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Flagship Studios ha finalmente partorito l'anti-Diablo. Riusciranno a lasciarsi alle spalle l'eredità di Blizzard?

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Sentirsi a casa

All’inizio ci si trova davanti ad un priorato dove un sacerdote ci darà la nostra prima quest: ripulire l’interno dell’edificio dai non-morti che lo infestano. Chi siamo noi per rifiutare (strano che non ci abbiano fatto ripulire una cantina dai topi)? Brandendo la nostra spada da 1-2 di danno, praticamente uno stuzzicadenti, ci avventuriamo per l’oscuro primo dungeon a caccia di zombi e scopriamo che il gameplay ricalca senza nasconderlo quello del classico di Blizzard; ovvero è tutto un frenetico cliccare sui mostri che si avventano contro il nostro eroe, sfruttando di tanto in tanto il suo unico potere speciale, almeno inizialmente. Insomma, a colpi di spadate multiple arriviamo in fondo al labirinto generato casualmente dal motore di gioco e facciamo fuori il primo boss della nostra carriera. Nel frattempo abbiamo raccolto un po’ di oro e qualche oggetto utile per equipaggiarci un po’ in vista di sfide più difficili, oltre ad essere saliti di livello. Apriamo quindi la schermata riepilogativa del personaggio, distribuiamo i soliti cinque punti tra le solite tre caratteristiche (forza, destrezza e saggezza) e distribuiamo anche l’unico, solito, punto skill ottenuto.

il gameplay ricalca senza nasconderlo quello del classico di Blizzard, ovvero è tutto un frenetico cliccare sui mostri che si avventano contro il nostro eroe

Sentirsi a casa

Aprendo l’inventario ci accorgiamo che rispetto ad altri titoli di questo genere sono state aggiunte alcune categorie di oggetti al vestiario: oltre all’armatura e alle armi potremo cambiare anche il vestito che c’è sotto. Tutto qui? Tutto qui. Gli altri oggetti sono quelli tipici del genere: pozioni curative per i punti ferita e per il mana, i cui indicatori sono posizionati nella parte bassa dello schermo accanto all’altrettanto classica barra delle scorciatoie da tastiera che, per i non addetti agli action-RPG, serve per poter selezionare velocemente poteri e oggetti di utilità immediata (come le summenzionate pozioni); pietre portale che servono per tornare rapidamente al più vicino accampamento, solitamente posizionato subito fuori da un dungeon; le pietre per identificare gli oggetti rari, rarissimi e leggendari; le pietre da inserire negli slot delle armi per potenziarle e, infine, le materie prime necessarie al crafting, che è stato implementato in modo semplice ma con molte combinazioni possibili (essenzialmente più le materie prime che si posseggono sono rare, più gli oggetti lavorati saranno potenti).
Una menzione a parte la merita il vil denaro, diviso in tre categorie: monete d’oro, monete d’argento e monete di rame. 100 monete di rame valgono come una moneta d’argento e 100 monete d’argento valgono come una moneta d’oro. Ovviamente il denaro si usa sempre nella stessa maniera: ci si comprano oggetti e ci si pagano servizi come la fabbricazione degli oggetti.

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Vita online

Ma allontaniamoci dalla prima locazione e addentriamoci nel gioco tentando di attraversare la foresta che ci divide dalla prima città, vero fulcro dell’esperienza multiplayer. Anche la foresta, come il dungeon, è generata secondo parametri casuali, con mostri adeguati al livello del nostro personaggio. In questo caso sono dei banditi e dei lupi che si frappongono tra noi e la nostra meta. In questi frangenti non si incontrano mai degli altri giocatori umani, legando di fatto Mythos al single player degli altri giochi dello stesso genere più di quanto vorrebbe. Dopo aver fatto un’altra strage di nemici e aver raccolto gli oggetti dai loro cadaveri, entriamo nel passaggio che conduce alla città di Stonehill. Qui incontriamo finalmente gli altri giocatori con cui è possibile parlare e affrontare insieme qualche instance, oltre che fare un po’ di compravendita. Pustola Puzzolente non è ancora molto forte e, quindi, non ha molto da offrire agli altri e non può certo entrare in un'instance, dove farebbe una ben magra figura. Quindi decidiamo di farlo girare per la città per scoprire cos’altro ha da offrire questo posto. Oltre ai negozi classici, in cui si possono acquistare oggetti di ogni categoria, troviamo un curatore, capace di ripristinare i nostri punti vita e mana in un attimo, un fabbro, a cui far fabbricare oggetti ed un venditore di mappe. Queste ultime servono per far apparire le locazioni delle instance sulla mappa principale, a cui si accede entrando in una specie di teletrasporto all’entrata della città.

