Fire EmblemSpeciale Fire Emblem 

Dal 1990 a oggi, un excursus sui sette episodi che compongono una delle più blasonate saghe fantasy del mondo dei videogiochi, da poco sbarcata in Occidente nella sua seconda incarnazione per Game Boy Advance. Scoprite con noi il mistero dell'Emblema di Fuoco...

In principio era Intelligent Systems

Tutto iniziò nel 1973, quando un'ancora sconosciuta Nintendo si divise in tre laboratori di Ricerca & Sviluppo. Il primo tra questi era capitanato da Gunpei Yokoi, un genio che anni dopo diede i natali a Metroid, Kid Icarus e, sopratutto, al Game Boy: fu allora, dopo il successo stratosferico della console portatile di Yokoi, che il primo reparto di Ricerca & Sviluppo si divise a sua volta, dando vita ad altri tre gruppi che lavorarono rispettivamente sul hardware del Game Boy, sul suo software e sul software del NES. Gunpei Yokoi passò alla guida di quest'ultimo gruppo di programmatori che con il nome di Intelligent Systems cominciò a lavorare a Kyoto, nel 1986, concependo principalmente due giochi: Famicom Wars e Fire Emblem: Ankoku Ryuu To Hikari No Tsurugi.
E' giusto adesso aprire una breve parentesi, relativa a Famicom Wars: questo titolo, infatti, fu il vero e proprio precursore dell'oggi osannatissimo Advance Wars (con il suo seguito, Advance Wars 2: Black Hole Rising) per Game Boy Advance. Famicom Wars, quasi completamente simile nelle meccaniche dell'attuale versione Advance, non vide mai la luce in Occidente e neanche Super Famicom Wars, in pratica il remake per SNES, lo fece.

Torniamo a Fire Emblem: nel 1990 il gioco esce su NES e riscuote immediatamente un incredibile successo, dando vita a un inedito genere videoludico, a quei tempi denominato Strategic & Simulative Role Playing Game, denominazione nata dalla fusione dell'impronta prettamente tattica del gioco con una meccanica che ricordava, anche se lontanamente, i temi e le ambientazioni dei già noti Dragon Quest e Final Fantasy. Nintendo, comunque, sembrò rimanere impassibile di fronte al successo di Fire Emblem, che rimase relegato in Giappone, in un periodo in cui l'importazione non era semplice o diffusa come oggi.

Poco tempo dopo, una nuova trasformazione segnò Nintendo: il quarto reparto di Search & Development divenne l'EAD e si fuse con i restanti, lasciandone solo uno a gestire la questione "portatile". Anche Intelligent Systems subì una scissione, in ben quattro gruppi che lavorarono a Super Metroid (il cosiddetto gruppo Deer Force), a Fire Emblem (err, il gruppo Fire Emblem), a titoli sperimentali (il gruppo Shikimaru) e ai giochi che sfruttavano la periferica Super Scope per SNES (il gruppo Battle Clash).

Attenzione, a questo punto si verifica un evento di fondamentale importanza. Yokoi commette un passo falso e inventa il Virtual Boy: la console, ideata da Gunpei e dagli Intelligent Systems con ambizioni rivoluzionarie, si rivela un enorme fiasco a causa del limitatissimo supporto hardware, dell'orribile estetica e dei gravissimi danni oculari riscontrati nei primi acquirenti. La ferita inferta a Nintendo con questo errore è profonda e il prezzo da pagare altissimo, con un Yokoi che inevitabilmente passa dalle stelle alle stalle, per poi rimanere tristemente ucciso in un'incidente automobilistico pochi anni dopo, lasciando tuttavia un segno indelebile nella storia dei Videogiochi.

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In principio era Intelligent Systems


Con la morte di Yokoi, gli Intelligent Systems passano sotto la guida diretta del suo "secondo", Shozo Kaga, il vero e proprio ideatore di Fire Emblem. Si ricomincia a parlare della saga e si vocifera di un episodio in preparazione per Nintendo64, addirittura per la fantomatica periferica denominata 64DD... ma accade un altro fattaccio: Kaga, per oscuri motivi (principalmente economici, si suppone), abbandona Nintendo e viene assunto da Sony, insieme alla quale produce Tear Ring Saga (protagonista, peraltro, di un'assurda causa legale). In tutto questo, Intelligent Systems è allo sbando: perduti i suoi guru, il team incontra serie difficoltà nella programmazione dei motori grafici tridimensionali, riuscendo a evitare la chiusura per un soffio, realizzando l'eccellente e innovativo Paper Mario per N64.

