7.0

Redazione

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Urban Trial FreestyleAcrobazie metropolitane portatili 11

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza... Mai!

I più attempati tra di voi ricorderanno questo slogan, anche se l'abbiamo "leggermente" modificato, ripetuto a mo' di mantra dal mitico Nico Cereghini quando faceva le prove su strada delle moto nelle vecchie puntate di Grand Prix. E perché mai l'avremmo dovuto modificare? Beh, semplicemente perché i piloti di Urban Trial Freestyle, per quanto il casco ce l'abbiano e pure ben allacciato, e le luci ce l'abbiano accesissime (di giorno no, ma sorvoliamo), non si può certo dire che facciano della prudenza un loro stile di vita...

Come la mia moto

Urban Trial Freestyle, già uscito lo scorso Febbraio su PSN nelle versioni PlayStation 3 e Vita, è né più né meno un clone di Trials 2: Second Edition, gioco uscito originariamente su PC nel 2008 che ha mietuto grandi consensi sia a livello di critica che di pubblico. Essendo l'operazione di clonaggio molto, diciamo così, spudorata, chi ha avuto a che fare col suddetto Trials 2 e/o coi suoi seguiti disponibili anche su Xbox Live, sa già perfettamente cosa aspettarsi: si tratta di un titolo motociclistico arcade che a prima vista potrebbe presentarsi come l'evoluzione dell'antichissimo Excitebike, anche se in realtà quest'ultimo era addirittura più "tridimensionale" del bidimensionalissimo concept qui presente. Acrobazie metropolitane portatili In sella ad una inizialmente sgangherata moto da cross, il nostro pilota/acrobata deve affrontare dei percorsi, ambientati in tipici scenari urbani, generalmente non lineari e irti di ostacoli, rampe, dossi e vie di comunicazione molto meno ortodosse di una tradizionale strada asfaltata; questo dà l'occasione al crossista, mentre cerca di arrivare al traguardo, di esibirsi in spettacolari salti, dei veri e propri voli, e conseguenti funamboliche acrobazie. Le particolarità del concept di Trials 2, mutuato in tutto e per tutto nel qui presente Urban Trial Freestyle, sono però sostanzialmente due. La prima è, come dicevamo, una perfetta bidimensionalità: nonostante la grafica poligonale, gli stage sono inquadrati lateralmente come in un qualsiasi platform 2D (anche se la telecamera si permette delle divagazioni per favorire lo spettacolo), e la moto può andare solo in due direzioni, avanti e indietro, oltre che ovviamente in alto e in basso a seguito di salti e cadute. La seconda è l'uso spasmodico della simulazione di una fisica ben poco realistica, decisamente esagerata, ma coerente con sé stessa e con gli scopi del gioco. Acrobazie metropolitane portatili Un concept insomma che è una declinazione estrema di tutti quei titoli sportivi arcade, alla Tony Hawk's Pro Skater, che si basano più sulle acrobazie e sulla spettacolarità che non su un classico spirito agonistico; ma come lo interpreta la produzione oggetto della nostra prova? Il gioco si sviluppa su cinque aree ognuna comprendente quattro percorsi diversi, affrontabili in due diverse modalità, Contro il Tempo e Acrobazie. La prima non dovrebbe dare adito a problemi d'interpretazione, sulla seconda invece c'è un dettaglio da specificare: le acrobazie di cui si parla non sono le classiche effettuabili con varie combinazioni di pulsanti, ma più che altro degli obiettivi che il gioco pone in particolari punti del percorso, come una certa distanza da battere in altezza o in lunghezza durante un salto, o una classica speed-trap. A seconda della vostra performance, il gioco elargisce una valutazione da una a cinque stelle per ogni stage affrontato, e solo col minimo di tre stelle si può avanzare al livello successivo. In tutto ciò verrete premiati per ogni livello portato a termine con delle somme di denaro, e ulteriori bonus sono raggiungibili lungo le piste in posti accessibili solo con salti molto alti o molto lunghi, oppure in luoghi particolarmente ben nascosti, il che dona un pizzico di componente esplorativa all'azione; col denaro così ottenuto potete acquistare nuovi pezzi per il vostro mezzo che andranno a migliorarne le caratteristiche di velocità, accelerazione e manovrabilità, accedere a motociclette diverse da quella di partenza, e anche dedicarvi all'estetica del pilota comprando caschi e vestiario alla moda.

Urban Trial Freestyle è un discreto clone di Trials 2, che vale i pochi soldi che costa

L'effetto 3D

Come si può facilmente intuire dal genere di gioco, la stereoscopia nulla toglie e nulla aggiunge alla giocabilità di Urban Trial Freestyle. E' però un'aggiunta gradevole che va ad incrementare la già notevole spettacolarità dell'azione, sebbene sia settata leggermente verso l'alto, e quindi vada gestita tramite l'apposita levetta, ed influisca in maniera lieve ma percettibile sul framerate.

