Diario del CapitanoL'inizio della fine del pad 

Si diceva che al joypad non ci fosse alternativa, poi è arrivato il Wii. Ora si preannuncia una vera rivoluzione.

Mi ricordo molte discussioni da bar, in questi vent'anni videoludici in cui si è detto che al joypad non c'è una reale alternativa. In effetti dal joystick del Commodore 64 al controller del Wii, intravedo più una evoluzione che una rivoluzione tecnologica. Perfino Sony con la PlayStation 3 sta provando ad aggiungere, magari goffamente, alcune funzionalità "simil-Nunchuck", in virtù dell'inserimento del giroscopio all'interno del pad. E il giroscopio applicato all'industria videoludica è una finezza nel suo genere, ma non può certamente parlarsi di passi avanti nel futuro, dato che il giroscopio è stato inventato da Foucault (quello del pendolo) nel 1852. Appare evidente dunque che molto è stato lo sforzo per migliorare la potenza grafica di hardware e software (in una sorta escalation a chi ce l'ha più grosso) e minore è stata l'attenzione ai sistemi di controllo. Il Wii ha, se non altro, il merito di aver rispostato l'attenzione degli sviluppatori e del pubblico su questi ultimi, ponendo fine a quindici anni di controller sempre uguali a loro stessi, eccezion fatta per colori e forme. In questa situazione, che qualcuno definirebbe fluida, si è inserito Takayuki Iwamoto, professore universitario di Tokyo, novello Foucault, fino a ieri sconosciuto, oggi balzato agli onori della cronaca perchè ha suggerito che la sua invenzione potrebbe rivoluzionare le interfacce da gioco. E rischia di esser vero. Immaginate di essere immersi in un ambiente carico di onde sonore che impattando su di voi sono in grado di replicare la vostra fisionomia, i vostri movimenti, perfino le vostre espressioni, senza che abbiate in mano alcun tipo di strumento o pad. Immaginate di giocare con il Wii senza nunchuck. Le applicazioni possibili sono infinite, compresa una fase di editing del personaggio senza strumenti. Vi basterebbe alzarvi in piedi, fare una piroetta, ed eccovi perfettamente replicati nel gioco. Sono fantasie, ma non più di tanto. Nel video di Youtube qui sotto lo potete vedere in azione un prototipo dell'apparecchio che ora lavora solo nell'asse verticale (mancano ancora gli assi x e z, la tridimensionalità insomma). I fasci di ultrasuoni sono abbastanza potenti da piegare la carta e il cucchiaino di plastica, un po' come le vibrazioni di un subwoofer. In un certo senso la realtà virtuale, che tanto ci aveva fatto sognare nei primi anni Novanta, buttata nel cestino dei progetti dimenticati, rientra dalla finestra, con un sistema di controllo che al tempo non sarebbe stato possibile, per le immancabili problematiche di potenza di calcolo non sufficiente. Guardate e sognate.

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