A pochi giorni dalla partenza per la fiera Losangelina, ci siamo fermati a riflettere per cercare di prepararci meglio a quello che ci aspetta: vi invitiamo a farlo con noi

La fiera delle vanità La fiera delle vanità

Le previsioni del tempo.

Se potessimo scegliere di scartare qualcosa dalla fiera che sta per aprirsi, questa senz’altro sarebbe la ripetività di certi titoli che, cercando di tastare un terreno già assestato e redditizio, non propongono nulla di veramente nuovo.
Quello che ci auguriamo di poter vedere, al di là della lunga lista dei giochi che riusciranno a ritagliarsi un piccolo posto nel genere di appartenenza, è un piccolo movimento dell’industria verso la riconquista dell’originalità e della fantasia che è propria di questo mondo.
In questo senso l’enorme successo mondiale di Black And White non può che rappresentare una spinta per tutti quei programmatori che desiderano uscire dal solito campo di azione, e che credono di poter realizzare qualcosa in grado di provocare un più o meno grande terremoto.
Tuttavia non si può negare come, anche da parte nostra, l’attesa per certi sequel sia davvero alta, vuoi per la pigrizia ad adattarsi ad un nuovo tipo di concept videoludico, vuoi per il piacere che il titolo originale ha saputo regalarci nel passato più o meno recente: ciò, almeno da un punto di vista puramente commerciale, non stimolale Software House a produrre qualcosa di nuovo, ma semplicemente a migliorare un Franchisiding già esistente.
Soldier of Fortun2, Return to Castle Wolfestein, Deus Ex2 ( magari anche Thief3 ), Civilization3, Unreal2, Warcraft3, Age of Empires3, Z2 Steel Soldiers, Homeworld2………….se qualcuno tempo fa aveva azzeccato dicendo che l’industria del videogioco sarebbe assomigliata sempre di più a quella cinematografica, qui ne ha l’ennesima conferma.
Lo stesso pacchetto di espansioni, guidato da Trhone of Baal per Baldur’s Gate2 e dall’espansione per Shogun, è tra le prime posizioni della classifica del whis list di quasi tutti i videogiocatori ( come, non dimentichiamo Diablo2 l’anno scorso…… ) e conferma questo dato di fatto.
Non so se questa edizione dell’E3 verrà ricordata come “ quella dei Sequel “, ma se così sarà, probabilmente illustrerà piuttosto bene il quadro dell’attuale situazione videoludica.
Nonostante questa che potrebbe sembrare una situazione non del tutto rosea, non si può non scorgere una luce di qualche tipo facendo scorrere la lista dei titoli fino in fondo: Dungeon Siege, Anarchy Online, Arcanum, Warrior Kings, Neverwinter Nights, tra tutti, sicuramente sono in grado di sperimentare nuove strade e di proporcele nel miglior modo possibile.
Purtroppo anche la lista degli assenti non è di poco conto.
Volete che vi ricordi qualche nome? Ecco qui: Duke Nukem Forever, Team Fortress 2, Half Life 2, Doom3. Come dite, sono solo giochi FPS?
Già: è piuttosto significativo che questi giochi, tranne l’ultimo che è stato annunciato solo poco tempo fa, abbiano già fatto la spola nelle edizioni passate della fiera, fino ad essere rimandati a data da destinarsi. Evidentemente il mercato degli FPS “ puri “ è in questo momento piuttosto fermo, e solo quei titoli che hanno saputo integrare nel concept elementi presi da altri generi ( Deus Ex tra tutti ), sono stati capaci di ritagliarsi uno spazio.
Caso a parte naturalmente quel Serious Sam che ha saputo, a mio parere, sfruttare molto abilmente il popolo della rete per guadagnarsi una buona pubblicità, sfruttata nel miglior dei modi dal rilascio ( tranne in Italia, chissà perché ) a prezzo ridotto.
A mio modo di parere la situazione, che potremmo definire stagnante ( se fossimo pessimisti ), è state generata nel corso degli ultimi mesi anche dal fattore Xbox, in cui per la prima volta una console prodotta dal Re dei Pc, cercherà di rubare spazio ai Pc stessi: idea tanto paradossale, quanto geniale.
Là fuori, oltre alla verità, ci sono milioni di potenziali Pcgamers che non possono tollerare l’esborso economico che richiede la cura e la manutenzione di una Pc-station dedicata al gioco, ma che sarebbero felici di affidare i loro risparmi al signor Gates per avere in cambio un piccolo simil-Pc capace di garantire una durata nel tempo dell’Hardware. Discorso simile per tutti quelli che di porte USB e configurazioni ottuse non vogliono impazzire.
E’ chiaro come il gruppo dei programmatori storicamente fedeli all’ambito Pc si sia fermato per cercare di capire dove indirizzare principalmente i proprio sforzi ( aspettando sulla riva del fiume il passaggio di qualche cadavere ), anche se alcuni tra essi hanno già esposto la loro assoluta riverenza a quella che sembra essere, per lo meno fino alla sua uscita, l’ammazza PC. Parlo naturalmente degli Oddworld Inhabitants, con il loro Munch’s Odissey, e della Bungie con Halo, che saranno titoli esclusivi per la console di casa Gates.

