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Redazione

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Cracking SandsNon ci resta che correre 10

Un campionato estremo di kart è l'ideale quando il mondo è quasi finito...

Molti sono i misteri che avvolgono il mondo dei videogiochi e che appassionano, con alterne fortune, i numerosi utenti. Ad alcune domande è stato facile dare delle risposte, ma per altre non esiste, ad oggi, nessuna apparente logica comprensibile. Al secondo caso appartiene senza alcun dubbio un quesito che, ogni giocatore alle prese con il gran numero di titoli ad ambientazione post-apocalittica, si è sicuramente posto almeno una volta: ma con la disperazione e tutte le cose preoccupanti a cui pensare in un simile drammatico contesto, come potrebbe la scarna comunità umana rimasta in vita sulla terra pensare ad organizzare gare e campionati di corse? Gli sviluppatori di Cracking Sands hanno, evidentemente, sorvolato sul problema, lasciando a noi giocatori tutte le digressioni filosofiche del caso. In compenso, si sono impegnati a darci un apprezzato passatempo, cioè correre ovunque, armati di tutto punto e fino alla morte.

Caos e Kart

Cracking Sands vede dunque protagonista uno sfortunato mondo parallelo, investito da una guerra senza confine, che ha lasciato gli abitanti in una sorta di condizione pre-civilizzazione. Niente più quartieri residenziali o attici, niente tecnologia o vestiti firmati, ma solo tribù comandate con la forza bruta, il cui rango è determinato non dal censo o dal diritto di nascita ma, e non poteva essere diversamente, da chi è più bravo alla guida. Non ci resta che correre Correre, sparare e vincere, senza nessuna regola: ecco in estrema sintesi l'approccio richiesto per affrontare le sfide proposte nella lunga campagna di gioco. Obbiettivo palese è infatti andare avanti a oltranza vincendo il più possibile, per sbloccare in sequenza tutte le caratteristiche del gioco non disponibili inizialmente. Caratteristiche che, alla luce dei fatti, non sono certo poche, a cominciare dalle 5 modalità di gara classiche (Race, Time Trial, Elimination, Campaign e Multiplayer, delle quali selezionabili all'inizio solo Time Trial e Campaign) e la sesta, inedita, chiamata Head of the Pack. Si tratta sostanzialmente di una gara in cui bisogna tenere la prima posizione per un lasso di tempo prestabilito, nel corso del quale viene annullata l'energia personale e potenziata quella degli inseguitori. In caso di successo viene assegnato un punto, alla fine della gara vince il pilota con più punti. Ma la parte più interessante è sicuramente legata alle personalizzazioni estreme realizzabili sia sui piloti sia su armi e veicoli, grazie ai crediti accumulati con le vittorie. L'abbigliamento in sé non influenza il comportamento in gara, ma gli upgrade dei mezzi e dell'artiglieria (è possibile scegliere tra mitra, diversi tipi di razzi, cannoni succhia-energia e il potente EMP o impulso elettromagnetico) possono fare la differenza. Per facilitare l'acquisto di kart sempre più potenti, è data la possibilità di investire piccole somme di denaro reale ma, considerato il livello non eccessivamente impegnativo del titolo, basterà rifare qualche gara per accumulare denaro sufficiente ad ogni evenienza. Non ci resta che correre Facile ed intuitiva l'interfaccia di gioco, con i controlli del salto e della nitro sempre fissi su schermo oppure a scomparsa (più comoda forse la prima scelta) e il cambio di direzione affidato agli intuitivi accelerometri o alle più classiche frecce destra-sinistra. Cracking Sands, declinato come ovvio in salsa puramente arcade, strizza l'occhio, per quanto riguarda la visuale di gioco e la gestione della telecamera, ad un altro titolo nato dalle stesse sapienti mani, Reckless Getaway. In quel caso, visuale ristretta e orizzonte basso aiutavano a creare un po' di suspense negli inseguimenti, con risultato finale più che apprezzabile. Questa volta però si deve fare i conti con "piste", per usare un eufemismo, assolutamente irregolari, piene di ostacoli e improvvisi cambi di direzione, non certo autostrade di una metropoli; un angolo di visuale più ampio avrebbe certamente aiutato, soprattutto nei percorsi più elaborati. Nulla da eccepire invece dal punto di vista tecnico: il lavoro svolto da Polarbit è davvero valido, perfettamente ottimizzato su ogni terminale compatibile, con solo qualche piccolissima incertezza in presenza di tutti i veicoli impegnati in esplosioni simultanee. Peccato infine non aver potuto provare a fondo il multiplayer, a causa dei server momentaneamente vuoti. Cracking Sands - Gameplay Trailer Cracking Sands - Gameplay Trailer

Fondere le meccaniche di Mario Kart all'imprevedibilità delle corse in stile Motorstorm, il tutto su device portatili nati per altri scopi. La scommessa di Cracking Sands, sebbene azzardata, può dirsi sostanzialmente vinta, merito di una cura nella realizzazione affinata con l'esperienza. L'unico appunto resta l'altezza della telecamera, forse inopportuna viste le asperità dei tracciati, ma compensata alla grande dalla difficoltà generale tendente al basso. Il costo, superiore alla media, è giustificato dall'incredibile quantità di gare disputabili, in singolo o in multiplayer, che vi terrà impegnati per ore.

Giovanni Polito

Pro

  • Single player vastissimo
  • Personalizzazione di piloti, armi e veicoli
  • Tecnicamente valido

Contro

  • Telecamera migliorabile
  • Livello di difficoltà tendente al basso
  • Costo superiore alla media