Multiplayer.itGames Forum 2012 - Dati e conclusioni dal Primo Censimento degli sviluppatori italiani 

Qualche punto da cui partire per il rilancio dell'industria videoludica in Italia

E' stata programmata per oggi la quarta edizione del Games Forum, con l'edizione 2012 incentrata sull'Agenda digitale italiana e la presentazione dei risultati ottenuti dal primo censimento sugli sviluppatori videoludici in Italia.

Presentato nel corso dell'evento, il censimento è stato commissionato da AESVI al Centro ASK dell'Università Bocconi, sviluppato con l'obiettivo di delineare lo stato dell'arte del Game Development in Italia e di far emergere una riflessione sulle possibili azioni a supporto della crescita imprenditoriale e professionale del settore videoludico. Si tratta di un settore in grado di registrare un valore tra i 57 e i 65 miliardi di euro nel mondo, con un tasso medio annuo di crescita dell'11,4% tra il 2006 e il 2011 e che si stima possa registrare una crescita annua del 6,4% nel triennio 2012-2015, con l'Italia che rappresenta il quarto mercato in Europa dal punto di vista dei consumi.

La ricerca si incentra su 4 obiettivi principali: Approfondire le condizioni abilitanti per lo sviluppo imprenditoriale del settore del Game Development, a partire dall'analisi dello scenario internazionale Delineare lo stato dell'arte dello scenario italiano del Game Development Costruire una riflessione sulle potenziali aree di sviluppo per lo scenario italiano e sulle principali azioni a supporto della crescita imprenditoriale e professionale legata al settore
la ricerca è stata suddivisa in due fasi. la prima fase aveva lo scopo di approfondire le caratteristiche specifiche dello scenario del Game Development a livello internazionale ed è stata presentata al Games Forum 2011. La seconda fase è rappresentata dal censimento dei Game Developer in Italia i cui risultati sono illustrati in questo report. Il censimento è stato realizzato con l'obiettivo di approfondire le caratteristiche e la struttura del settore in Italia e di valutarne il grado di sviluppo.

Dai risultati dello studio emerge un incremento del 62% nel numero di imprese operanti nel settore nell'ultimo triennio: queste risultano oggi essere 72, 48 delle quali sono realtà consolidate presenti sul mercato da oltre 8 anni. Lo sviluppo si concentra prevalentemente su piattaforme mobile (37%) e su PC (24%). Oltre alla struttura classica del lavoro sui videogiochi, il 65% delle aziende intervistate svolge anche attività diverse dalla produzione di questi per i consumatori finali, con oltre il 50% di compagnie che realizzano progetti B2B per gaming finalizzato ad attività di marketing e comunicazione e il 43% finalizzato ad attività di formazione.

Il profilo delle persone che imprendono nell'attività di Game Development si caratterizza per una giovane età (oltre il 30% sotto i 30 anni) e per profili formativi legati alla scuola superiore con profilo scientifico-tecnico. Le dimensioni delle aziende sono relativamente ridotte (caratteristica comune per il settore a livello internazionale), ma costituiscono per competenze aggregate e attività svolte un ruolo fondamentale per la filiera dei videogames. La maggior parte ha 1-2 occupati ma si registra anche un 27% di aziende con 6-10 dipendenti, mentre per quanto riguarda il fatturato si trova una suddivisione piuttosto regolare del panorama tra le piccole aziende con meno di 1000 euro di fatturato nel 2011 e quelle con fatturato compreso tra 10.000 e 100.000 euro (27%) e 100.000 e un milione di euro (27%).

L'autofinanziamento rappresenta la principale forma di sussistenza per i progetti delle aziende: contano su questo il 90% degli intervistati, mentre già la seconda forma, ovvero il supporto dei publisher, occupa solo il 21%. Le priorità individuate dagli sviluppatori italiani per dare al settore l'opportunità di crescere, peraltro tendenzialmente coincidenti con le politiche attuate nei Sistemi Paese di riferimento del Game Development a livello internazionale (es. Canada, Svezia, Irlanda, Finlandia), sono le seguenti, in ordine di preferenza: Burocrazia snella e ridotte procedure amministrative Presenza di un mercato del lavoro più sviluppato per le attività di Game Development Fondi e finanziamenti pubblici a supporto dell'attività di Game Development Disponibilità di infrastrutture di rete e banda larga Legittimazione della cultura del Gaming Accesso a tecnologie specifiche legate al Game Development Disponibilità di un network/community dedicate al Game Development Disponibilità di formazione specializzata e qualificata sul Game Development Contesto legislativo efficace per la protezione della proprietà intellettuale

"L'auspicio della nostra Associazione è che anche in Italia, come in altri paesi, si possa dar vita ad un piano programmatico di collaborazione con le istituzioni per far emergere i videogiochi made in Italy nello scenario competitivo internazionale" - ha dichiarato Andrea Persegati, Presidente AESVI - "Un primo importante segnale di apertura è arrivato dal disegno di legge sull'agenda digitale Palmieri/Gentiloni, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, che ha introdotto una serie di misure di sostegno finanziario a favore delle imprese video ludiche italiane. Ci auguriamo che questa proposta sia approvata all'esito dell'iter di approvazione parlamentare e che sia solo il primo passo per impostare una strategia di posizionamento dell'Italia nel mercato internazionale del gaming condivisa tra industria e istituzioni".