Colin McRae: DIRT 2L'ultimo Colin 

Prova su (fuori)strada di Dirt 2, che promette di segnare un vero e proprio punto si volta per la serie

Codemasters s'è fatta notare agli albori di questa generazione di console per Neon, il motore proprietario a cui i programmatori hanno affidato i giochi di corsa che stavano e stanno sviluppando. Il primo titolo a sfruttarlo è stato Colin Mc Rae Dirt, baciato da tutta una serie di effetti grafici che andavano dall'HDR, alle normal map e ad un dettaglio che, L'ultimo Colin per il periodo in cui uscì, rappresentava una delle vette raggiunte sia su PlayStation 3 che su Xbox 360. Tanta lussuria portava con sé alcuni problemi di fluidità e di sincronia verticale dell'immagine, ovvero quel fastidioso effetto che porta l'immagine a spezzarsi a metà quando la telecamera si sposta sull'asse orizzontale. Qui all'E3 2009 abbiamo provato il seguito di quel gioco, che sarà anche l'ultimo a sfruttare il nome del mai troppo compianto campione di Rally, Colin Mc Rae appunto, e, dopo una corsa a tappe e un paio di giri di pista, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

Rally Lifestyle

Dirt 2 ci è parso da subito un gioco solido e divertente. A colpire sin dall'inizio sono senza dubbio i notevoli miglioramenti dell'estetica, che prevedono un aumento sensibile del numero di poligoni con cui sono riprodotte le singole macchine, un pubblico a bordo pista che arriverà a contare sino a 100.000 spettatori per percorso, ed effetti rinnovati per simulare lo sporco che si deposita sulle carrozzerie e il sole che si riverbera sull'asfalto e le strade sterrate. Tutto questo va a braccetto con una fluidità ancorata ai trenta fotogrammi al secondo e alla risoluzione di tutti quei problemi di cui abbiamo parlato ad inizio articolo, oltre al fatto che gli artisti del team ci sono andati col piede un po' più leggero per quel che riguarda le luci, eliminando l'eccesso di saturazione dei colori più accesi che in Dirt 1, su certe piste, faceva pensare d'essere a correre su Marte, piuttosto che nelle campagne toscane, ad esempio.
Un altro dei problemi che affliggeva il gioco era la poca reattività delle macchine al terreno su cui ci si trovava a correre, visto che, pur sullo sterrato coperto di ghiaia, ogni curva poteva essere affrontata a tutta velocità senza problemi di derapata o fuori pista, avendo la sola accortezza di rallentare quel tanto che fosse necessario per non volare di sotto da pendii e strapiombi. La sensazione di leggerezza delle auto sembra essere stata risolta, dando la giusta pesantezza ai mezzi e dirottando lo stile di guida verso un maggior grado di simulazione, pur restando Dirt un gioco veloce e immediato. Insomma, dopo aver provato una gara a circuito e una più classica a tappe, l'impressione che abbiamo avuto è quella di un modello di guida molto migliorato, anche se ovviamente è necessario passare molto più tempo col gioco per farsi le idee chiare. Di certo resta l'impatto grafico notevole e la volontà degli sviluppatori di cambiare approccio, cercando di realizzare, più che un semplice gioco di Rally, un vero e proprio mondo interattivo che riesca a dare l'idea dello stile di vita dei piloti di questa disciplina. La promessa è quella di realizzare un carosello itinerante fatto di appuntamenti in tutto il mondo, cercando di ovviare alla campagna del primo Dirt che alla lunga era un po' monotona e alle modalità online che erano troppo limitate, anche se i dettagli su tutti gli elementi di contorno a questo progetto ci saranno più chiari solo con prove più approfondite e con codici più avanzati nello sviluppo. Ora non resta che attendere Settembre, quando Dirt 2 uscirà su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

Certezze

  • Grafica mozzafiato
  • Problemi risolti
  • Modalità online divertenti

Dubbi

  • Varietà della modalità carriera
  • Modalità online

L'ultimo Colin

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