AppleDel perché Apple e il mondo intero non possono non produrre in Cina 

Una questione fangosa

Quando si parla del perché la produzione di tecnologia (e non solo) sia stata praticamente spostata in blocco in Cina, si tirano in ballo sempre gli stessi argomenti: possibilità di sfruttare i lavoratori, minor costo degli stessi, regole meno restrittive, meno polemiche in caso di suicidi e così via. Insomma, sembrerebbe essere il mondo dorato di qualsiasi multinazionale, che può produrre a costi comunisti per rivendere a prezzi capitalisti a un'utenza abbastanza disinteressata a queste problematiche, tanto da non creare oscillazioni sensibili del mercato in caso di scandali. Ma c'è di più.

Pare che uno dei fattori determinanti per cui Apple e altri produttori non possono più rinunciare alla Cina w all'ormai onnipotente Foxconn ,sia un fango particolare, dal quale si ottiene un materiale essenziale per i moderni apparecchi. Ecco, la Cina detiene tra il 95 e il 97% della produzione di quel materiale, usato nelle batterie agli ioni, nei monitor, nei magneti e così via.

La situazione è preoccupante a tal punto che Barack Obama ha espresso ufficialmente le sue rimostranze alla WTO (World Trade Organization) e due compagnie hanno iniziato a cercare il suddetto materiale in California e Austria. La storia umana non cambia mai: prima ci si rende ricattabili e ci si fa prendere per i testicoli, per parafrasare il titolo di Kotaku, poi ci si rende conto del problema ma ci si ritrova nell'impossibilità immediata di dare risposte adeguate nel breve periodo. Insomma, gira gira è sempre una questione di fango.

[Aggiornamento] Ci segnala l'utente longos98 tra i commenti che il materiale in questione si chiama coltan e che è sparso in tutto l'oriente, non solo in Cina.

Fonte: Kotaku