiamo la risoluzione a 800x600 e le cose migliorano drasticamente, ma è seccante vedere arrancare, su un Pc mica da rider,e lo stesso gioco che, fluidissimo a 30 fps, mi esaltava oltre un anno fa su Dreamcast.
Sperando che Ubisoft possa distribuire il 28 Marzo un prodotto più curato da quello esaminato in questa sede, ci congediamo ricordando di tenere d'occhio queste pagine per il verdetto finale, in ogni caso non catastrofico, visto che un grande videogioco, se davvero tale, lo è sempre, anche dopo tanti anni e (purtroppo) con un frame rate inaccettabile.

Da Dreamcast a Pc

Quando ancora era prematuro asserire che Saturn, la console a 32 bit di Sega, fosse destinata ad una pesante sconfitta ad opera della diretta rivale Playstation, Game Arts rilasciava il suo capolavoro Grandia.
Da molti interpretato come chiara risposta al meraviglioso Final Fantasy 7 di Squaresoft per il 32 bit Sony, il gioco di ruolo della giapponese Game Arts era dotato di un engine grafico impressionante per i tempi, ibrido di elementi 2d (gli sprite) e 3d (fondali ed effetti speciali), una valida storyline ed una longevità leggermente superiore alla media (ma molto inferiore all’avventura di Cloud e compagnia bella).
Col crollo del 32 bit Sega in occidente, nonostante la discreta popolarità nella terra del Sol Levante, Grandia è rimasto sconosciuto ai più, guadagnandosi la giusta fetta di popolarità tra i fan di rpg nipponici sempre informatissimi grazie alle potenzialità della rete e le riviste giapponesi vendute a peso d’oro nei negozi d’importazione videoludica.
Anni dopo, Grandia, non si sa in base a quale strategia di marketing, inizia timidamente a farsi conoscere presso i (tantissimi) possessori di Playstation; con un bel po di anni sulle spalle, il motore grafico studiato da Game Arts, non ha suscitato lo scalpore della prima release e, anche ivi in occidente, oramai i nomi di Sephiroth, Aerith e, soprattutto, Cloud, erano già scolpiti nell’immaginario collettivo dei fan di rpg di matrice nipponica.