8.0

Redazione

7.4

Lettori (9)


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  • Data di uscita: 13 dicembre 2012
  • Piattaforme: 3ds
  • Tipologia di gioco: Puzzle

Hydroventure: Spin CycleAcqua in bocca 9

Dopo il debutto su Wii, la serie Hydroventure sbarca su 3DS sempre attraverso il digital delivery

Conoscete Hydroventure? Dovreste, perchè si tratta di uno dei giochi esclusivi più interessanti e validi tra quelli usciti su WiiWare, realizzato dal team londinese Curve Studios autore anche della serie Buzz! nelle versioni PSP e del più recente Explodemon. Si trattava di un puzzle game piuttosto originale in cui l'obiettivo fondamentale era gestire tramite WiiMote una certa quantità di acqua, da spostare di fatto inclinando l'intero mondo di gioco e lasciando poi alla forza di gravità di fare il resto. Il discreto successo raggiunto ha evidentemente permesso di lavorare su un secondo capitolo, intitolato stavolta Hydroventure: Spin Cycle e pubblicato su un 3DS eShop che sta finalmente iniziando ad ingranare in maniera più convincente rispetto allo stentato inizio.

Fluvio o Fulvio?

Hydroventure: Spin Cycle poggia sostanzialmente sullo stesso concept del predecessore; uno degli aspetti forse meno riusciti si conferma essere quello della storia e del background che fa da collante ai vari livelli, abbastanza fatalmente (visto il genere di gioco) legato a una trama forzata e banalotta con personaggi tutt'altro che incisivi. In sostanza c'è un Mago che decide di dar vita ai disegni di un libro illustrato tramite le Gocce d'Arcobaleno, ma la invidiosa Malamelma approfitta della sua disattenzione per catturare le preziose Gocce nelle pagine. Toccherà allo Spirito dell'Acqua Fluvio il compito di risolvere la situazione andando a raccoglierle una per una alla fine di ogni livello. Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente. La meccanica di base conferma l'idea del primo capitolo, ma stavolta delegando la gestione dell'inclinazione del mondo di gioco al giroscopio del portatile Nintendo; una scelta non certo rivoluzionaria, che risulterà particolarmente familiare soprattutto a chi ha conosciuto l'esplosione dei physics puzzle su smartphone negli ultimi anni. Sotto questo punto di vista il 3DS risulta non proprio comodissimo, anzi, soprattutto nei livelli a rotazione completa in cui, rispetto a quelli tradizionali, bisogna gestire tra le mani la console girandola continuamente anche di 180 gradi. Peggio ancora ovviamente nel caso del 3DS XL, che tra i tanti pregi non possiede certamente quello della grande maneggevolezza se sottoposto a questo genere di manovre. Acqua in bocca La scarsa predisposizione dell'handheld a tale tipo di trattamento sarà chiaro ben presto, ancor di più nel caso delle inevitabili, frequenti e irritanti pressioni non volute dei tasti Select, Home e Start. Si tratta di una scomodità non certamente capace di rovinare l'esperienza di gioco, ma allo stesso tempo destinata ad accompagnare costantemente l'avventura livello dopo livello. Chiudere un occhio di fronte a tale "difetto", se così si può chiamare, è però piuttosto facile dal momento che Hydroventure: Spin Cycle è a tutti gli effetti una piccola perla in grado certamente di fare la felicità degli amanti del genere. La differenza, l'elemento capace di sollevare il prodotto di Curve Studios da altri simili, è infatti racchiuso sostanzialmente in un level design degno delle migliori produzioni di questo tipo. La abilità dei game designer è infatti quella di introdurre gradualmente i vari elementi e le diverse abilità di Fluvio all'interno di sezioni sempre interessanti, grazie a una particolare varietà negli elementi con cui interagire. Acqua in bocca Che siano semplici interruttori o complessi sistemi collegati tra loro, i puzzle di Hydroventure: Spin Cycle riescono quasi sempre a posizionarsi nel "giusto mezzo" tra eccessiva semplicità e frustrazione, fornendo stimoli e obiettivi particolarmente gratificanti da raggiungere e superare. Non si pensi poi che il buon Fluvio abbia la sola capacità di muoversi seguendo le leggi dei fluidi; proseguendo lungo la sessantina di livelli totali si potranno acquisire abilità come quella di raccogliersi richiamando le gocce sparse, o a dar vita a una sorta di esplosione, o ancora trasformarsi allo stato solido e gassoso e via dicendo. Per chi non si accontenta di raggiungere la fine dei livelli, c'è poi la possibilità di guadagnare la valutazione massima di 5 stelle a patto di aver terminato ogni stage con un tot di acqua e di tempo a disposizione. In più, raccogliendo i pezzi dei puzzle molto ben nascosti si sbloccheranno una serie di livelli extra ancor più impegnativi. Hydroventure: Spin Cycle dimostra quindi una cura nel gameplay davvero notevole, alla quale si accompagna anche una piacevolissima veste grafica che replica perfettamente toni, tratti e colori dei libri di illustrazioni per bambini, con un risultato particolarmente piacevole. Una nota infine sul prezzo di vendita, leggermente troppo alto: 9,99€, con per esempio il recente Fallblox che si ferma ai più corretti 7,99€. Hydroventure: Spin Cycle - Trailer Hydroventure: Spin Cycle - Trailer

L'effetto 3D

Del tutto inesistente. Hydroventure: Spin Cycle è uno dei pochi titoli che non contempla alcun utilizzo della stereoscopia del 3DS, e il motivo è piuttosto comprensibile: la necessità di muovere e ruotare la console è un elemento in diretto e definitivo contrasto con la stabilità richiesta per garantire l'effetto tridimensionale, che sarebbe stato quindi impossibile da implementare.

Sembra una bestemmia, e di certo è una affermazione più unica che rara, eppure Hydroventure: Spin Cycle è uno dei rarissimi giochi che avrebbero funzionato meglio su uno smartphone o su un tablet rispetto al 3DS, meno pratico e incline alle continue rotazioni che il gameplay a base di accelerometro richiede. Detto questo, il prodotto di Curve Studios rimane un ottimo physics puzzle, impegnativo, longevo e bello da vedere. Se siete fan del genere, non potete sbagliare.

Andrea Palmisano

Pro

  • Un physics puzzle fatto proprio bene
  • Ottima veste grafica
  • Impegnativo e longevo

Contro

  • Il 3DS, e peggio l'XL, sono poco adatti a questo uso
  • Prezzo un po' troppo alto