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Redazione

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Final Fantasy DimensionsUn passato a puntate 23

Arriva su smartphone e tablet il porting di Final Fantasy Legends, un ritorno alle radici della serie Square-Enix

Nonostante la libreria mobile di Square-Enix si faccia sempre più corposa, sia grazie a porting di vecchie glorie che a IP completamente nuove, sono due le critiche più frequenti che i fan rivolgono ai giochi che arrivano su App Store: oltre al prezzo, sensibilmente superiore a quello della media delle applicazioni iOS, in molti puntano spesso il dito verso l'incapacità di sfruttare l'interfaccia touchscreen per realizzare un prodotto che non dia la sensazione di essere fuori luogo su uno smartphone o su un tablet. Lo si è visto ad esempio coi porting di Chrono Trigger e Final Fantasy Tactics, ma con il nuovo Final Fantasy Dimensions la compagnia nipponica si trova davanti a una doppia sfida. Riproporre in maniera efficace un Final Fantasy vecchia scuola e sperimentare un modello di vendita che possa accontentare anche chi è restio a spendere dai 10 ai 15 euro per un gioco mobile. La formula, già sperimentata in Ghost Trick, ha portato a un JRPG venduto a episodi, con la possibilità di scaricare gratuitamente il prologo e decidere se continuare l'avventura acquistando quelli successivi. Ma riesce Dimensions a dimostrarsi un capitolo a sé stante e non un costoso omaggio agli albori della saga?

Tra luci e ombre

Conversione per dispositivi iOS del gioco per cellulari Final Fantasy Legends: Hikari to Yami no Senshi, Final Fantasy Dimensions mira a ricreare l'esperienza dei primissimi capitoli del franchise tra battaglie casuali, grafica 2D, una piatta world map e un rigidissimo sistema di combattimento a turni. Se questo basta ad allontanare quella fetta di appassionati che da tempo ha detto addio alle meccaniche più obsolete del genere, saranno invece contenti i fan di vecchia data e chi non vedeva l'ora di immergersi nuovamente in un'avventura ruolistica sullo stile di Final Fantasy I e II. La stessa trama, ancora una volta incentrata su un regno in pericolo e dei cristalli magici sparpagliati nel mondo, ripropone quelli che sono da sempre i paletti tipici della serie targata Square-Enix. Un passato a puntate Non manca però qualche variazione al tema più o meno rilevante, e ad esempio la storia vede protagonisti due diversi gruppi di avventurieri, gli eroi della luce e quelli dell'oscurità, i cui destini finiscono inevitabilmente per intrecciarsi nel corso dei quattro capitoli che compongono l'avventura. Considerando che ciascuno di questi episodi distribuiti "in pillole" dura una decina di ore, Final Fantasy Dimensions si rivela nel complesso uno dei JRPG più corposi e longevi finora usciti su App Store. Eppure è evidente come la struttura del titolo non sia stata concepita sulla base di un modello di distribuzione a episodi, poiché, sebbene sia possibile acquistare fin dall'inizio il gioco completo e affrontare un'avventura abbastanza lineare e classica, chi invece decide di procedere capitolo dopo capitolo potrebbe mollare facilmente la presa. La mancanza di un vero crescendo verso la fine del capitolo, di un accenno all'episodio successivo o anche solo di un banale cliffhanger priva Final Fantasy Dimensions di quella mordente anticipazione che un team come TellTale riesce a distillare nelle sue avventure. Sia chiaro che si tratta di un difetto di percezione, una conseguenza dell'aver spezzato una trama lineare in quattro parti, ma se a questo si aggiunge un prezzo sopra la media per ogni capitolo (3€ per il primo e 8€ per ciascuno degli altri su App Store) saranno in pochi a trovare la giusta spinta per arrivare fino alla fine, anche perché per caratterizzazione dei personaggi, dialoghi e cura della storia ci troviamo davanti a un prodotto che tenta di emulare timidamente l'appassionante melodramma di Final Fantasy IV e VI, ma che fallisce e scade invece nella banalità narrativa nei capitoli più deboli. Lo stesso discorso vale per la componente grafica: l'idea di attingere a piene mani dall'epoca 16bit è assolutamente interessante, ma sfortunatamente Final Fantasy Dimensions non si dimostra né carne né pesce, proponendo uno stile grafico che è più dettagliato rispetto a quello grezzo ma carismatico degli episodi per NES, ma che allo stesso tempo è assai più povero e meno sofisticato rispetto alle perle uscite su Super Nintendo. Pur chiudendo un occhio su quanto la grafica retrò stoni con gli elementi dell'interfaccia in alta definizione, il risultato è comunque un gioco visivamente anonimo, un'imitazione chiara della vecchia scuola che però è priva di anima propria.

