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Redazione

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Ridiculous FishingUna canna fatta di magia 9

Dopo un lungo e problematico sviluppo, arriva su App Store il seguito ufficiale di Radical Fishing

Negli ultimi anni pochi giochi hanno visto una gestazione tanto travagliata quanto quella di Ridiculous Fishing, l'ultimo progetto del piccolo team neerlandese Vlambeer. Quello che per Jan Willem Nijman e Rami Ismail doveva essere una versione perfezionata e arricchita del loro Radical Fishing (2010) si è trasformato invece in una patata bollente quando nell'estate del 2011 la californiana Gamenauts pubblicò un clone chiamato Ninja Fishing. Battuto sul tempo, il duo indipendente ha portato avanti lo sviluppo pur sapendo che, paradossalmente, avrebbe rischiato di passare per il 'copione' di turno; oggi un'occhiata ad alcune ignare recensioni su App Store dimostra come quel timore fosse effettivamente giustificato. Eppure, dopo due anni di stress Vlambeer ha potuto finalmente gettare il suo amo, rilassarsi e sperare che l'oceano fosse ancora pieno zeppo. Proprio come Billy, il pescatore protagonista del gioco.

Pesca o tiro al piattello?

Anche se l'idea originale è nata per un piccolo prototipo in Flash, le meccaniche semplici, veloci e gratificanti fanno di Ridiculous Fishing un perfetto gioco mobile capace di riempire pochi istanti o decine di minuti. Una canna fatta di magia Ciascuna partita si divide in tre fasi differenti, unite tra loro in maniera del tutto trasparente: nella prima si lancia l'amo e si sposta la lenza a destra o a sinistra inclinando il dispositivo; in questo caso lo scopo è quello di evitare qualsiasi creatura marina, poiché al primo pesce abboccato la lenza interrompe la sua discesa e comincia a tornare in superficie. A questo punto le regole si ribaltano e chiedono al giocatore di fare l'esatto opposto, cercando di acciuffare quanti più pesci mentre l'amo risale velocemente. È però nella terza e ultima fase che Ridiculous Fishing si dimostra davvero ridicolo: una volta tirata la lenza in superficie, tutti i pesci che hanno abboccato vengono scaraventati per aria, lasciando a chi gioca il compito di colpirli al volo con una delle numerose armi da fuoco a disposizione. Solo i pesci uccisi in questo modo permettono di guadagnare denaro e punti, i quali variano in base alla rarità della preda. Proprio per questo, durante la fase di pesca, il giocatore tende a dare priorità ai pesci più rari, schivando invece le fastidiose meduse che quando uccise danno un malus più o meno consistente. Come nell'originale Radical Fishing, le prede "catturate" vengono registrate nella Fish-o-Pedia, un albo che per ogni pesce dà informazioni come il nome, il valore, il numero di uccisioni o una buffa descrizione. Una volta pescate tutte le razze presenti in una particolare area è possibile spostarsi a quella successiva, dove trovare nuove creature o mari più profondi. Si continua così fino al raggiungimento di una breve e toccante scena d'intermezzo che, sebbene sembri chiudere un'abbozzata parentesi narrativa, in realtà segna l'inizio del gioco vero e proprio, sbloccando una nuova area nella quale è possibile scendere all'infinito, e quindi darsi da fare per segnare record di profondità o di denaro accumulato.

Byrdr

Dall'iPad di legno che funge da menù principale è possibile anche tenere d'occhio l'ora reale e l'autonomia del proprio dispositivo. Una delle app presenti è Byrdr, una sorta di social network fittizio nel quale i personaggi del gioco si scambiano dei brevi messaggi simili a tweet. La maggior parte di questi messaggi sono battute ironiche (che sfortunatamente non sono mai davvero esilaranti) e qualche sporadico rimando alla storia che si cela dietro al gioco.

Un oceano di sorprese

Scendi, risali, spara. Scendi, risali, spara. Quella di Ridiculous Fishing è una routine ripetitiva, ma che come spesso accade riesce a non annoiare chi gioca grazie a una lunga serie di contenuti sbloccabili, gran parte dei quali è presa di sana pianta dal capitolo originale: è il caso della lampada, con cui illuminare le profondità più buie, oppure del tostapane, che folgora il primo pesce abboccato e dà una seconda possibilità. Una canna fatta di magia Ovviamente non mancano lenze più lunghe o motori che velocizzano la discesa, ma grande spazio è stato dato alla scelta delle armi. Agli Uzi e ai fucili a pompa già presenti in Radical Fishing sono state affiancate armi da fuoco nuove, tra cui una pistola Magnum, un bazooka e un devastante Raggio Orbitale. È curioso vedere come ognuna di queste armi richieda approcci differenti: i due Uzi permettono ad esempio di sparare tenendo due dita sullo schermo, e il Raggio Orbitale necessita di essere caricato per alcuni istanti. Questo vuol dire che si è liberi di scegliere il proprio stile di gioco, e che l'arma prediletta non è necessariamente quella più potente. Vlambeer ha fatto un ottimo lavoro anche nel bilanciare e differenziare i pesci nell'oceano nel modo in cui si muovono e reagiscono, come nel caso del piranha, che scatta verso l'amo se questo si avvicina troppo, oppure di una fastidiosa medusa che, se colpita per errore, comincia a moltiplicarsi. C'è anche spazio per qualche cameo, e così tra un pesce palla e una manta spuntano personaggi tratti da altri giochi indie, come Bit.Trip, Super Crate Box e Incredipede. Ed è proprio nella cura per i dettagli, nella passione dei suoi autori e nella voglia di sorprendere chi gioca che Ridiculous Fishing si distingue pesantemente dal suo clone. Da questo punto di vista la collaborazione con altri sviluppatori indipendenti non ha fatto altro che impreziosire ancora di più il gioco. A differenza di quanto fece con Spelunky, stavolta Eirik Suhrke ha realizzato una colonna sonora che si sposa magnificamente con l'atmosfera del gioco, evidenziando i toni rilassati e distesi della pesca, ma anche il lato misterioso e quasi sinistro celato dalle profondità marine. Allo stesso modo, lo stile grafico scelto dall'artista statunitense Greg Wohlwend è elegante e vivace, e fa sembrare il gioco un colorato e coerente collage in cui non esistono curve, ma solo angoli di 45°. Ridiculous Fishing - Trailer Ridiculous Fishing - Trailer

Per i suoi autori, l'uscita di Ridiculous Fishing segna una sorta di rivalsa e la fine di un lungo e sofferente ciclo di sviluppo. L'attesa è stata però ripagata con un gioco estremamente curato che, seppur nella sua semplicità, riesce a incollare il giocatore allo schermo ad ogni piccola pausa. Nella sostanza è cambiato davvero poco da Radical Fishing, soprattutto perché la formula abbozzata tre anni fa era già un ottimo esempio di game design. Certo, una volta sbloccati tutti gli oggetti e completata la lista dei pesci, la ripetitività delle meccaniche si fa sentire molto di più, ma prima di annoiarsi il giocatore avrà fatto a polpette migliaia e migliaia di pesci.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Esteticamente meraviglioso
  • Gameplay semplice ma geniale
  • Tanti oggetti sbloccabili...

Contro

  • ...ma presto finiscono