volete una missione eroica da svolgere? È qui in città che dovete venire a cercare

Vita online

Li abbiamo lasciati per ultimi, ma ovviamente vanno citati i numerosi quest giver che popolano l’area. Volete una missione eroica da svolgere? È qui in città che dovete venire a cercare. Come fare a capire chi ha una missione da affidarci? Se fate questa domanda non avete giocato a Diablo e/o cloni, visto che la risposta è di una banalità unica: basta cercare gli PNG che hanno un punto esclamativo giallo sopra la testa (che diverrà un punto interrogativo grigio dopo aver accettato la quest). Parlando con questi tipi ci verrà spiegato brevemente il nostro compito, mostrandoci anche il premio per gli sforzi andati a buon fine e, quindi, ci verrà chiesto se accettiamo o meno la missione. Accettando, tutte le informazioni necessarie verranno trascritte sul libro delle quest mentre, sulla mappa del mondo, apparirà la locazione dove dobbiamo recarci. Le missioni sono di tipo piuttosto classico: ripulisci un dungeon dai mostri, raccogli un certo numero di oggetti, uccidi un mostro in particolare, riporta una reliquia rubata e così via. Per svolgerle bisognerà sempre agire nello stesso modo: massacrare tutti i mostri di una determinata area e raccogliere tutto il raccoglibile; spesso non ci si accorge neanche di aver concluso una quest.
Dal punto di vista tecnico Mythos è sugli standard degli MMOG: meno dettagli a favore di una fluidità costante e sempre molto elevata. Lo stile grafico è a metà tra un cartoon e World of WarCraft. In generale le ambientazioni ed i modelli non sembrano spettacolari, anche se fanno il loro lavoro. Diciamo che visivamente sarà sicuramente sotto Hellgate: London, permettendo però a tutti di giocare senza doversi preoccupare troppo della propria configurazione e offrendo, comunque, degli effetti speciali più che discreti. Insomma, non ci resta che aspettare la versione definitiva per dare un giudizio completo a quello che si annuncia un degno pretendente al trono degli action-RPG online.

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Un gioco di ruolo d’azione sviluppato da un gruppo di esuli di Blizzard è un prodotto interessante a prescindere e i confronti con il capostipite non abbandonano lungo tutta l’esperienza ludica. Poco importa la scelta di dirottare tutto online visto che la formula, a parte alcune variazioni dovute alle esigenze multiplayer, è sostanzialmente immutata rispetto a quanto già giocato altrove. La versione beta di Mythos che abbiamo potuto testare era piuttosto completa e stabile (strano) e dava un’idea chiara di quella che sarà la versione definitiva del gioco.
L’impressione è di un prodotto estremamente canonico, che non vuole sconvolgere nessuno con innovazioni o altro ma che punta a fare bene quello che altri hanno già fatto. Insomma, è un Diablo con le instance, si potrebbe riassumere in modo sbrigativo. Ma non facciamoci prendere troppo la mano.
All’inizio bisogna crearsi il proprio personaggio scegliendo di essere un Bloodletter (la classe più guerriera), un Pyromancer (la classe dedicata alla magia) e un Gadgeteer (la classe amante della tecnologia): insomma, i primi sono i guerrieri, i secondi i maghi ed i terzi i sostituti dei ranger visto il loro amore per le armi a lunga gittata. Scelta la classe manca solo da selezionare la razza (si può essere un Satyr, un Umano o un Gremlin) ed il sesso (maschio o femmina). In realtà ci sono anche delle opzioni di personalizzazione dell’aspetto, leggermente sotto la media degli MMOG, ma comunque abbastanza soddisfacenti.
Non resta che darci un nome, “Pustola Puzzolente” andrà benissimo, e cliccare sul tasto per entrare nel mondo di gioco.

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