7.8

Redazione

8.2

Lettori (14)


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Rainbow MoonStrategia a turni  18

Viaggi sulla luna, mostri e combattimenti classici nel nuovo GDR di SideQuest Studios

Gli RPG strategici "made in Japan" continuano purtroppo a rimanere, salvo rare eccezioni, quasi un tabù per gli utenti europei, o almeno per coloro che non si sono mai rivolti al mercato import dagli USA. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e i titoli del genere in versione PAL non sono tantissimi, specie se rapportati ai mercati americani o nipponici. Tuttavia qualcosa ogni tanto pare muoversi e grazie anche al lavoro di piccole ma valide software house gli appassionati possono godere di prodotti interessanti alla Disgaea o La Pucelle: Tactics. Strategia a turni Proprio ai prodotti sopraccitati appartiene Rainbow Moon, l'ultima fatica in ordine di tempo del team di sviluppo SideQuest Studios, gruppo tedesco messosi in mostra nel recente passato in particolare con titoli quali Söldner-X e Söldner-X 2: Final Prototype, due sparatutto a scorrimento orizzontale vecchio stile che hanno riscosso un buon successo a livello di critica e di pubblico. Come la coppia di prodotti appena citata, anche il gioco trattato in questa recensione potrebbe tranquillamente appartenere idealmente alla vecchia scuola, trattandosi di un gioco di ruolo strategico con combattimenti a turni e visuale simil isometrica, che strizza palesemente l'occhio a titoli quali Final Fantasy Tactics, oltre che a quelli di NIS già citati, anche se in forma minore. Il gioco narra del giovane Baldren, che per una serie di circostanze apre un varco dimensionale e finisce in un mondo pacifico e tranquillo, almeno fino a prima del suo arrivo, visto che involontariamente il ragazzo porta con sé un esercito di creature malefiche che trasformano il pianeta in un autentico Inferno. Al giovane eroe e ai suoi cinque futuri compagni d'avventura il compito di porre rimedio alla catastrofe e di trovare un modo per permettere al protagonista di tornare nel suo pianeta. Da quanto appena descritto appare evidente il fatto che il titolo non brilli certo per una trama originalissima o particolarmente intrecciata.

Il trionfo del grinding

A dare quindi una certa forza al prodotto è il gameplay, il quale si mantiene su quello stile classico che gli appassionati di genere hanno imparato a conoscere nel corso degli anni in decine di prodotti di genere. C'è una mappa vasta che invita all'esplorazione di scenari molto ampi e colorati, ricchi di particolari e coi soliti villaggi abitati in cui interagire con la gente; poi ci sono i nemici ben visibili sullo schermo e quindi quasi sempre evitabili, e, infine, coloro che rappresentano il fulcro dell'esperienza ludica di ogni GDR strategico che si rispetti, cioè i combattimenti. Strategia a turni Questi si svolgono sulla tradizionale mappa a scacchiera, dove, rispettando l'apposito turno e quello degli avversari, si possono impartire gli ordini ai membri del party (solitamente composto da tre elementi, dopo la parte iniziale in cui si controlla solo il protagonista -ndr) posizionati su di essa. Attacchi normali, speciali, fisici o magici, i cui danni inflitti variano a seconda del tipo di arma e di sensibilità elementale di coloro che li subiscono, uso di pozioni curative e artefatti in grado di donare temporaneamente una maggiore resistenza ai colpi potenziando la difese del gruppo sono solo alcune delle cose fattibili durante la battaglia. Nulla di originale, eclatante o profondo tatticamente come magari si può trovare nei titoli di Nippon Ichi, è vero, ma lo stesso in tal senso il titolo risulta piacevole e ben realizzato in questi frangenti. Al termine di ogni scontro si ottengono i canonici punti esperienza che servono per salire di livello, anche se c'è da dire che per incrementare le varie statistiche inerenti abilità quali ad esempio la forza o la velocità di ciascun eroe occorre spendere delle apposite gemme chiamate Rainbow Pearls che si racimolano dall'uccisione dei nemici nonché dal contatto con alcuni appositi personaggi che si incontrano durante il proprio cammino.

Trofei PlayStation 3

Rainbow Moon regala 24 Trofei, compreso quello di Platino. Nel dettaglio ne abbiamo quindi 16 di Bronzo, 6 d'Argento, 1 d'Oro e 1 di Platino. Più qualcun altro nascosto. Per ottenerli bisogna soddisfare le richieste del gioco come per esempio completare delle specifiche sidequest, uccidere un determinato numero di nemici oppure far progredire di livello i vari personaggi o qualcuno dei loro "attrezzi" da combattimento.

Guarda tutti i trofei

Tempus fugit

Proprio nelle fasi di esplorazione Rainbow Moon offre ai giocatori un altro dei suoi aspetti positivi legati sempre alla giocabilità. In questi frangenti, infatti, l'utente può divertirsi a girovagare all'interno di spazi abbastanza vasti alla ricerca di personaggi con cui interagire, magari per scambiare due semplici chiacchiere o per scovare qualche interessante sidequest, oppure alla ricerca di nuovi percorsi e oggetti rari, utili magari per potenziare, previo l'intervento di qualche fabbro, armi e armature dei vari eroi del gruppo guidato dall'utente, o per essere utilizzati per altri scopi. Strategia a turni Ancora, utilizzando le Rainbow Coins si possono acquistare potenziamenti (ci sono circa un centinaio di skills) o nuove armi e armature nei soliti negozi utili allo scopo. In questi casi bisognerà fare attenzione però anche allo scorrere del tempo che seguirà uno svolgimento "naturale", nel senso che terrà conto dell'alternasi del giorno e della notte, e quindi come avviene nella realtà, alcuni locali adibiti alla vendita possono non essere disponibili in determinate ore. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, Rainbow Moon presenta una grafica molto carina, dal classico stile fantasy ma alla giapponese, con ambienti variegati e colorati che ben rappresentano il mondo in cui è ambientata l'avventura. Dalle aree innevate a quelle marine, spaziando per le zone ricche di vegetazione o per quelle rocciose, il titolo regala alla vista un bel quadretto. Qualche pecca nelle animazioni dei personaggi, un po' troppo retrò in questo senso, ma per certi versi si può sorvolare su di esse. Buono pure il sonoro, con effetti in gioco, musichette e qualche frase campionata per i vari personaggi in linea con le altre produzioni di genere. Rainbow Moon - Trailer di lancio americano Rainbow Moon - Trailer di lancio americano

Pur non essendo a livello di giochi quali Disgaea o Final Fantasy Tactics, dei quali non riprende una trama eccelsa o la stessa profondità in alcuni aspetti del gameplay, Rainbow Moon si è rivelato essere comunque un ottimo esponente del genere grazie alla sua giocabilità, all'ottimo sistema di upgrade per i personaggi e i relativi oggetti e una longevità che si attesta in media in almeno 100 ore per poter sbloccare tutti i Trofei, oppure in 40-50 ore per completare la storia senza soffermarsi su di essi. Un titolo che, visto anche il rapporto qualità-prezzo, ci sentiamo di conseguenza di consigliare a tutti gli appassionati di giochi di ruolo strategici vecchio stampo, che troveranno in esso un prodotto ideale per divertirsi per ore e ore.

Massimo Reina

Pro

  • Gameplay divertente e curato
  • Buono il sistema di upgrade di personaggi e oggetti
  • Longevo quanto basta
  • Possibilità di settare il livello di difficoltà per i meno esperti

Contro

  • Trama poco intrigante
  • Tutto in inglese
  • Privo di spunti memorabili