L'immancabile party Electronic Arts  0

L'immancabile party Electronic Arts è tornato a farci visita, puntuale come l'ECTS. Dalla suggestiva sede nelle campagne londinesi, ecco una carrellata di immagini e commenti alla serata.

Eppure qualche chicca c'era

Mi era sfuggito all'E3 di Los Angeles (anzi era sfuggito quasi a tutti), ma Freedom Battle for Liberty Island della IO Interactive, la stessa software house di Hitman, ha lasciato il segno per qualcosa di innovativo. Lì per lì avevo avuto l'impressione che la IO avesse divorziato da Eidos, publisher di Hitman. Invece il programmatore danese che ci ha seguito a spasso per lo schema di Freedom ci ha spiegato che per la prima volta la I/O ha affrontato una duplice sfida, da una parte con Eidos, dall'altra con EA. Il classico piede su due staffe. Il team di sviluppo della I/O è passato in men che non si dica da quaranta a ottanta persone.
La grafica è ereditata dall'imminente Hitman 2, ma il suo concetto di gioco, sparatutto in terza persona, andrà a soddisfare chiunque da un gioco vuole immediatezza, violenza, divertimento frenetico e tante armi e distruzione. Delle tre versioni viste, quella che mi è piaciuta di più è ancora la versione per il vetusto pc.
Poi incredibilmente, c'era quel Signore degli Anelli: le Due Torri, con spezzoni inediti del nuovo film, e quell'impatto grafico convincente, che si è lasciato giocare per qualche minuto, nonostante tutte le mie allergie per i gamepad.
Il cartellino rosso se lo incassa Fifa 2003, in uno stato di sviluppo ancora veramente primitivo, il cui unico pregio al momento pare essere la fisica del pallone e dei movimenti, a detta dei veri appassionati. Io, da profano e non amante dei giochi di calcio ho potuto solo osservare che ancora qualche giocatore va in giro senza testa. Mi ha ricordato quei vecchi calciobalilla della parrocchia, martoriati da più generazioni di ragazzini ormonati. Troppo presto per giudicarlo.

Eppure qualche chicca c'era

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Birra che scorre a fiumi

Sedevo, ieri sera, tornando dal party Electronic Arts, accanto ad un simpatico, quanto sbevazzato redattore irlandese che probabilmente aveva più apprezzato qualche bottiglia di Becks piuttosto che i giochi EA. Eppure, nel fiume di parole anglosassoni annebbiate dall'alcool che travolgeva la mia mente prossima al sonno, sono riuscito a distinguere un sano stupore entusiastico per la serata appena trascorsa. Per l'amico di Belfast era la "prima volta". L'evento Electronic Arts è così. Finisce con il convincerti anche se, alla fine, non hai visto niente di particolarmente nuovo, se non un Persichetti annerito dall'assenza della sua pietanza preferita (che a me fa venire l'orticaria) cioè il sushi. Ritenta caro Persi, sarai più fortunato.
Non c'era moltissima gente quest'anno. Sarà stata la concorrenza in contemporanea dello - a quanto pare, sentiremo Monti - sfarzoso evento Eidos, che ha rapito per due giorni una gran parte dei giornalisti di tutta Europa, sarà stata la mancanza della partita Inghilterra- Germania che aveva animato la serata l'anno scorso o magari l'eccesso di seguiti, tie-in ed espansioni, ma quest'anno la stella brillava leggermente di meno. Ma brillava ancora..