Wildlife Park  0

Alessandra Tomasina ha scovato un nuovo gestionale di cui si è sentito parlare davvero troppo poco, Wildwife Park , un titolo che unisce le caratteristiche vincenti dei suoi predecessori a degli elementi inediti capaci di fare la differenza: diamogli una prima occhiata insieme...

ANTEPRIMA di La Redazione  —  24 Luglio 2002

Meglio dell'arca di Noè!

La varietà e il realismo saranno assicurati da oltre cinquanta specie virtuali, che conserveranno le proprie caratteristiche distintive in quanto a esigenze di spazio, alimentazione e cura, reagendo in tempo reale alle azioni del giocatore: proprio come nella realtà, gli animali insoddisfatti o costretti a vivere in un ambiente poco ospitale rischiano di ammalarsi, scappare o morire. Alcuni, come le tigri o gli elefanti, potranno essere ammaestrati per offrire un ulteriore intrattenimento ai visitatori, che continueranno ad affluire nel nostro parco solo se sapremo rinnovare le specie che lo popolano e fornire aree di ristoro, attrazioni e oggetti regalo in abbondanza. Ovviamente, per il successo dello zoo sarà essenziale anche un personale capace.
Per quanto lo scopo del gioco sia pur sempre quello di guadagnare il più possibile, creando un parco perfetto che cresca nel rispetto dell’ambiente circostante e delle esigenze degli animali, anche gli utenti “meno materialisti” troveranno obiettivi stimolanti tra quelli previsti dagli scenari di gioco, come l'ardua impresa di far riprodurre in cattività una specie rara quale i panda, per esempio. Per coloro che invece preferissero cimentarsi nella gestione del proprio zoo senza imposizioni particolari né limiti di tempo, sarà disponibile una modalità libera.

Una nuova specie nella giungla dei videogiochi?

Come si è già accennato, la grafica di Wildlife Park è votata al massimo realismo: gli animali sono stati realizzati con modelli tridimensionali e la presenza di effetti climatici visivi e sonori garantirà una riproduzione realistica degli ambienti naturali in cui si svolgerà il gioco. Dell’interfaccia non si sa ancora molto, al di là delle anticipazioni di Fishtank Interactive, che ha dichiarato d’impegnarsi soprattutto a offrire una sfida varia e coinvolgente attraverso un’interfaccia semplice ma originale. È quello che si augureranno un po’ tutti i patiti di titoli gestionali, di fronte a un’idea che sembra degna di nota e potenzialmente in grado di apportare qualche innovazione al genere. Staremo a vedere, anche se la data di uscita del gioco è ancora incerta ed è già slittata da agosto a settembre.

Imprenditore cercasi

Sono diversi i titoli Fishtank attesi per la prossima stagione e, tra questi, è in arrivo un nuovo gioco manageriale che rientra nella categoria dei cosiddetti titoli tematici: in questo caso, gli obiettivi dell’utente saranno la creazione e la gestione di un giardino zoologico. A differenza di altri prodotti del genere, Wildlife Park propone un approccio più adulto - che si rifletterà nell’aspetto grafico, oltre che in quello gestionale – e promette di distinguersi dalla concorrenza non soltanto per l’introduzione di elementi originali e innovativi ma soprattutto garantendo al giocatore un elevato livello d’interattività.
Ogni decisione dell’utente, infatti, influirà direttamente o indirettamente sullo sviluppo del gioco e quasi nulla verrà lasciato al caso. La prima scelta da fare, probabilmente la più importante, sarà dove e come costruire il nostro zoo: avremo a disposizione ben cinque zone climatiche, ognuna con le proprie caratteristiche ambientali e faunistiche, e dovremo soppesare accuratamente non solo le nostre disponibilità finanziarie ma anche le esigenze degli animali, perché ospitare pinguini e orsi polari in un’area tropicale, per esempio, comporterebbe senz’altro delle spese notevoli in futuro!
Inoltre, sarebbe meglio optare per una zona economicamente strategica, in cui sia più facile attirare orde di visitatori incuriositi da specie rare e attrazioni originali. In secondo luogo, ci ritroveremo a decidere se e quanto lasciare gli animali in libertà, oltre a che tipo di recinzioni e strutture costruire nel rispetto del loro habitat naturale, per garantire al tempo stesso il loro benessere e la sicurezza dei visitatori: non vorremmo mai che si sbranassero a vicenda o, peggio ancora, che sbranassero i nostri preziosi clienti!