No, la vertigine è proprio paura di cadere

Ringraziando il sempreverde Lorenzo Cherubini per l'ispirazione gentilmente concessa per i titoli dei paragrafi, passiamo a dire innanzitutto che il primo stage, affrontabile tranquillamente con l'acceleratore a manetta gestendo solo un po' lo stick analogico per mettersi in linea con il terreno ed evitare una rovinosa caduta post-atterraggio, potrebbe ingannarvi: già dal secondo imparerete che anche solo per rimanere in piedi, senza poi voler andare a scovare i segreti di ogni circuito e battere gli obiettivi acrobatici, bisogna gestire bene le rotazioni della moto, il freno e addirittura la retromarcia, e fondamentalmente potrete scordarvi le cinque stelle prima di aver assimilato a memoria le varie piste che presentano per di più anche dei piccoli eventi scriptati di tanto in tanto. Acrobazie metropolitane portatili Come ogni buon digital delivery che si rispetti, insomma, Urban Trial Freestyle rimedia alla non esaltante lunghezza con un livello di difficoltà piuttosto alto e ripido, fortunatamente però riservato più ai perfezionisti che a chi si accontenta del minimo risultato; questi ultimi godranno invece di un buon spirito da "pick up and play" tipicamente portatile, fatto di sfide brevi, veloci e non eccessivamente frustranti qualora si punti solo, per l'appunto, ad arrivare in fondo. La longevità dunque non è eccelsa per chi non cerca il punteggio più elevato, ma è implementata innanzitutto con cinque mappe sfida da sbloccare nelle quali ai controlli tradizionali si sostituiscono i sensori di movimento: buona idea, ma realizzazione dimenticabilissima, più che altro per gli ovvi problemi di gestione di un meccanismo simile su di una console portatile che abbiamo riscontrato praticamente in tutti i titoli 3DS che ne fanno uso. Ancora ad aumentare la longevità c'è poi un funzionale e divertente editor di tracciati, esclusiva 3DS, molto ben realizzato e che per i più creativi potrebbe addirittura costituire il punto forte del gioco; purtroppo non è possibile condividere le proprie creazioni con altri utenti, e del resto limitatissima è la componente online, che si ferma alle classifiche, mentre totalmente assente è il multiplayer. Doveroso infine un accenno alla componente tecnica, specie perché, almeno a un primo sguardo e complice la spettacolarità intrinseca del gioco, la grafica è molto d'impatto: gli scenari sono ricchi di elementi, sufficientemente dettagliati e ben texturizzati, e nel corso dei salti, quando la telecamera si muove e allarga, il motore grafico è in grado di inquadrarne un numero cospicuo; ne fa un po' le spese la fluidità, inferiore alle controparti PSN ma sempre costante, tuttavia dovendo il titolo gestire anche un motore fisico non realistico ma di una certa complessità (e di ciò beneficiano anche le animazioni di moto e pilota) il comparto grafico non può che essere promosso. Nella media invece il sonoro, con le classiche (e poche) musichette "urbane" punkettare ed effetti sonori nella norma. Urban Trial Freestyle - Il trailer di lancio della versione Nintendo 3DS Urban Trial Freestyle - Il trailer di lancio della versione Nintendo 3DS

Paragonare Urban Trial Freestyle a Trials 2: Second Edition e relativi sequel è un'operazione che da un lato è necessaria per capire tutto quello che non è il gioco dei ragazzi di Tate Interactive e di Strangelands, che non arriva praticamente in nulla ai livelli del suo ispiratore: è meno completo, meno curato, meno ricco di modalità, di azione e di complessità. Dall'altro lato però è un'operazione molto fuorviante: essere non all'altezza del caposaldo di un genere non significa affatto essere un brutto gioco, e Urban Trial Freestyle non lo è. Riesce a declinare in maniera comunque convincente il concept, offrendo momenti di grande divertimento e spettacolarità e risultando inoltre adatto sia a chi cerca un rapido passatempo sia ai perfezionisti del punteggio più alto. Un buon comparto grafico e soprattutto il notevole editor offrono valore aggiunto ad una produzione che, visto il prezzo di 7 Euro e la totale assenza di concorrenza, merita il suo spazio nel negozio digitale Nintendo.

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Divertente e spettacolare
  • Buona grafica ed editor notevole
  • L'unica scelta del genere su 3DS

Contro

  • Breve e povero di contenuti
  • Mappe sfida quasi inutili
  • Totale assenza di multiplayer