5.5

Redazione

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Gangstar Vegas(Gang)Stella cadente 9

Il Grand Theft Auto personale di Gameloft arriva all'ennesimo capitolo. Avrà ancora qualcosa da dire?

Fra le numerose serie liberamente ispirate a più celebri franchise videoludici che può vantare il portfolio di Gameloft, quella di Gangstar è senz'altro una fra le più longeve: il capostipite risale infatti addirittura al 2006, quando ancora il mobile gaming era basato su Java ed i giochi non potevano offrire esperienze nemmeno lontanamente paragonabili alle controparti console. Da quando il gap fra le due parti si è ridotto (pur rimanendo piuttosto corposo, beninteso), gli sviluppatori francesi hanno sempre tentato di far compiere al marchio il proverbiale salto di qualità, invero non riuscendoci mai del tutto. Vediamo se l'occasione giusta è arrivata proprio con quest'ultimo capitolo, Gangstar Vegas.

Morta Las Vegas

Tanto per chiarire subito che nemmeno stavolta Gameloft ha intenzione di mettere su piatto qualche elemento originale, Gangstar Vegas si presenta come un clone di GTA contraddistinto però da una trama che ha davvero tanto in comune con il segmento di Pulp Fiction con protagonista Bruce Willis. (Gang)Stella cadente L'utente veste i panni di Jason, un combattente di MMA colpevole di aver tradito l'accordo stipulato con un boss della malavita che prevedeva di finire al tappeto nel suo ultimo incontro: braccato dai criminali, il nostro eroe dovrà allearsi con una fazione opposta per poter sopravvivere, magari scalando i vertici dell'organizzazione mafiosa strada facendo. Un incipit poco esaltante a cui fa seguito uno svolgimento della trama che non migliora certo la situazione: la storia procede stancamente fra cliché, volgarità gratuite e dialoghi senza costrutto, sfruttando sequenze di intermezzo tanto noiose da indurre ben presto a saltarle a piè pari grazie all'apposita icona. Se tuttavia certe lacune da parte di Gameloft non stupiscono più di tanto ormai, allo stesso tempo bisogna dare merito alla software house transalpina di riempire sempre i propri titoli di una grande quantità di contenuti ludici, regola a cui Gangstar Vegas non si sottrae: la mappa di gioco -piuttosto vasta- ospita un notevole numero di missioni primarie e secondarie, nonché locali da visitare ed eventualmente acquistare per aumentare i propri introiti, oggetti da raccogliere e persino una manciata di simulazioni di giochi d'azzardo che, data la location, fanno sicuramente la loro bella figura. Non solo: le abilità di Jason possono essere potenziate con un sistema di progressione preso in prestito dai giochi di ruolo, il negozio dove acquistare armi e veicoli è accessibile con un tap in qualunque momento e c'è anche una sorta di sistema a premi, con chiavi che vengono elargite a seguito di specifici obiettivi e che servono ad aprire speciali valigette-sorpresa. Ecco, se il valore di un gioco si misurasse dal numero di elementi che contiene, Gangstar Vegas sarebbe un ottimo prodotto: purtroppo, però, bisogna fare i conti anche con il gameplay, aspetto che Gameloft sembra aver decisamente sottovalutato. Le missioni sono banali e ripetitive, il modello di guida delle auto è insoddisfacente, il sistema di combattimento è afflitto da fin troppe imprecisioni ed i controlli non sono da meno, capaci di rendere legnosi persino i più basilari movimenti all'interno dello scenario. Si fatica a scorgere persino quella cura nei valori tecnici che spesso ha avuto il ruolo di vero e proprio salvagente nella valutazione di molti titoli della software house francese. (Gang)Stella cadente Per quanto non si possa assolutamente definire un brutto gioco sotto il profilo visivo, Gangstar Vegas mette in mostra tante piccole magagne che fanno storcere il naso, dal clipping dello scenario al frame rate instabile, dalle frequenti compenetrazioni poligonali alla qualità non entusiasmante delle texture, culminando con alcune "dimenticanze" davvero clamorose, come i personaggi che non muovono la bocca quando parlano. Ciliegina sulla torta, nel corso delle nostre prove il software si è reso protagonista di numerosi bug, su tutti uno che mandava sistematicamente in crash l'applicazione all'avvio, aggirabile solo disattivando la connessione wi-fi. Pur con tutti i difetti che sono stati appena elencati, Gangstar Vegas non è un titolo ingiocabile, ed i fan più sfegatati del genere potrebbero anche chiudere un occhio (se non addirittura due) di fronte a tutte le storture di un capitolo realizzato evidentemente con poca cura, venendo ricompensati con un'avventura comunque ricca di contenuti e piuttosto duratura. Certo è che per gli eventuali prossimi capitoli la serie di Gangstar avrà bisogno di un drastico cambio di rotta. Gangstar Vegas - Primo diario di sviluppo Gangstar Vegas - Primo diario di sviluppo

Contraddistinto da un'evidente mancanza di cura, sintomo di uno sviluppo approssimativo o affrettato, Gangstar Vegas non riesce a condurre la serie verso nuove vette qualitative, rivelandosi anzi peggiore dei suoi predecessori sotto diversi aspetti: se dunque da un lato la cronica mancanza di originalità di Gameloft non fa più notizia, d'altro canto risulta difficile digerire tante lacune tecniche da un prodotto proveniente da una delle più grandi realtà del mobile gaming. Ad un sistema di controllo non all'altezza si affianca dunque un comparto audiovisivo inferiore agli standard della software house francese, condito peraltro da tutta una serie di bug. Se si aggiunge all'equazione un gameplay tanto ricco di elementi quanto stanco e privo di inventive, risulta dunque evidente come Gangstar Vegas possa risultare consigliabile solo agli irriducibili, considerando anche un prezzo non certo irrisorio.

Fabio Palmisano

Pro

  • Davvero ricco di contenuti
  • Scenario decisamente vasto
  • Avventura piuttosto longeva

Contro

  • Pieno di bug e magagne tecniche
  • Gameplay stantio e controlli legnosi
  • Graficamente non al top

Un capitolo che invece di migliorare la serie le fa compiere un paio di passi indietro