8.0

Redazione

8.7

Lettori (26)


  • 19
  • 0
  • 20
  • 1

Plague Inc.Un mondo malato 15

Ovvero, quando una potenziale tragedia si trasforma in un brillante titolo mobile

Già trattato nella rubrica App Però di luglio 2012, visti i numerosi aggiornamenti e il recente adattamento in italiano (su iOS, a breve anche su Android) abbiamo pensato di tornare con maggiore attenzione su Plague Inc.. Nella maggior parte dei videogames convenzionali, all'utente vengono fatti vestire i panni dell'eroico salvatore dell'umanità, impegnato a respingere attacchi alieni, a sgominare organizzazioni criminali, a scacciare orde di mostri e via discorrendo. Gli sviluppatori di Ndemic Creations si sono divertiti però a ribaltare completamente le regole del gioco con il qui presente Plague Inc., strategico che presenta il macabro obiettivo di eliminare ogni singolo individuo sulla faccia della Terra attraverso la diffusione di una malattia letale...

Accanimento terapeutico

Il primo passo nel cammino che porta all'estinzione del genere umano in Plague Inc. è rappresentato dalla selezione del tipo di epidemia che si desidera controllare, scelta inizialmente limitata ai soli batteri ma che si può estendere di ulteriori sei unità portando a termine con successo altrettante sessioni di gioco a livello di difficoltà normale. Un mondo malato Ogni agente patogeno presenta caratteristiche diverse che si riflettono direttamente sul gameplay: ci sono dunque i virus che sono molto potenti ma difficili da controllare a causa delle loro rapide mutazioni, i funghi che trovano il loro tallone d'Achille in una trasmissione più lenta, i parassiti che faticano ad evolvere e così via, tutti elementi che contribuiscono ad accrescere i fattori di varietà e rigiocabilità. Anche perché le partite di Plague Inc., contrariamente alla media degli strategici, si risolvono in un tempo piuttosto breve, proprio perché il titolo punta tutto sulla costante mutevolezza delle condizioni dello scenario. In termini di struttura ludica, il prodotto Ndemic Creations ha delle premesse tutto sommato semplici e di rapida assimilazione: l'utente deve infatti cominciare scegliendo da quale paese far partire l'infezione, per poi seguire l'evoluzione della malattia e definirne il corso spendendo i punti DNA guadagnati man mano che il morbo si propaga a livello globale per aggiungervi nuovi sintomi, caratteristiche di trasmissione ed abilità, sfruttando per quest'ultimo frangente una griglia che prende spunto dalle schermate di level-up tipiche degli RPG classici. Quella appena descritta è comunque solo la punta dell'iceberg di un titolo davvero articolato, ricco di sfumature che è realmente piacevole scoprire piano piano, imparando dai propri errori, visto anche che le caselle di tutorial si tengono (volutamente?) nel vago. Ecco dunque che la scelta della località di esordio dell'infezione dev'essere tutt'altro che casuale, e deve tener conto del clima, della densità di popolazione, della vicinanza di stazioni aeree e navali che possano favorire il contagio e via discorrendo; ancora, l'evoluzione della malattia deve contemplare non solo le caratteristiche di partenza dell'agente patogeno selezionato, ma anche e soprattutto la percezione dell'epidemia da parte dell'umanità, dato che situazioni caratterizzate da sintomi particolarmente gravi verranno contrastate in maniera più aspra e decisa dagli scienziati dediti alla ricerca di una cura; infine, bisogna sfruttare a proprio vantaggio gli eventi di cui viene data notizia nel corso della partita, ad esempio cogliendo l'occasione del massiccio raduno di persone provenienti da tutto il mondo per le Olimpiadi per far spargere il morbo in ogni dove. Tutti questi contenuti vengono "nascosti" da una presentazione assolutamente basilare, ma al tempo stesso stranamente ipnotica: l'interfaccia di gioco è costituita da una semplice mappa del mondo, con le varie regioni che si tingono di rosso man mano che l'infezione prende piede, corredata da un biscione delle notizie nella parte alta dello schermo e da una barra con gli indicatori fondamentali posizionata in basso. Un mondo malato L'utente non deve comunque limitarsi a guardare mentre l'epidemia si ingrossa: oltre al continuo passaggio di schermata in schermata per visualizzare statistiche e potenziare la malattia, l'interazione passa anche attraverso a delle bolle che compaiono sul display in corrispondenza dei paesi infetti, e che vanno scoppiate con un tap il prima possibile per ottenere punti DNA bonus. Corredato da massicce dosi di humour nero, Plague Inc. si fa apprezzare anche per gli stimoli dati al giocatore per invitarlo a cominciare una nuova partita non appena se ne finisce un'altra: oltre ai già citati sei diversi agenti patogeni, le vittorie portano a sbloccare una grande varietà di potenziamenti che è possibile applicare in partenza al DNA dell'infezione, utili soprattutto se si vuole tentare di affrontare il brutale livello di difficoltà massimo. Da segnalare infine una tutt'altro che invasiva comparsata degli acquisti in-app, dedicati a chi vuole accedere subito a tutti i contenuti o a chi desiderasse cimentarsi con due scenari che cambiano radicalmente le regole del gioco. Plague Inc. - Trailer Plague Inc. - Trailer

Plague Inc. è un titolo consigliato non solo ai misantropi che sognano l'estinzione del genere umano, ma soprattutto agli amanti degli strategici, che si ritroveranno per le mani un titolo originale, appassionante, rigiocabile e discretamente profondo ad un prezzo davvero troppo invitante per lasciarselo sfuggire. Gli unici aspetti potenzialmente negativi del prodotto Ndemic Creations possono ritrovarsi in una realizzazione tecnica davvero spartana ed in una struttura di gioco che alla lunga può diventare obiettivamente monotona, ma si tratta di difetti ampiamente superabili a fronte della prospettiva di vedere l'umanità capitolare sul proprio smartphone...

Fabio Palmisano

Pro

  • Gameplay originale e profondo
  • Molte variabili per la rigiocabilità
  • Humour nero a bizzeffe

Contro

  • Presentazione molto modesta
  • Monotono alla lunga
  • La traduzione in italiano lascia a desiderare