Occupazioni eroiche

Dove Final Fantasy Dimensions dà però il meglio di sé è nel suo evoluto Job System, il sistema di classi che debuttò in Final Fantasy III ma che trovò l'eccellenza con il quinto capitolo della serie. Ed è proprio da Final Fantasy V che da questo punto di vista Dimensions trae maggiormente ispirazione: le classi sono oltre quindici, con ciascuno dei due gruppi di eroi che ne ha a disposizione cinque esclusive da sbloccare man mano che si prosegue nell'avventura. Ogni classe ha un equipaggiamento particolare e un set di abilità unico, e i fan di vecchia data riconosceranno un gran numero di classi, come il Red Mage, il Dragoon e il Ninja. Un passato a puntate La possibilità di passare da una classe all'altra ereditando le abilità della precedente permette non solo un'ampia personalizzazione del party, ma riveste anche una notevole importanza strategica nelle sezioni in cui avere ad esempio un Monk o un White Mage in battaglia può rivelarsi fondamentale. Proprio la gestione delle classi e le battaglie affrontabili con party fino a cinque personaggi rappresentano la componente meglio riuscita del JRPG di Square-Enix, grazie anche a un livello di sfida abbastanza elevato e combattimenti con boss che richiedono di trovare sempre la giusta strategia difensiva e offensiva. Il giocatore è continuamente stimolato a proseguire e a combattere, ed ogni battaglia è un pretesto per potenziare la propria classe e sbloccare nuove abilità. L'esplorazione della world map è invece tutt'altro che divertente, non tanto per gli eccessivi incontri casuali, quanto piuttosto per la possibilità di scegliere tra tre diversi sistemi di controllo, uno meno riuscito dell'altro. Se non altro questo rende meno amaro il fatto che il mondo di gioco può essere esplorato liberamente solo verso la fine dell'intera avventura, lasciando così fuori chi decide di fermarsi ai primi capitoli e costringendolo a seguire dei binari abbastanza rigidi.

Final Fantasy Dimensions ha diverse frecce al proprio arco: in termini di lunghezza è a dir poco enorme, con una durata complessiva di circa quaranta ore e una trama che vede incrociarsi due gruppi di eroi. Inoltre i combattimenti, gli scontri coi boss e l'ottimo sistema di classi lo rendono anche estremamente divertente da giocare, non fosse per una componente esplorativa che invece oscilla dal sottotono al frustrante. Bisogna tenere presente tuttavia che il gioco è consigliato principalmente agli appassionati di vecchia data, anche perché alcune meccaniche obsolete e l'assenza di un qualsiasi tipo di tutorial o spiegazione potrebbe scottare un completo neofita. A mancare del tutto il bersaglio sono invece la direzione artistica e la componente narrativa: Dimensions è anonimo nella grafica e nella (non) caratterizzazione di personaggi e dialoghi, è incoerente nelle scelte estetiche e decisamente incapace di dare enfasi alla storia nelle battute finali di ogni capitolo, quando invece dovrebbe dare all'utente la spinta necessaria ad acquistare quello successivo. Se non altro, il sistema di distribuzione a episodi rappresenta allo stesso tempo un incentivo e una buona via di fuga.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Ottimo sistema di classi
  • Estremamente longevo
  • Un omaggio all'era 16bit

Contro

  • Solo in inglese
  • Prezzo complessivo elevato
  • Stile artistico anonimo
  • Trama povera