La fiera delle vanità La fiera delle vanità

Il Pc è vivo, lunga vita al Pc.

Quindi Xbox assassino del mercato Pc?
Industria Pc ferma al palo della Unoriginalità e destinata a collassare nel giro di breve tempo?
Non scherziamo.
Una situazione del genere non potrà mai realizzarsi, perché la comunità di cui tutti facciamo parte si nutre e vive della complicità tipica del gioco online, delle discussioni che si creano nei newgroup, nei forum e negli altri punti di ritrovo virtuale. Non ci può essere videogioco senza condivisione dello stesso, non può esistere nessun titolo capace di ridefinire i confini dell’ esperienza entro i limiti dell’invidualità, nulla del genere non potrà mai riportare indietro l’orologio dell’essere videogiocatore, capace solo, per sua natura, di evolvere e mai di regredire.
Nemmeno delle scelte commerciali errate ( vuoi l’innalzamento del prezzo medio, vuoi la riduzione del package del gioco ) saranno in grado di affossare il Pcgamer, poiché c’è solo una cosa in grado di farlo: la ripetività e la noia.
E questi sono due concetti non intrinsechi del videoludere, sempre alla ricerca di evoluzione e miglioramento: solo chi ha provato a giocare tutti i titoli ( magari collezionando inutilmente copie masterizzate dell’intera produzione o quasi ), è capace di annoiarsi.
Ma noi preferiamo innamorarci ancora di uno, due titoli al massimo, che sceglieremo da questo calderone di zuppa che andranno tra poco a metterci in tavola.

Che cosa ci auguriamo in definitiva?
Che nessuno tra noi, chi va a Los Angeles o chi rimane da questa parte del monitor, possa lasciarsi ubriacare dai tanti giochi che ci verranno proposti, ma che sappia apprezzare, come un Somelier, l’assaggio di quel capolavoro che nei mesi a venire soddisferà il nostro palato.

La fiera delle vanità La fiera delle vanità

La fiera delle vanità.

Abbiamo già preparato le nostre valigie e prenotato ogni spostamento..
Abbiamo già aperto il nostro cuore, e le nostre speranze, alla pioggia dei titoli che ci cadrà addosso travolgendoci in poco meno di tre giorni.
Ma non passa un solo istante in cui non ci chiediamo se davvero siamo pronti a quello che ci aspetta. Saremo investiti da una quantità tale di giochi ( stiamo cercando di prepararne la lista per potervela presentare già domani nel primo pomeriggio ), che per qualche momento perderemo la bussola, illudendoci che ognuno di essi sarà QUEL capolavoro capace di strappare qualche ora di sonno al nostro riposo: in realtà solo una dozzina di titoli, forse meno, si salverà dalla bagarre delle proposte, e non potrebbe che essere così.
Ripensando alle ultime due edizioni dell’E3, e guardando la nostra scrivania, sorridiamo scorgendo dieci, venti titoli che fanno bella mostra di sé e che ai tempi furono capaci di catturarci fino allo spasimo. Tra tutti questi ancora meno sono stati capaci di confermare tutto ciò che di buono, di meraviglioso, i programmatori avevano cercato di venderci.
E proprio per questo che adesso, a pochi giorni dalla partenza per quel di L.A., ci fermiamo per cercare di riflettere su ciò che, probabilmente, sarà.
La scelta di farlo insieme a voi, di farlo come parte integrante della comunità videoludica, è un’onore per chi, come noi, ha la fortuna di poter vedere con i proprio occhi ( o rivedere ) quel meraviglioso mondo di sfavillanti luci che presto si aprirà davanti a noi.
Ma come ben sappiamo, è facile farsi abbagliare dalle luci, è facile farsi distogliere dagli imbonitori, o magari da coloro, come i vecchi personaggi di un bellissimo libro di Ray Bradbury, che dietro la facciata di uno splendido circo ( la fiera, i giochi ), nascondono qualcosa di molto peggio ( il business, gli introiti, la politica di vendita ).

Per questo motivo la decisione di cominciare a guardare a questa fiera, la più importante del settore, con occhio critico e poco incline a facili isterismi: ecco ciò che cercheremo di trasmettervi di giorno in giorno, per permettervi di partecipare insieme a noi, fortunati occhi del Multiplayer Network. Allacciate le cinture, e siate pronti ad andare incontro ad un lungo viaggio verso Los Angeles……..

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