Myst V: End of Ages - Anteprima  0

E' in arrivo il quinto ed ultimo capitolo della saga Myst: sarà all'altezza delle aspettative?

Aria di novità…

Il quinto capitolo di Myst è anche quello conclusivo, e per l’occasione i Cyan Worlds hanno voluto confezionare un prodotto che stupisca, che rappresenti una svolta epocale (anche se probabilmente fine a sè stessa) nella saga. La buona riuscita dell’intento è subito palese già dai primi momenti di gioco, grazie alla grafica: se tutti i precedenti Myst (escluso lo spin-off Uru: Ages beyond Myst) erano in 2D, o comunque in un finto 3D, End of Ages sfoggia finalmente un vero e proprio motore 3D, con grandi ambienti completamente esplorabili centimetro per centimetro. Naturalmente con l’avvento delle tre dimensioni il sistema di controllo doveva per forza di cose essere adeguato, ma i Cyan hanno fatto di più.

Scegliendo la modalità libera si comanda il personaggio con il classico schema controlli di un first-person shooter (WASD), quindi non si è più vincolati dai binari invisibili che caratterizzano le impostazioni più classiche e si ottiene un controllo totale su visuale e movimenti.

Aria di novità…

Al giocatore viene infatti data la scelta fra ben tre diverse tipologie di controlli: classica, classica plus e libera. Nella modalità “classica” ritroviamo i semplici comandi punta e clicca già visti in tutti gli altri Myst, leggermente adattata ai nuovi ambienti 3D, mentre con la classica plus si ha un livello più alto di libertà di movimento. Scegliendo la modalità libera si comanda il personaggio con il classico schema controlli di un first-person shooter (WASD), quindi non si è più vincolati dai binari invisibili che caratterizzano le impostazioni più classiche e si ottiene un controllo totale su visuale e movimenti. Naturalmente i puristi di Myst sceglieranno i controlli classici o classici plus, ma i movimenti in stile FPS potrebbero far avvicinare nuovi giocatori che non gradiscono i canonici controlli punta e clicca.

…ma senza tradire i punti fermi della serie

In ogni caso lo spirito dei classici Myst non viene certo intaccato dalle novità, anzi ne esce rinvigorito. La grafica visionaria e fortemente d’atmosfera che ha sempre caratterizzato la saga torna più in forma che mai nella nuova veste 3D, così come si segue il filo narrativo dei prequel per quanto riguarda la trama e si è coerenti nel riproporre il solito gameplay riflessivo e totalmente privo di violenza gratuita. L’esperienza di gioco è al solito incentrata nell’esplorazione degli ambienti e nella risoluzione di ostici enigmi legati alla cultura della civiltà D’ni, presenti a bizzeffe nei vari mondi (Ages) che compongono l’universo di Myst, accessibili tramite speciali libri aventi la funzione di portali dimensionali. Come vuole la tradizione, la visuale è dagli occhi del personaggio, del quale non è mai possibile scorgerne le fattezze. All’inizio del demo ci si ritrova in una misteriosa caverna con all’interno un portale che conduce in una spiaggia solitaria di un mondo sconosciuto composto da quattro isole, abitate da creature mostruose chiamate B’ahro (classico inizio in stile Myst, non c’è che dire).

La grafica visionaria e fortemente d’atmosfera che ha sempre caratterizzato la saga torna più in forma che mai nella nuova veste 3D

…ma senza tradire i punti fermi della serie

In aiuto del giocatore viene subito Escher, personaggio che farà da vera e propria guida nel corso del demo e che rivela preziose informazioni sulle “tavole”, delle tavolette di pietra essenziali per la trama e per il compimento delle quest. La presenza delle tavole non è fine a sè stessa, anzi esse sono anche un nuovo ed interessante elemento del gameplay. Al giocatore è permesso di “incidere” sulle tavole dei simboli con il movimento del mouse (come si farebbe in un qualsiasi programma di disegno), e alcuni simboli specifici, la conoscenza dei quali verrà naturalmente data man mano che la storia va avanti tramite la risoluzione degli enigmi, scateneranno fenomeni specifici: ad esempio la prima volta che c’è la possibilità di usare una tavola si può far scatenare la pioggia nell’isola. Ma non è tutto: le tavole possono anche essere usate per comunicare e interagire con le strane creature B’ahro.

Parliamo di tecnica

End of Ages sembra proprio un prodotto tecnicamente più che buono. Gli ambienti 3D non fanno gridare al miracolo, ma oltre a risultare fortemente d’impatto e caratterizzati da uno stile inconfondibile, sono ben realizzati e non fanno affatto rimpiangere le due dimensioni. Pur non utilizzando effetti avanzati, appannaggio solitamente di altri generi videoludici, Myst V sfoggia una buona qualità di texture, effetti di bump mapping, riflessioni e rifrazioni (sebbene precalcolate e non in tempo reale). L’altra grossa novità dal punto di vista grafico sono i personaggi: non più attori reali presi in full motion video ma veri e propri modelli poligonali, piuttosto ben realizzati e ottimamente animati. Impossibile non notare il movimento dei vestiti, morbido e naturale come si è visto poche volte in precedenza. Anche il sonoro fa la sua parte, e sfoggia favolosi effetti sonori ambientali che congiuntamente con la grafica riescono a riprodurre una buonissima atmosfera. Ancora una volta, il doppiaggio (in inglese nel demo) risulta di ottima fattura.

Appuntamento a…

…molto presto, poiché l’uscita del gioco è imminente. I fan della serie non dovrebbero rimanere delusi, poiché questo capitolo conclusivo sembra proprio mutuare il meglio del passato aggiungendo gradite novità, ed anche i neofiti più scettici potrebbero avvicinarsi a questo mondo fatto di atmosfera, esplorazioni, riflessioni, narrazione di una storia fantastica. Per sapere se Myst V manterrà tutte le promesse, vi rimandiamo alla recensione che Multiplayer.it pubblicherà nei prossimi giorni.

Nel vasto mondo dei videogames ci sono titoli che si amano o si odiano, per i quali difficilmente vengono scomodate le mezze misure. Fra questi spicca senza dubbio la saga Myst, creata nell’ormai lontano 1993 da Rand Miller. L’intento di Miller è sempre stato quello di concretizzare in forma digitale i propri sogni, le proprie personali fantasticherie, la propria dimensione parallela privata: forse anche per questo le sue produzioni videoludiche raccolgono pareri diametralmente opposti, riuscendo a sedurre milioni di giocatori e contemporaneamente creando una folta schiera di detrattori. A poche settimane dall’uscita del gioco nei negozi, Ubisoft ha rilasciato un demo pubblico di Myst V: End of Ages, il nuovo ed ultimo capitolo di questa serie più che mai longeva e in grande spolvero. Andiamo a vedere insieme se ci sono i presupposti per un “gran finale” con tutti i crismi del caso.