8.0

Redazione

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Year WalkAmabili resti 6

Partendo da alcune leggende svedesi, Simogo ci regala un'esperienza intrisa di grande atmosfera

L'atmosfera in un videogame è qualcosa di astratto, ma per crearla servono elementi concreti. Si può partire ad esempio da una trama misteriosa, appena accennata; assistere a una serie di eventi attraverso gli occhi del protagonista, pur senza sapere chi sia. È possibile miscelare sapientemente stile grafico e accompagnamento sonoro per creare un senso di tensione, e magari pescare da un immaginario esotico miti, leggende e vecchi racconti, di quelli che i ragazzini narrano illuminandosi il viso dal basso con una torcia elettrica. Amabili resti Storie di sacrifici, di bambini abbandonati, di foreste che col favore delle tenebre prendono vita e ingoiano chiunque vi si avventuri, di spiriti benevoli e di altri malvagi, nati dalla disperazione e dalla follia degli uomini. Nel caso di Year Walk, gli sviluppatori di Simogo sono partiti dal folklore svedese, dal concetto appunto di "year walk", una sorta di percorso mistico a cui talvolta si sottoponevano gli abitanti dei freddi villaggi nordici, estraniandosi dai propri amici e imponendosi alcune regole per un determinato periodo di tempo, come ad esempio stare alla larga dal fuoco mentre si vaga senza meta in un bosco. L'obiettivo dell'esperienza era quello di procurarsi delle visioni, magari sul futuro o su di una particolare persona; ma, come scopriremo nel gioco, talvolta queste visioni potevano essere tutt'altro che rassicuranti.

Scivola sulla neve

Il gameplay di Year Walk è molto semplice, ma è stato implementato in modo originale e affascinante, con una grande attenzione ai particolari e alla direzione artistica, onnipresente nel corso dell'avventura. Vediamo l'azione dal punto di vista del protagonista, che si avventura fra gli alberi di una foresta innevata per trovare delle risposte ma si trova di fronte qualcosa di inaspettato. In termini pratici, l'esplorazione avviene attraverso una sorta di navigazione "a strati", come se dall'alto il percorso fosse simile a quello di un labirinto. Amabili resti Vissuto in prima persona, però, si traduce in scorrimenti laterali dello scenario, con un effetto "parallasse" per conferire allo sfondo un senso di profondità, e in spostamenti in avanti o all'indietro a seconda della presenza di sentieri che ci consentano di muoverci in tali direzioni, indicati da piccole frecce evanescenti. Basta imbattersi nei primi enigmi per capire che però l'interazione non ha regole precise, e che dunque bisogna lavorare di fantasia, cercando di entrare nella testa di chi ha concepito i vari puzzle per poterli risolvere con successo e accedere quindi a zone altrimenti irraggiungibili. Nelle prime fasi, ad esempio, si entra in una casetta di legno con all'interno una bambola "impiccata", la cui testa va avvitata sul corpo perché parta uno strano "balletto". Ebbene, i movimenti delle braccia della bambola vanno memorizzati perché costituiscono la chiave per la risoluzione di un enigma successivo. Nella seconda metà dell'avventura ci viene chiesto di trovare gli spiriti di quattro bambini e condurli in riva al fiume, ma come immaginare che per individuare il primo avremmo dovuto mimare dei passi sullo schermo per spostare la visuale oltre il limite solitamente consentito? I meccanismi da cui Year Walk pesca a piene mani sono dunque semplici ma oscuri, ottenendo in tal modo un duplice effetto: gli appassionati di adventure più smaliziati completeranno il gioco in brevissimo tempo, laddove i meno esperti potrebbero mollare l'esperienza all'ennesimo tentativo fallito.
Year Walk - Video con auguri di Natale Year Walk - Video con auguri di Natale

Non c'è dubbio che Year Walk sia uno dei titoli più originali mai visti sui dispositivi iOS. Gli sviluppatori di Simogo hanno utilizzato racconti e miti svedesi, relativamente poco conosciuti e dunque piuttosto affascinanti, costruendovi attorno un'esperienza adventure molto intelligente e innovativa dal punto di vista dei controlli e della navigazione, ma che appunto per questo si rivela spesso oscura e imprevedibile. Non è la difficoltà dei puzzle in sé, quanto l'apparente mancanza di limiti ben delineati a destabilizzare; il che rappresenta uno straordinario punto di forza ma allo stesso tempo un inevitabile scoglio per chi è abituato ad approcciare questo genere di produzioni in maniera più tradizionale. Il valore artistico del gioco è tuttavia indiscutibile.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Grandissima atmosfera
  • Eccellenti intuizioni in termini di design
  • Decisamente originale nell'approccio

Contro

  • La mancanza di riferimenti lascia spesso interdetti
  • Nebulosità a parte, l'avventura è corta