Arriviamo al 2002. Intelligent Systems ha finalmente la possibilità di mettere a frutto la sua genialità e le proprie capacità nella programmazione videoludica con il Game Boy Advance, e per il nuovo portatile realizza Advance Wars, riprendendo in mano la meccanica di Famicom Wars e integrandola con idee e spunti nuovi di zecca. E dopo Advance Wars, è il turno di Fire Emblem: il sesto episodio della saga vede i propri natali sempre su Game Boy Advance, spiazza il pubblico giapponese con una sceneggiatura e una realizzazione tecnica eccellenti e incontra i favori di un pubblico, quello occidentale, che ha finalmente i mezzi per giocare d'importazione e che può far sentire la sua voce. Nintendo finalmente è convinta, il prossimo Fire Emblem sarà tradotto. E' il 2003: Intelligent Systems realizza prima il sequel di Advance Wars, quindi termina un nuovo Fire Emblem, riuscendo ad aggirare l'ignoranza del pubblico occidentale nei confronti dei sei prequel e inserendo il nuovo episodio, come prequel, in un background antecedente ai capitoli finora prodotti. E con l'annuncio di un Fire Emblem per GameCube si chiude, temporaneamente, la finestra su questo pezzo di storia videoludica, su un gruppo che ha inventato un genere, che ha arricchito il mondo dei videogiochi di idee e concept nuovi e che ha annoverato tra le sue fila una delle più grandi menti degli ultimi vent'anni...

Non solo videogiochi

Di Fire Emblem esistono anche alcuni fumetti, dei romanzi e un notevole OAV. Con la sigla OAV ci si riferisce principalmente a delle produzioni animate dalla durata solitamente inferiore a quella di un lungometraggio e distribuite solamente in videoteca, senza il passaggio cinematografico o televisivo. Di Fire Emblem esiste un discreto OAV che approfondisce alcuni punti oscuri nella trama della prima avventura di Marth, esplorando sopratutto il passato e la psicologia di alcuni personaggi principali che nel gioco non vengono trattati a dovere (come nel caso della bella principessa Shida). Coprendo solo una parte della storia, l'OAV (che si compone di due episodi, "Il Principe di Aritia" e "Il Guerriero Rosso") ha il prevedibile difetto di essere "troncato" senza un vero finale, rimandando alla fruizione del videogioco. Benché piuttosto mediocre, Fire Emblem è un video consigliato a tutti gli amanti della saga, che peraltro potranno godere di una buona edizione italiana.

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Fire Emblem: Il Drago Oscuro e la Spada della Luce


Titolo originale: Fire Emblem - Ankoku Ryuu to Hikari no Tsurugi
Console: Famicom
Anno: 1990

Molto tempo fa nel continente di Elibe vivevano due razze in armonia e prosperità: i draghi e gli umani. Questo equilibrio venne improvvisamente spezzato dagli umani, però, che attaccarono i draghi scatenando una guerra sanguinosa che scosse le fondamenta del pianeta stesso, concludendosi con la cacciata dei draghi che scomparvero dal nostro mondo, lasciando gli umani come unici dominatori del pianeta. Questa guerra fu chiamata la "Raschiatura". Questo è il prologo del primo Fire Emblem, che ha per protagonista Marth Rowel, principe di Aritia, discendente del prode Henri, che sconfisse l'Imperatore dei Draghi durante la Raschiatura, e perciò unico in grado di brandire la leggendaria spada Falchion, impegnato a guidare il suo esercito attraverso il mondo (e venticinque capitoli) per distruggere il Drago Oscuro Medious e fermare sul nascere una nuova, terribile guerra tra draghi e umani.
Fin dal primissimo episodio Fire Emblem presenta quelli che diventeranno presto i tratti canonici della serie: una gestione delle truppe che implica una maniacale attenzione strategica, visto che una volta morta un'unità è perduta per sempre e non è possibile "sfornarle" come in altri strategici, e sopratutto una trama ricca di colpi di scena e personaggi indimenticabili. Con questo primo capitolo, IntSys ci presenta uno dei protagonisti semi-fissi della serie, introduce il mito dell'Emblema di Fuoco e propone dal punto di vista prettamente ludico alcune idee innovative, come il consumo delle armi e il sistema di "promozione" delle unità, le quali guadagnando una certa quantità di punti esperienza o utilizzando particolari oggetti raggiungono una professione "avanzata", acquisendo enormi bonus nelle caratteristiche che le contraddistinguono. Inoltre, con questo primo Fire Emblem, IntSys comincia a perfezionare quelli che verranno chiamati in seguito "Weapon Triangle" e "Trinity of Magic", concetti sui quali si fonda l'intero sistema di combattimento.

