8.0

Redazione

8.1

Lettori (8)


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  • Data di uscita: non disponibile
  • Piattaforme: pc
  • Tipologia di gioco: Adventure

AnodyneIntrappolato nei sogni 10

Se vi solletica l'idea di un clone di Zelda intrecciato con Braid, questa è la recensione che fa per voi

Tra le tendenze più forti degli ultimi anni sulla scena indipendente videoludica, c'è sicuramente la riscoperta del vintage, ossia la riproposizione di forme antiche di gameplay, opportunamente svecchiate e aggiornate, in un guscio tecnologico che sembra uscito dagli anni '80. Sembra come se ci sia una voglia matta di riportare l'industria indietro nel tempo, andando a lavorare su quei generi ormai abbandonati o marginalizzati. Intrappolato nei sogni Questi piccoli titoli, spesso curati allo spasmo da autori solitari, dei veri appassionati in polemica contro ciò che sono diventati i videogiochi negli ultimi anni, rappresentano ormai un genere a sé stante, che volendo è possibile dividere in tanti sottogeneri quanti erano quelli che popolavano il NES prima e il Super NES poi, ossia il punto di partenza del filo della nostalgia che porta a questo evidente e splendidamente decadente rifiuto del moderno. Sean Hogan e Jonathan Kittaka sono due grandissimi appassionati della serie The Legend of Zelda, al punto da averne voluto realizzare un loro versione. Anodyne è il risultato del loro sforzo congiunto e non è difficile scorgerci dentro echi di Link's Awakening e A Link to the Past. Insomma, l'ambizione sembra davvero grossa. Non rimane da verificare se i frutti di tanto amore sono ottimi, appena mangiabili o totalmente marci.

Nel mondo dei sogni

Anodyne inizia con un protagonista incredulo, un certo Young, che deve combattere contro i nemici a colpi di scopa all'interno dei suoi sogni. Dalle fasi iniziali, surreali e fuori dagli schemi, si dipanerà una trama che lo vedrà affrontare un mondo pieno di trabocchetti e dungeon alla Zelda, fatto di livelli legati solo da un'area hub che garantisce l'accesso ai diversi frammenti del mondo onirico del gioco. Intrappolato nei sogni Nei suoi sogni Young sembra dover salvare il mondo, ma ben presto ci si trova di fronte ai frammenti di quella che è la sua vita reale, mostrata attraverso delle vignette, in cui appaiono delle sequenze apparentemente poco legate al gioco. In breve ci si trova di fronte a una virata, l'eroismo diventa fuga, l'action puro si vena di horror e dal tessuto narrativo iniziano a emergere domande inaspettate, portate da personaggi apparentemente senza senso, capaci di costruire una trama che si addensa fortemente nel finale, dove ogni scelta trova finalmente la sua collocazione in un contesto più coerente, che lascia comunque diverse aperture all'interpretazione del giocatore. Qualcuno potrebbe trovare alcuni momenti avanzati della storia privi di senso, ma in realtà basta fare un minimo sforzo interpretativo per scoprire che ogni singola vignetta fa parte di un disegno complessivo che assume sempre più forza e che si nutre di contrasti. Certo, se siete tra quelli che si aspettano chiavi di lettura premasticate di tutto e che vanno in panico se alcuni dettagli rimangono oscuri, è meglio che evitiate completamente le avventure di Young. Come in tutte le opere migliori, anche qui è richiesto un certo investimento mentale per riuscire a capire il senso di ciò che viene raccontato.
Anodyne - Il trailer di lancio Anodyne - Il trailer di lancio

Vintage

Se privassimo Anodyne della sua affascinante trama, non rimarrebbe che un clone di Zelda che ne ricalca in modo abbastanza pedissequo tutte le meccaniche di gioco, sia nei combattimenti che nella costruzione dei livelli. Quindi aspettatevi di dover abbattere un certo numero di nemici a colpi di spada (scopa) in dungeon pieni zeppi di puzzle da risolvere per andare avanti. Niente di complicatissimo, ma più di qualche Intrappolato nei sogni minuto lo si perde alla ricerca del modo di superare alcune sezioni. Non mancano citazioni esplicite, come non manca il nuovo equipaggiamento che accompagna la crescita dell'eroe nelle sue avventure, anche se fondamentalmente gli upgrade non comportano grosse modifiche alle meccaniche generali. Tra le varie cose da fare, bisogna anche raccogliere cinquanta carte sparse per i livelli. Purtroppo si tratta del contenuto più debole di tutto il gioco, capace di spezzare il ritmo costringendo a ritornare più volte sui propri passi per andare a caccia dei preziosi oggetti (indispensabili per andare avanti). Una meccanica allunga brodo come questa mal si sposa con la densità narrativa di cui vi abbiamo già ampiamente parlato, che ne risulta un po' indebolita, soprattutto nel caso in cui si finisca per girare a vuoto alla ricerca di una carta mancante. Comunque si tratta di un difettuccio secondario che può infastidire, ma che non rovina quello che rimane un ottimo gioco venduto a prezzo di budget e confezionato in una grafica in pixel art davvero pregevole. Ovviamente lo apprezzerete tecnicamente se siete tra quelli che amano lo stile dei giochi di ruolo giapponesi a 16-bit, altrimenti difficilmente riuscirete a digerire tutti quei pixel colorati.

Vale la pena di acquistare Anodyne e di provare l'ebrezza di scoprirne la progettualità, con i suoi modernissimi temi nascosti dietro l'apparente volontà di realizzare soltanto un buon clone di Zeld. In fondo la grafica, uscita direttamente dall'epoca delle console a 16-bit, è il modo ideale per rappresentare un protagonista che non riesce a sfuggire ai suoi sogni. Ovviamente non si tratta di un titolo per tutti, e in realtà non vuole neanche esserlo. Se siete alla ricerca di un videogioco profondo che vi tenga per ore davanti allo schermo, allora tenete in grande considerazione Anodyne. Se cercate un benchmark, semplicemente no.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Trama profonda e articolata
  • Grafica retrò ben fatta

Contro

  • Qualche lunghezza nella raccolta delle carte
  • Pochi extra

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce GTX 560 Ti OC
  • Sistema operativo: Windows Vista 32 bit
  • Requisiti Minimi
  • Processore Pentium 4 2.0GHz o Athlon XP 2000+
  • Scheda video GeForce 9300 o Radeon 9250
  • 2 GB di Ram
  • 100 MB di spazio su disco