Top Spin 2 - Hands On  0

Manca ancora un mese all’uscita del titolo, e noi di Multiplayer.it impugniamo la racchetta prima del tempo per dare un’occhiata a cosa promette di offrire Top Spin 2.

La lunga strada per diventare il numero uno

Le modalità di gioco presenti sono quelle classiche del genere sportivo in generale, ovvero principalmente il Quick Match per immergersi direttamente nel vivo del gioco in single o multiplayer (uno contro uno o in doppio), i vari Tornei customizzabili a piacere o selezionabili da una selezione di licenze ufficiali, vari mini game come diversivo sul tema principale e, modalità principe, la Carriera, che consente una gestione del personaggio e un’immersione nel gioco estremamente profonda. Non è stato possibile provare la demo su Xbox Live, ed è un peccato se si considera che il supporto online può essere una vera e propria colonna portante del gioco, vista l’anima intrinsecamente multiplayer che caratterizza un videogioco basato sul tennis. Tuttavia, c’è solo da sperare che abbiano migliorato il già buon sistema provato sul primo Top Spin, magari con l’aggiunta di un pieno supporto per le partite in doppio senza doversi necessariamente collegare “a coppie”. Ma per questo dovremo attendere il mese prossimo.

Questo secondo capitolo si presenta come potenziamento dell’originale Top Spin da tutti i punti di vista

La lunga strada per diventare il numero uno

Scegliendo la partita veloce il gioco appare improntato su uno stile maggiormente arcade, dando la possibilità di scegliere il proprio tennista da una rosa abbastanza ampia di giocatori con licenze ufficiali (Moya, Federer, la Sharapova e Venus Williams sono solo alcuni dei nomi) e buttandovi sul campo senza tanti fronzoli. I mini games sono degli ottimi diversivi soprattutto in multiplayer, dove il tennis viene trasformato applicandolo a strutture diverse: Wall Braker è una sorta di Arkanoid con pallina e racchetta, in Time Bomb bisognerà rispondere all’avversario e mettere a segno il punto prima che scada il tempo, e così via. La modalità principale, per apprezzare il lavoro svolto da 2K Games è tuttavia la Carriera, che vanta una vastità notevole, come vedremo tra poco.

...E il giocatore creò il tennista

Non appena dalla schermata iniziale si seleziona la modalità Carriera, veniamo immediatamente colpiti dall’ampiezza e dall’accuratezza con cui è realizzato l’editor dei personaggi, che consente di creare praticamente da zero il proprio avatar settandone con straordinaria precisione ogni caratteristica. Con la possibilità di modificare praticamente ogni parte del corpo ed ogni minimo particolare del viso, della pelle, degli abiti e degli accessori, abbiamo una quantità infinita di combinazioni capace di farci creare un gamma estremamente ampia di personaggi con cui avventurarsi nel gioco. Inoltre la cura per l’aspetto del nostro tennista non si fermerà all’editor iniziale, poiché durante il gioco sarà sempre possibile accedere a negozi di abbigliamento e accessori vari che (previo pagamento, ovviamente) ci consentiranno di cambiare il look del nostro campione. Molto più importante ai fini dell’avanzamento del gioco, è l’ulteriore customizzazione che Top Spin 2 ci consente di effettuare sul personaggio: attraverso l’assegnazione di particolari punti bonus sia dati in partenza che conquistati progredendo sul campo, potremo scegliere quali caratteristiche potenziare maggiormente tra un ampia gamma di abilità in modo da personalizzare ulteriormente il tennista, puntando ad esempio sulla velocità per renderlo più dinamico, potenziando il rovescio come colpo speciale oppure facendolo diventare uno specialista degli ace investendo sul servizio. La strade che ci si apre davanti nella modalità Carriera è strutturata secondo il modello già visto in questo genere: si parte dal fondo della classifica mondiale e ci si deve guadagnare l’accesso alle esibizioni più importanti collezionando vittorie in eventi minori, sbloccando nuovi tornei e cercando nel contempo di allenarsi il più possibile per potenziare i parametri del personaggio. Alcune aperture verso il genere manageriale arrivano con la possibilità di scegliere lo sponsor per il nostro atleta e di cambiare allenatore e tipo di allenamento in modo da aver un maggiore controllo sull’evoluzione del tennista.

Racchetta alla mano

Per chi ha una formazione improntata su Virtua Tennis, il primo contatto con Top Spin 2 può essere un po’ spaesante: non c’è infatti la risposta veloce e immediata, puramente arcade, ai comandi impartiti. Proseguendo sulla strada tracciata dal capitolo precedente, il movimento del giocatore adesso deve essere maggiormente guidato e la pressione dei tasti deve avvenire con il tempismo giusto per dare modo di caricare il colpo. Una volta trovato il ritmo tuttavia diventa piuttosto istintivo ed entrare in armonia col sistema di controllo richiede poca pratica, sempre che non si sia già dei campioni in Top Spin. I colpi principali a disposiuzione sono quelli classici dei giochi di tennis: dritto/rovescio, lob, colpo tagliato e all’occorrenza schiacciata o quant’altro si renda necessario a seconda della posizione del tennista. Il dritto o rovescio effettuato in maniera standard è il “colpo sicuro”, affidabile ma che difficilmente mette in difficoltà l’avversario, per vincere è spesso necessario rischiare con i colpi effettati che richiedono tuttavia una grande padronanza della direzione e sensibilità, poiché spesso finiscono con un “out”. Il comportamento del giocatore durante la partita determina il livello di una particolare barra posta in alto sullo schermo che si riempirà giocando bene e mettendo a segno punti o si svuoterà se invece incassiamo colpi. Il riempimento di tale barra metterà a disposizione del giocatore dei colpi speciali particolarmente potenti effettuabili componendo col pad la combinazione di tasti segnata sopra la barra stessa, cosa alquanto complessa ma dall’impatto assicurato. Dal punto di vista prettamente ludico, il gioco sembra fare il suo dovere ed essere divertente, cosa che aumenta esponenzialmente in multiplayer e a tal proposito bisognerà valutare l’impatto del Live su tutta la giocabilità del titolo.
L’aspetto grafico, sinceramente, non stupisce come altri giochi per 360: mettendolo a confronto con titoli contemporanei (un esempio: Ghost Recon Advanced Warfighter) non è certo un gioco che sprizza next gen da tutti i pori, nonostante gli stadi siano ben riprodotti e i modelli poligonali facciano il loro dovere con ottime animazioni. La musica è a dire il vero poco comprensibile: mentre è piuttosto piacevole nelle fasi gestionali della Carriera e nei menù, in game a volte crea effetti strani, con ritmi che mal si addicono alla partita in corso, in alcuni casi. Per il giudizio finale rimandiamo alla recensione, prossimamente su Multiplayer.it.

Con Virtua Tennis fuori dalla scena da un po’ di tempo a questa parte, il testimone di videogioco di tennis per eccellenza sembra essere passato alla serie Top Spin, che si prepara ad una nuova uscita il prossimo aprile su Xbox 360, Gameboy Advance e Nintendo DS. Dopo aver appassionato migliaia di utenti Xbox ed aver largamente contribuito ad ampliare l’utenza del Live, il brand è passato da Microsoft Game Studios a 2K Sports, evolvendosi su una sua linea e raffinando un proprio particolare gameplay, a metà tra l’arcade e la simulazione con influenze marginalmente manageriali. Questo secondo capitolo si presenta come potenziamento dell’originale Top Spin da tutti i punti di vista, è in arrivo la next gen dei videogiochi di tennis?