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Fire Emblem: Un'Altra Storia


Titolo originale: Fire Emblem Gaiden
Console: Famicom
Anno: 1991

Siamo al secondo episodio e già si verificano dei cambiamenti notevoli in Fire Emblem, che comunque verranno limati per non sviare troppo il concept originale della serie. Ancora una volta è una guerra il fulcro dell'avventura: nel continente di Valencia, infatti, le nazioni di Regel e Sophia si combattono all'ultimo sangue per impossessarsi del potere. La trama segue le vicissitudini di due eroi, il giovane Alm e la bella Celica, che militano rispettivamente per Regel e per Sophia e che, naturalmente, saranno destinati a incontarsi e a riconoscere, l'uno nell'altra, il più caro e mai dimenticato amico d'infanzia. I due eroi dovranno guidare i loro eserciti attraverso drammatici scontri per tutto Valencia, unendo infine le forze per affrontare una minaccia ben più grave di quanto pensassero.
Il gioco, suddiviso in cinque lunghissimi capitoli, si rivela fin dall'inizio molto più difficile del prequel, e alcuni stravolgimenti nella meccanica poco apprezzati dai giocatori fecero ritornare gli Intelligent System sui loro passi...

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Fire Emblem: Il Mistero dell'Emblema


Titolo originale: Fire Emblem - Monshou no Nazo
Console: Super Famicom
Anno: 1994

Monshou no Nazo, primo Fire Emblem sviluppato per Super Famicom, è in realtà due giochi in uno: nella cartuccia sono infatti compressi il remake dell'originale Ankoku Ryuu to Hikari no Tsurugi per Famicom e il nuovo capitolo della saga, Monshou no Nazo appunto. Quest'ultimo è ambientato cinque anni dopo Ankoku Ryuu to Hikari no Tsurugi: ancora una volta il protagonista è Marth, questa volta impegnato a scontrarsi con la violenza del nuovo imperatore di Akanea, Hardin, il quale, abusando dei suoi poteri di regnante, ha stretto un'alleanza con il vendicativo impero di Durhua. Ma ben presto sarà chiara l'influenza demoniaca che gestisce le azioni dell'imperatore, e toccherà a Marth e ai suoi alleati risolvere la situazione prima che un'ennesima guerra si scateni sul continente. Quasi tutto il cast del prequel fa il suo ritorno in questo epico scontro, arricchito dall'eccellente, nella sua modestia, veste grafica e sonora che i 16bit del Super Famicom donano ai due giochi. Il sistema di gioco ha subito pochissimi cambiamenti, perlopiù perfezionamenti notevoli delle meccaniche di base, sopratutto per quel che riguarda l'esplorazione delle mappe, l'equipaggiamento e il sistema di promozione; interessante l'introduzione del "Arrest System", che consente di catturare le unità nemiche, confiscarne i beni ed eventualmente costringerle ad allearsi con Marth.

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Fire Emblem: La Genealogia delle Guerre Sacre


Titolo originale: Fire Emblem - Seisen no Keifu
Console: Super Famicom
Anno: 1996

