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Redazione

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Punch QuestScazzottate preistoriche 9

Gli autori di Mage Gauntlet si lanciano nel mercato dei running game con un particolare e frenetico ibrido tra Double Dragon e Jetpack Joyride

Il Gioco Gratis della Settimana è l'appuntamento di Multiplayer.it che, ogni sabato, mette sotto i riflettori un'app per iPhone scaricabile a costo zero. Non necessariamente titoli nuovi né di etichette di primo piano ma piuttosto, semplicemente, prodotti che meritano di essere presi in considerazione. A maggior ragione se non si deve sborsare nemmeno un centesimo.

Nel primo istante della prima partita a Punch Quest non può non venire in mente l'ottimo Jetpack Joyride, uscito lo scorso anno e a oggi considerato uno dei migliori esponenti del genere dei running game. Un genere palesemente inflazionato, sia chiaro, ma che nonostante tutto riesce ancora a non ammuffire, proponendo di tanto in tanto idee originali o meccaniche assai divertenti. Nel momento in cui il protagonista del gioco sfonda le porte del castello e comincia la sua interminabile corsa tra nemici, trappole e power-up, il paragone è inevitabile, ma sebbene non abbia la stessa presentazione o l'immediatezza di Joyride, il nuovo titolo di Rocketcat Games rivela un gameplay dall'inaspettata profondità, partita dopo partita.

Pugno per pugno

La prima ed evidente differenza tra Punch Quest e molti altri running game, incluso il già citato Jetpack Joyride, risiede in un concetto assai sottile: anziché semplicemente schivare gli ostacoli e i nemici con scivolate o salti, il protagonista del gioco deve farsi largo prendendo a pugni tutto ciò che si ritrova davanti, con due tasti associati rispettivamente a un colpo frontale e uno in salto. Scazzottate preistoriche Quello che può sembrare un escamotage per mascherare una meccanica quasi ammuffita ha invece enormi ripercussioni nelle regole del gioco, donandogli una profondità assolutamente inaspettata. L'utente ci mette un po' a rendersene conto, specialmente perché le prime partite vengono spese dando colpi a casaccio e incassando una quantità smisurata di attacchi, ma più si perde, più si gioca e più si assimilano nuove strategie e nuovi modi di approcciare un particolare nemico. Quando infine si realizza che sopravvivere il più a lungo possibile non è l'unico obiettivo da seguire, le cose si fanno finalmente interessanti: per portare il proprio moltiplicatore alle stelle non basta restare in piedi, ma è fondamentale non interrompere una catena di colpi ai nemici e agli oggetti che ci si trova davanti. Il risultato è un flusso di cazzotti dati col giusto tempismo, dando vita a combo notevoli e creando effetti a catena in grado di tirare giù un gruppo di avversari come fossero un mucchio di birilli; un tipico esempio può essere colpire un pipistrello a mezz'aria, farlo schiantare su uno scheletro e usare il teschio appena staccatosi come proiettile contro le altre creature in arrivo. Scazzottate preistoriche Raccogliendo monete durante la corsa e seguendo la stessa formula "a tre obiettivi" di Jetpack Joyride, Punch Quest permette poi di ottenere crediti da spendere per sbloccare non solo costumi e gadget per il proprio avatar, ma anche e soprattutto una lunga serie di abilità e tecniche, alcune delle quali permanenti, altre equipaggiabili, sia attive che passive. La strategia adottata cambia anche a seconda dei perk che si sbloccano, con la possibilità di fermare gli attacchi, rallentare la discesa o deflettere i colpi in arrivo. Qui va aperta una parentesi riguardo al modello free-to-play adottato dagli sviluppatori, poiché, nonostante sia possibile ottenere crediti extra attraverso acquisti in-app, l'economia di gioco non è mai troppo severa verso chi è restio ad aprire il portafogli, e anzi in linea di massima è sempre possibile sbloccare qualcosa dopo ogni buona partita. Tra spiritelli che lanciano sfere magiche, pipistrelli che si lanciano in picchiata e zombie esplosivi, ciascuno dei numerosi nemici richiede un approccio differente, e riflessi e concentrazione diventano due fattori imprescindibili man mano che aumenta il ritmo di gioco e la quantità di mostri su schermo. Complice anche un sistema di controlli semplice ma assai preciso, il running game di Rocketcat riesce a togliere parecchie soddisfazioni, mentre la varietà dell'esperienza è assicurata anche da una serie di power-up temporanei e bivi lungo il percorso. Questi ultimi, in particolare, permettono di accedere ad aree speciali che celano scontri con boss, potenziamenti o addirittura zone bonus in sella a dinosauri sputa-laser, laddove un altro minigioco trasforma il protagonista in uno gnomo che, saltando e rotolando, deve farsi strada tra orde di vespe. Dove Punch Quest non riesce a brillare è nella sua presentazione un po' spartana; non brutta, non si fraintenda, ma che chiaramente sfigura se paragonata alla vivacità e alla cura del titolo di Halfbrick Studios. A questo va ad aggiungersi la ripetitiva struttura tipica dei running game, che nonostante stavolta provi a mantenersi sempre fresca attraverso una gran quantità di extra sbloccabili, porta inevitabilmente il giocatore a ripetere sempre la stessa routine all'inseguimento del punteggio più elevato e del maggior numero di monete possibile. Punch Quest - Trailer di presentazione Punch Quest - Trailer di presentazione

Qualche boss e qualche minigioco in più avrebbero solo giovato a Punch Quest, un riuscitissimo gioco mobile che sembra nato dalla folle unione di Jetpack Joyride e Double Dragon. L'esperienza è frenetica e sempre più profonda man mano che si sbloccano abilità e si prende confidenza con le regole e con le varie creature, mentre non manca neppure una sana dose di humour. Che sia gratuito poco importa: l'ultimo nato in casa Rocketcat è senza dubbio tra i running game migliori che siano stati finora realizzati, un'affermazione che, a questo punto, ci domandiamo a quanti altri giochi ancora sarà riservata.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Meccaniche divertenti e originali
  • Più profondo dei soliti running game
  • Tante abilità sbloccabili

Contro

  • Pochi minigiochi e boss
  • Stanchi di correre?