Medal Of Honor: Infiltrator  0

A più di un anno dall’uscita del mediocre Medal Of Honor: Underground, Electronic Arts è pronta a pubblicare un nuovo episodio della serie su GameBoy Advance, guardacaso in concomitanza con l’imminente Rising Sun per GameCube. Sarà vera gloria?

Guerrilla!

Ok, calma. Un gioco d’azione con visuale dall’alto per GBA non deve necessariamente ricordarvi il tremendo Rainbow Six. Soprattutto per quanto concerne la grafica, infatti, MOH: Infiltrator sembra ben fatto e ricco di dettagli. Dagli screenshot disponibili non si ha l’impressione di un gioco estremamente vario in quanto ad ambientazioni, ma probabilmente le schermate sono tratte solo da una delle tre location a vostra disposizione (Africa, Europa ed Asia), che danno origine a quindici livelli in totale.
Il vostro alter ego stavolta è il caporale Jake Murphy, e l’arsenale include otto tipi di armi, ognuna con caratteristiche precise da preferire o meno in determinate situazioni.
Fortunatamente non dovrete limitarvi ad attaccare e fuggire in sequenza, per via del tipo di visuale: il personaggio può essere “bloccato” in una direzione (tenendo premuto uno dei tasti dorsali del GBA) e quindi continuare a sparare verso un bersaglio mentre ne evita i colpi. Si tratta di un elemento fondamentale nella meccanica di gioco: senza di esso, Infiltrator non avrebbe avuto alcun spessore e si sarebbe tradotto in un’esperienza ludica macchinosa e frustrante. Oltretutto, è interessante notare che il “lock-on” era una delle caratteristiche principali anche del già citato Ikari Warriors…

Giustizia infinita, libertà infinita, varietà…?

Un buon action game con visuale dall’alto, con la possibilità di guidare mezzi corazzati occasionalmente e qualche elemento stealth, diciamocelo, soddisferebbe gran parte dei possessori di GBA. Ma gli sviluppatori non si sono accontentati… e forse hanno fatto male.
MOH: Infiltrator è stato arricchito di sequenze “alla Green Beret”, in cui la visuale è in prima persona e si spara attraverso un mirino. Il problema con i giochi troppo “vari”, però, è che si finisce per perdere di vista l’obiettivo fondamentale: offrire un prodotto divertente e coinvolgente. Se una delle sezioni “alternative” si rivelasse di cattiva qualità, trascinerebbe inevitabilmente con sé anche ciò che di buono il titolo offre, con ovvi risultati. Dunque, possiamo solo sperare che EA non abbia esagerato in merito…
Molto interessante, invece, è il fatto che i nemici, una volta tanto, sono dotati di un certo livello di intelligenza: avvertono la vostra presenza e si organizzano, dando eventualmente l’allarme e mettendovi nei guai.
Per concludere, un paio di notizie degne di nota: gli effetti sonori del gioco saranno presi dagli episodi “grandi” della serie, dunque potrebbero rappresentare un nuovo standard per i giochi d’azione su GBA; Infiltrator potrà interagire con Rising Sun una volta collegato il GameBoy Advance al GameCube, fungendo da mappa per il giocatore. Niente di trascendentale, ma sono cose che fanno sempre piacere…

No, no e no.

Scordiamoci il 3D su GameBoy Advance, una volta per tutte. Il portatile Nintendo è a tutti gli effetti una versione miniaturizzata del Super NES, e le sue capacità poligonali non riescono a spingersi molto più in là di quanto visto su Mario Kart.
Sebbene qualche software house ancora stia lavorando per la realizzazione di un gioco di corse tridimensionale (con buoni risultati, sembra), la maggior parte degli sviluppatori ha capito che sarebbe meglio pensare i titoli per GBA in modo diverso, più consono alle caratteristiche della macchina.
Electronic Arts fa parte del gruppo, inutile dirlo. Dopo aver prodotto il deludente Medal Of Honor: Underground, che aveva appunto nella grafica il proprio punto debole, i programmatori EA hanno cambiato approccio: ignorando bellamente la possibilità di “semplificare” il gioco, riducendolo al “finto 3D” che su GameBoy Advance si comporta piuttosto bene (vedi Doom e relativo seguito), hanno trasformato tutto in un action game con visuale dall’alto. Che ricorda terribilmente l’antico Ikari Warriors, aggiungerei, e non solo per quanto riguarda l’aspetto estetico. Che sia un pregio?