Due anni di distanza separano Seisen no Keifu da Monshou no Nazo... e si vede. Il secondo Fire Emblem per Super Famicom è considerato il migliore della serie insieme alle (future) versioni per Game Boy Advance, nonostante manchino all'appello alcuni dei grandi personaggi che avevano reso indimenticabile i prequel (è bene ricordare che Fire Emblem è più una storia che ruota attorno ai suoi personaggi, che viceversa). Anche questa volte la trama coinvolge due protagonisti, ma da un punto di vista generazionale: nei dodici, lunghissimi capitoli che sviluppano il plot narrativo attraverso le classiche missioni, il giocatore è chiamato a prendere il controllo prima di Sigurd, principe di Chalpathy, e poi di suo figlio Serlis che, anni dopo, condurrà a sua volta i figli dei compagni di battaglia del padre, nel tentativo di porre fine alla violenta guerra che sta sconvolgendo le terre di Granbell. Come al solito gli intrighi politici, i complotti e i tradimenti la fanno da padrone, e anche questa volta aleggia nell'ombra un male che di umano ha ben poco... Tra le novità introdotte in questo episodio vale assolutamente la pena citare il "Love System", una vera e propria bomba che fece balzare alle stelle la popolarità della serie: era infatti possibile far "innamorare" alcuni personaggi della prima generazione tra loro, affinchè generassero nuovi personaggi che, una volta innamoratisi di altri nella seconda generazione, avrebbero condotto la trama verso finali diversi. Con questo quinto episodio viene anche perfezionato il sistema di "cattura" già visto nel prequel e viene introdotta la roccaforte dei protagonisti, che però si rivelerà abbastanza inutile (tanto da essere eliminata nei sequel e rimpiazzata dai venditori ambulanti); in più, fanno la loro comparsa i capitoli "Gaiden", accessibili soddisfacendo determinate condizioni in alcune missioni.

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Fire Emblem: Thracia 776


Titolo originale: Fire Emblem - Thracia 776
Console: Super Famicom
Anno: 1999

Bizzarro spin-off della serie, Thracia 776 è ambientato tra i capitoli V e VI di Seisen no Keifu e vede alcune truppe di Serlis impegnate a respingere gli attacchi dell'esercito Thraciano per difendere la propria regione e, contemporaneamente, svelare un oscuro complotto che potrebbe vigliaccamente distruggere Granbell mentre Serlis e i suoi alleati sono lontani proprio per salvarla. Benchè debole e piuttosto scontata, la trama di Thracia 776 riserva delle interessanti sorprese che approfondiscono alcuni aspetti piuttosto enigmatici di Seisen no Keifu. Passato alla storia come il più difficile Strategic Role Playing Game per SNES, Thracia 776 non fu accolto in modo completamente positivo dai fan della saga, che avrebbero preferito rivedere in azione qualcunno dei loro beniamini che temporanei e anonimi eroi di ventura. Con questo episodio, che dal punto di vista ludico poco e niente aggiunge alla collaudata meccanica del prequel, la saga di Fire Emblem saluta la console a 16bit di Nintendo e si prepara a sbarcare su Nintendo64, sfruttando la misteriosa periferica periferica denominata 64DD ma a questo punto succede qualcosa: il 64DD viene ufficialmente cancellato dai programmi di Nintendo e la saga si arresta, spiazzando i fan e gli Intelligent Systems che già lavoravano al più epico capitolo dell'eterna lotta tra i draghi e gli umani...

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Smash Emblem

Quando ormai tutto sembrava perduto e nessuno credeva più in un'eventuale, nuovo episodio di Fire Emblem che potesse raggiungere il mercato occidentale, si verificarono due accadimenti particolari legati tra loro: nel picchiaduro/party-game Smash Bros. Melee, realizzato per l'uscita di GameCube, era possibile selezionare sia Marth che Roy: i due personaggi, armati del loro equipaggiamento classico della saga (compresa la mitica Falchion), simili nell'animazione e nelle mosse speciali, presentavano pad alla mano notevoli differenze. Ma non era bizzarro solo il fatto di ritrovare due personaggi apparentemente dimenticati e sconosciuti in Occidente tra i protagonisti di un gioco da lancio, era ben più inquietante la dicitura delle loro schede nella gallery del gioco, che classificava la serie Fire Emblem come "non ANCORA tradotta". Non "ancora"? Ma allora...

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Fire Emblem: La Spada Sigillata


Titolo originale: Fire Emblem - Fuuin no Tsurugi
Console: Game Boy Advance
Anno: 2002

