Samsung e l'esplosiva situazione del Galaxy Note 7  81

L'azienda coreana ha ritirato dalla vendita il Galaxy Note 7 per via dei ben noti problemi con la batteria

Alla fine Samsung ha deciso di interrompere la produzione del Galaxy Note 7. L'azienda coreana deve aver pensato che ormai il nome del terminale era compromesso e che nessuna campagna di ritiro e sostituzione avrebbe potuto rilanciarne l'immagine. Ma come si è arrivati fino a questo punto?

Il Galaxy Note 7 non è che l'ultimo modello della celebre linea di phablet targata Samsung, una via di mezzo fra smartphone e tablet che consente appunto un uso misto del dispositivo, a patto di non disdegnare i terminali di grandi dimensioni.

Parliamo infatti di un prodotto dotato di un display Super AMOLED da 5,7 pollici con risoluzione 2560 × 1440 pixel, dal peso di quasi 170 grammi, equipaggiato con una componentistica d'eccellenza: processore Qualcomm Snapdragon 820 (o Samsung Exynos 8890, a seconda del territorio), GPU Adreno 530 (o Mali-T880 MP12), 4 GB di RAM, storage da 64 GB espandibile via microSD, fotocamera posteriore da 12 megapixel con tecnologia Dual Pixel Autofocus e frontale da 5 megapixel, nonché una capiente batteria non rimovibile da 3500 mAh.

Proprio la batteria ha creato l'enorme problema con cui Samsung ha avuto a che fare nelle ultime settimane. I preorder del phablet sono andati alla grande, stabilendo nuovi record per quanto concerne il territorio coreano, e le recensioni della stampa di settore erano concordi nel definire il Galaxy Note 7 un prodotto eccellente, dotato di specifiche importanti e di un'ottima autonomia. Lo dimostra anche il video comparativo realizzato dai colleghi di HDBlog, che mette a confronto il Note 7 con gli smartphone di punta dell'importante azienda. Subito dopo il lancio sono però arrivate le prime segnalazioni di incendi o addirittura esplosioni del dispositivo, causate appunto dalla batteria: per via di un difetto, a carica completa la pressione interna aumentava al punto da causare uno scoppio.

Samsung è corsa ai ripari consigliando immediatamente ai possessori di Galaxy Note 7 di non caricare mai al massimo il terminale per evitare rischi, tenendosi sul 60%, e dando il via a un'onerosa campagna di sostituzione dei prodotti, che sarebbero stati rimpiazzati da modelli dotati di una batteria priva di difetti. Nel frattempo la rete si è come al solito scatenata con i meme, in modo molto simile a quanto accaduto all'epoca del lancio di iPhone 6 e il cosiddetto "bendgate", ovvero la fragilità strutturale che portava i telefoni Apple a piegarsi laddove sottoposti a sufficiente e/o prolungata pressione.

Il richiamo non ha sortito l'effetto desiderato, tuttavia: nei primi giorni di ottobre si sono moltiplicate le segnalazioni di Galaxy Note 7 che hanno preso fuoco o sono esplosi, nonostante la sostituzione della batteria. Ormai da settimane nel mirino dei media e dell'opinione pubblica, Samsung ha quindi deciso di fermare la produzione del phablet. Rimane da capire se l'azienda coreana ha intenzione di mettere una pietra sopra il progetto e focalizzarsi sul prossimo modello della serie, oppure se lo stop si pone l'obiettivo di far calmare le acque, indagando nel frattempo sulle reali cause di un difetto così rilevante.