5.5

Redazione

7.2

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I Griffin: Ritorno al MultiversoPaura e delirio a Quahog 44

Direttamente dallo show una folle avventura attraverso dimensioni parallele!

I meno anglofoni di voi saranno stupiti nel vedere scritto sulla confezione Family Guy. E' questo infatti il nome originale dell'opera di Seth MacFarlane, ribattezzata in Italia I Griffin probabilmente come richiamo a un'altra famosa serie di cartoni. Activision e Heavy Iron Studios hanno pensato che lo show potesse funzionare in ambito videogiochi, ed eccoci quindi nei panni del piccolo e geniale Stewie, che in compagnia del cane parlante Brian dovrà viaggiare attraverso svariate dimensioni parallele per scongiurare la fine del mondo. Incipit che trae vagamente ispirazione da uno dei recenti episodi della serie, funzionando come mero pretesto per dar via a uno sguaiato shooter in terza persona. Paura e delirio a Quahog Fanno ovviamente capolino tutti i personaggi chiave del programma, compresa la sigla iniziale, fedelmente riproposta. Il gioco stesso fa largo uso sia di filmati precalcolati che di una realizzazione poligonale basata sulla tecnica del cel shading, nel tentativo di replicare le atmosfere del cartone. Purtroppo quello dei tie-in è sempre un settore molto delicato, dove è spesso difficile capire la differenza tra prodotto ispirato o fan service pretestuoso. Scopriamo insieme come se l'è cavata questo I Griffin: Ritorno al Multiverso.

La vittoria è mia!

L'avventura inizia proprio con i nostri due eroi catapultati in un'altra dimensione, il tutto attraverso un sinistro portale controllato da un telecomando. Ogni livello è infatti rappresentato da uno scenario differente che richiede l'adempimento di specifici compiti. Il medesimo portale si palesa più volte nel corso di un capitolo e può essere utilizzato per accedere al negozio degli armamenti. Stewie e Brian utilizzano un discreto numero di armi che vengono accumulate nel corso della campagna, fantasiose per il piccolo, più tradizionali il cane, oltre a una lunga serie di ridicoli oggetti del tutto paragonabili a smart bomb. Paura e delirio a Quahog Lo schermo viene rapidamente saturato dai nemici, tra i quali si annoverano studenti ubriaconi, contadini fanatici, ragazze armate di spray al peperoncino e paralitici che utilizzano i fucili a mo' di stampelle. Non sembra esserci alcun limite di decenza nel prodotto di Heavy Iron Studios, ancor peggio della serie a cui si ispira, visto che mette in scena situazioni e obiettivi animati da una demenzialità assolutamente fine a se' stessa. Come ulteriore rimando si possono ascoltare le esclamazioni storiche dei personaggi, quasi sempre slegate agli eventi rappresentati e infilate anche in questo caso come un becero fan service. Incredibile la volgarità, le allusioni sessuali esplicite e il cinismo dei dialoghi, tanto che si sfocia spesso e volentieri nel cattivo gusto. Siamo su uscite del tipo: "Non posso avere figli, riempitemi tutta", oppure "E' bello posare il sedere in faccia ai monchi, perché non possono reagire", la parola gay è usata allo sfinimento, tanto che tutti i personaggi si chiamano con tale appellativo. Il livello dei disabili è particolarmente oltraggioso, culminando in un boss finale rappresentato da un gigante formato da carrozzine. Bisogna ammettere che ogni tanto il gioco riesce a strappare sorrisi beffardi e risate, ma un'ondata simile di scemenze è difficile da digerire agli estranei dello show, anche se non rappresentano il target degli sviluppatori. Paura e delirio a Quahog

Obiettivi Xbox 360

1000 punti giocatore anche per I Griffin: Ritorno al Multiverso per un totale di 48 obiettivi. Completare la campagna ve ne garantirà più di 200, per tutti gli altri occorre rimboccarsi le maniche e accontentare le varie condizioni richieste.

Guarda tutti gli obiettivi

Oh cacchio!

A livello di gameplay, I Griffin: Ritorno al Multiverso è una produzione arcaica che farebbe fatica a reggersi senza l'impalcatura del cartone animato, appena accennata nelle dinamiche, e afflitta da una mancanza di equilibrio. Lo scopo nei vari livelli è sempre quello di raggiungere un punto prestabilito, con variazioni minime come l'obbligo di attivare determinati interruttori o distruggere obiettivi chiave, incluse relative sezioni di backtracking. I due protagonisti possono essere cambiati in qualsiasi momento, così come le armi equipaggiate, ma per entrambe le soluzioni non è mai chiaro il funzionamento, anche a causa di una mappatura dei tasti confusionaria che obbliga a procedere per tentativi. In questo comparto il problema più grosso è però rappresentato dal maldestro sistema di puntamento, che rende difficile mirare i nemici e non è certo aiutato dalla scarsa praticità di alcune armi. Lo stimolo a continuare è alimentato principalmente dalle situazioni sempre più ridicole che il gioco è in grado di allestire, dai personaggi grotteschi all'abbondante citazionismo (molto anni ottanta). Paura e delirio a Quahog I difetti non finiscono per gravare più di tanto l'esperienza grazie a un sistema di morte davvero indulgente, che fa rinascere il personaggio a pochi metri dal decesso senza interrompere l'azione e non obbligando a ripetere intere sezioni. Per contro il boss di fine di gioco alza sensibilmente l'asticella della difficoltà, come una sorta di ripensamento da parte dei programmatori. A ogni modo l'esperienza single player è più corta della media, lasciando ben poco alla rigiocabilità se escludiamo la modalità sfida, che propone scenari da affrontare con tutti i personaggi dello show, e una modalità multiplayer del tutto priva di funzioni online. Nella media la realizzazione tecnica, con un motore piuttosto povero ma sufficiente a replicare la semplicità del cartone, anche se le micropause che si manifestano in concomitanza dei caricamenti spezzettano fastidiosamente l'azione. Il titolo è parlato in inglese con menu e sottotitoli in italiano.

I Griffin: Ritorno al Multiverso è una produzione dozzinale che sfrutta i personaggi di MacFarlane per conquistare le simpatie degli appassionati, anche se il tutto risulta decisamente più gratuito e forzato rispetto al cartone animato, con un fan service fin troppo fine a sé stesso. Stewie e Brian riescono a strappare qualche risata e sorreggono la debole impalcatura ludica decisamente satura di numerosi difetti che si superano solo per vedere cosa ci aspetta nel livello successivo. Una volta terminata la breve campagna non ci sono grossi motivi per ritornarci sopra, probabilmente sarebbe stato meglio optare per una distribuzione digitale a prezzo ridotto.

Dario Rossi

Pro

  • A tratti spassoso
  • Piacerà ai fan del cartone
  • Tocca picchi vertiginosi di demenzialità...

Contro

  • ...appoggiandosi ad una volgarità di grana grossa
  • Sistema di puntamento scadente
  • Gameplay monotono e scialbo