A pochi mesi di distanza dal lancio di GameCube e di Smash Bros. Melee, tutti i dubbi relativi all'enigmatico Roy che imitava le mosse speciali e le animazioni di Marth vennero dissipati: Roy era infatti il protagonista del primo episodio di Fire Emblem per Game Boy Advance, che vide la luce in Giappone riportando in auge la serie con un titolo straordinario. In realtà, Fuuin no Tsurugi non era altro che l'episodio cancellato per Nintendo64, adattato dagli Intelligent Systems alle capacità del Game Boy Advance, console sulla quale erano tornati in bella vista grazie al remake di Famicom Wars, lo splendido Advance Wars. In Fuuin no Tsurugi la guerra tra l'aggressiva nazione di Bern ed Etruria coinvolge un po' tutte le nazioni del continente di Eleb, costringendo l'armata di Pherae, capitanata dal giovane Roy, a prendere posizione nel conflitto. Un improvviso colpo di scena, però, imporrà a Roy e i suoi alleati (tra i quali il buon vecchio Marth, ormai diventato un uomo) di combattere per il bene del mondo intero, minacciato ancora una volta da un'oscura entità intenzionata a porre fine alla razza umana. Oltre a diverse novità nella meccanica di gioco, sopratutto dal punto di vista dell'equipaggiamento e della gestione delle truppe, torna in questo episodio una sorta di "Love System" chiamato però "Support System", più limitato ma anche più semplice e accessibile.

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Fire Emblem: La Spada delle Fiamme


Titolo originale: Fire Emblem - Rekka no Ken
Console: Game Boy Advance
Anno: 2003

Con questo episodio finalmente la saga arriva in Occidente, gratificata da un ottimo adattamento. Il settimo episodio della saga di Fire Emblem si rivela in realtà un prequel, ambientato venti anni prima del Fire Emblem originale e con protagonista il padre di Roy (e non solo...) e vecchie e nuove conoscenze. Ma per ogni altra informazione riguardante questo nuovo, splendido episodio, vi rimandiamo alla nostra esaustiva recensione.

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Il futuro di Fire Emblem

Niente è certo nel mercato dei videogiochi, e ce l'ha proprio dimostrato Fire Emblem. Creduta perduta, limitata ai soli conoscitori della lingua giapponese, la serie ha fatto finalmente il suo trionfale ingresso nel mercato occidentale, riscontrando i favori del pubblico e della critica, il chè lascia ben sperare per un'eventuale ripresa del franchise da parte di Nintendo e Intelligent Systems. Magari, adesso che l'inizio della storia è stato raccontato, Rekka no Ken stesso potrebbe essere tradotto in lingua inglese... Voci di corridoio, inoltre, parlano con assoluta certezza di un Fire Emblem in sviluppo avanzato per GameCube, ma non si sa altro ora come ora. C'è solo da incrociare le dita e sperare che Nintendo rilasci qualche comunicazione in merito il più presto possibile...

C'era una volta... è così che cominciano le favole, vero?
Non ci sarebbe modo migliore di iniziare questo articolo, perchè è proprio di una favola che ci accingiamo a parlare, una favola di principi e principesse, di cavalieri e banditi, di spade e scudi, di draghi e magia, di lande desolate e foreste sconfinate, di arcani incantesimi che sigillano mali ancora più antichi, ma sopratutto di coraggio, lealtà e tenacia. Fu il fantasy Tolkeniano a ispirare i creatori del mondo di Fire Emblem, che presenta un po' tutte le caratteristiche tipiche di un genere che, se adesso è di moda, più di dieci anni fa era innovativa aria fresca (qualcuno dice Lodoss War?): un mondo diviso in continenti e regioni, attraversato da mari e deserti, dove le nazioni e le civiltà prosperano sul ricordo di un'antica e leggendaria guerra che coinvolse gli esseri umani e i temibili Draghi, sconfitti infine da eroi mitici che ricorrono nei racconti dei menestrelli. E su questa leggenda, in questo mondo, Nintendo e Intelligent System hanno costruito un'epopea generazionale, attraverso un videogioco strategico che ha appassionato fin da subito i giocatori giapponesi, gli unici fino ad oggi ad aver goduto della saga di Fire Emblem, per l'appunto mai tradotta neanche in lingua inglese. Quest'anno però qualcosa è cambiato. Forte del successo riscosso da Fire Emblem: Fuuyin no Tsurugi per Game Boy Advance nell'estate 2002, Nintendo ha deciso di accontentare le richieste dei numerosissimi fan occidentali, traducendo finalmente Fire Emblem: Rekka no Ken, secondo episodio per l'handheld della grande N, approfittandosi della trama ambientata vent'anni prima del primissimo Fire Emblem. Questo articolo si propone di fare luce sulla storia di questa saga e sul suo passato, offrendo a tutti i neofili informazioni e curiosità su una splendida serie sempre rimasta in ombra...

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