Fable 2Il reparto marketing di Microsoft non volle una donna di colore sulla copertina di Fable II 

I maschi bianchi vendono meglio

Il reparto marketing di Microsoft non volle una donna di colore sulla copertina di Fable II John McCormack, ex art director di Lionhead, ha deciso di togliersi un bel po' di sassolini dalle scarpe dopo la brusca chiusura di Lionhead e la cancellazione di Fable Legends, raccontando alcune decisioni non proprio impeccabili prese da Microsoft (anche se spiegabilissime per motivi commerciali).

Ad esempio è emerso che il reparto marketing della multinazionale di Redmond non ha voluto una donna di colore sulla copertina di Fable 2. Perché mettercela? McCormack ha spiegato che si trattava di un modo per sottolineare uno dei punti di forza del gioco, ossia la personalizzazione dell'avatar principale, ma l'idea è stata completamente rifiutata perché secondo i responsabili del marketing "non puoi mettere un nero in copertina, e nemmeno una donna." Figurarsi una donna di colore!

McCormack ha provato a far valere la sua idea, anche perché Fable 2 ruppe diversi tabù (ricordate i matrimoni gay?) e secondo lui alcune scelte coraggiose meritavano di essere sottolineate in qualche modo, ma il contrasto si è acuito e ne è nato uno scontro interno da cui è uscito evidentemente vincitore l'uomo bianco, finito in copertina, la cui immagine è molto più vendibile al grande pubblico.

McCormack non ha condiviso nemmeno com'è stato venduto il gioco. Fable 2 aveva dei toni da commedia alla Monty Python, ma Microsoft decise di venderlo come un normale gioco di ruolo fantasy, sfoderando tutti i cliché del caso. Chissà se una maggiore sincerità del marketing avrebbe prodotto maggiori vendite o se i giocatori sarebbero scappati di fronte alle novità.

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