Mario vs. Donkey Kong 2: La Marcia dei MinimarioMario Vs Donkey Kong 2 - Hands On 

I mini Mario ritornano a marciare nel seguito di uno dei giochi più belli, ma meno apprezzati, del GBA. Ovviamente su DS!!

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Questo non ha comunque impedito a Nintendo di presentare un seguito sul suo nuovo indomabile DS. Così, abbandonato il singolo schermo del GBA, ci ritroviamo tra le mani quello che, indubbiamente, può sembrare il titolo per cui è stato concepito il concetto stesso di console portatile, piuttosto che il contrario. Nel primo mondo che si è potuto provare di questa demo, riesplodono potenti tutti i pregi e i difetti del prequel. Ritorna quella splendida sensazione da scacciapensieri e di compiutezza logica dei singoli, ridotti, schemi. Rifà capolino quella complessità truccata da semplicità che incanta e fa tanto arrabbiare nel primo episodio. Si fa di nuovo sentire quello splendido mix di minilivelli in un mondo che in realtà sembra enorme. Le novità comunque non mancano, in pieno stile Nintendo, ovviamente. Innanzitutto non si controlla più Mario, che anzi, proprio non compare più. Assume infatti la forma di pennino… Già, ora si comandano direttamente i Minimario, a forza di smatitate veloci sul piccolo touch screen del DS, e Mario diventa un po’ una presenza occulta. I livelli sono ancora un susseguirsi di trappole e trabocchetti dove l’oggetto da salvare è anche il mezzo per raggiungere i propri obiettivi. La sensazione di incredibile necessità di precisione viene un po’ sacrificata, ma neppure tanto, da un po’ più impreciso, ma più innovativo, sistema di controllo tattile. Comunque, si ritorna a lottare contro il tempo e contro il punteggio risentendo i profumi di moderno retrogame che già si sono apprezzati.

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La grafica è di nuovo un fantastico esempio di utilizzo dei colori e di tinte pastello; un trucco per nascondere uno spietato susseguirsi di cattiverie? Sicuramente! Ciò non toglie che rimettersi all’inseguimento di Donkey Kong è un esperienza davvero piacevole, almeno nelle prime battute, dove ancora gli enigmi sono facili, ma invero non banali, e ci si limita a far scomparire e ricomparire determinate pareti e piattaforme, ad attivare semplici ascensori e ad invertire il senso di marcia di alcuni tapis roulant. Quello che viene dopo in effetti da l’idea di essere molto di più, esattamente come è accaduto tre anni fa. L’evoluzione del gioco è comunque tutta nell’introduzione, se prima la storia iniziale vedeva Donkey innamorato dei giocattoli e il tutto veniva raccontato mediante delle ottime schermate fisse, oggi lo scimmione perde la testa per una bellissima stella, Pauline, e fa quasi impressione vedere come la piccola console Nintendo riesca a gestire con tanta facilità i full motion video su entrambi gli schermi… Segno del tempo che passa quindi, ma anche di quanto di ancora buono ci sia nei concept del passato. In fase di recensione si vedrà se le ottime aspettative dei primi quadri riusciranno a reggere per il proseguire dei livelli. Per ora le impressioni non possono che essere positive.

Corre l’anno 2004 e Nintendo partorisce un giochino tanto concettualmente semplice ed antico, quanto incredibilmente complesso e moderno. Purtroppo non troppo considerato ne dalla massa, ne dagli appassionati quel piccolo gioiello di Mario Vs Donkey Kong non è mai stato valorizzato ed apprezzato per il suo effettivo valore.

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