Il tempo dei meloni  214

Abbiamo giocato il nuovo, attesissimo Tales, per la prima volta in assoluto completamente in italiano: valeva la pena aspettare così tanto?

Eccoci qui: finalmente ce l'abbiamo fatta. Sono passati due anni dalla release giapponese originale e può sembrare un'esagerazione, ma Tales of Xillia è veramente un punto di svolta per quanto riguarda il nostro Paese e uno dei franchise più longevi nella storia del genere jRPG.

Tales of Xillia non è neanche il primo Tales per PlayStation 3 a uscire in Europa: un anno fa è toccato a Tales of Graces F, ma questa è la prima volta che Namco Bandai opta per la localizzazione italiana. E se consideriamo che fino a pochi anni fa i Tales a malapena uscivano dal Giappone, questo è già un gran bel traguardo, credeteci. Tra un anno toccherà anche al sequel, Tales of Xillia 2, già annunciato ufficialmente per il nostro mercato, e questo ci fa ben sperare per il futuro di una serie di jRPG che per quindici anni ha fatto proseliti su proseliti, offrendo ai fan del genere un nido sicuro e puntuale in cui ritrovare tutte le caratteristiche tradizionali di un genere che ultimamente sembra aver perso di vista la propria identità. Ma oltre a essere un evento significativo, Tales of Xillia è anche un buon gioco?

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La coppia più bella del mondo

Benvenuti a Rieze Maxia, un mondo apparentemente normalissimo dove gli esseri umani hanno imparato a sfruttare il lobo di mana, una porzione del cervello che permette loro di comunicare con gli spiriti elementali per lanciare incantesimi e compiere imprese straordinarie.

La magia incontra la scienza, insomma, e nessuno lo sa meglio di Jude Mathis, giovane laureando in medicina con il pallino dell'altruismo. Ogni giorno sembra uguale agli altri, e nonostante la crescente tensione tra il regno di Rashugal e quello di Aou Joule il popolo comunque se la passa abbastanza bene. Finché il dio Maxwell non scopre che gli umani hanno costruito un'arma in grado di nuocere sia a sé stessi che agli spiriti, e decide che è ora di dare alle sue creature una bella lezione. Il dio Maxwell sarebbe proprio la bionda e prosperosa Milla, e il suo incontro accidentale con Jude darà inizio a una baraonda di eventi che li costringeranno a unire le forze per salvare il mondo. Sul loro cammino incontreranno i nemici più terribili e gli alleati più eccentrici: Alvin, un misterioso mercenario; Elize, una bambina prodigio sempre in compagnia di un irriverente giocattolo parlante di nome Teepo; il maggiordomo Rowen, con il suo impensabile passato; e Leia, grintosa amica d'infanzia di Jude. La trama e il cast di Tales of Xillia sono, a mani basse, i migliori nella lunga storia del franchise. Gli eventi si susseguono a ritmo sostenuto; più di una volta si ha l'impressione di essere arrivati al climax della vicenda, solo per scoprire che un nuovo, imprevedibile colpo di scena sta per mettere in discussione ogni cosa. La storia, pur restando nei confini di un "anime" interattivo come tutti gli altri Tales, è ricca di dettagli e riflessioni accattivanti;

i personaggi si allontanano dai classici stereotipi per offrire delle sfaccettature convincenti e decisamente originali. Anche perché Tales of Xillia deve essere giocato almeno due volte, se si vuole approfondire ogni dettaglio della storia: all'inizio del gioco possiamo infatti scegliere il protagonista tra Jude e Milla, e anche se la scelta in realtà non altera lo sviluppo della trama, ci offre comunque un punto di vista diverso nei frequenti casi in cui i due eroi si dividono e vivono esperienze separate. Persino il tradizionale filmato introduttivo a cartoni animati si "sblocca" soltanto alla fine del prologo e presenta delle leggere variazioni a seconda dell'eroe scelto; accompagnato dalla canzone "Progress" di Ayumi Hamasaki, per la prima volta proposta interamente in giapponese anche in occidente, non è l'unico filmato a cartoni animati: lo sviluppo della storia è punteggiato da almeno una dozzina di sequenze animate di qualità assolutamente stellare, realizzate dal rinomato studio Ufotable. E Tales of Xillia, pur godendo di un sequel, ha il grande pregio di essere una storia completamente autoconclusiva, in cui tutti i nodi vengono al pettine e i temi che si svilupperanno in Tales of Xillia 2 vengono solo accennati.

PlayStation 3, due anni dopo

Un'esperienza narrativa di grande spessore a tutto tondo, insomma, che ci ricompensa per i due anni trascorsi a immaginare che diamine si dicessero i vari personaggi nei filmati che - siamo sicuri - tutti abbiamo guardato su YouTube, sospirando nella convinzione che anche questo Tales per PlayStation 3, insieme a Tales of Graces F e Tales of Vesperia, non avrebbe visto la luce in un paese che il producer Hideo Baba ha sempre snobbato.

Siamo stati smentiti dal primo, e se per il secondo le speranze ormai rasentano lo zero, sappiamo già che all'inizio del prossimo anno potremo giocare (o rigiocare) la compilation in alta risoluzione di Tales of Symphonia. E anche quest'ultima sarà in italiano, proprio come Tales of Xillia. Una traduzione in italiano, quella di Tales of Xillia, che si fa perdonare qualche scivolone o adattamento non proprio corretto grazie alla verve e la fluidità con cui sono stati tradotti soprattutto i dialoghi. Questo è particolarmente vero nel caso degli "skit", i famosi dialoghi opzionali che approfondiscono la caratterizzazione dei personaggi e che spesso non sono altro che chiacchiere e gag piene di ironia. Il doppiaggio resta comunque in inglese, senza alcuna possibilità di passare alla traccia audio giapponese per i fan più sfegatati degli attori nipponici. Generalmente, le voci scelte per dar vita ai personaggi ci hanno convinto, anche se abbiamo qualche riserva su quella di Milla per ragioni completamente diverse da quelle del fandom che in questi mesi ha scrutinato attentamente ogni trailer di Namco Bandai. Proprio in virtù della sua personalità ultraterrena, l'impronta fredda, distaccata e quasi robotica di Minae Noji ci è sembrata fortemente azzeccata,

specialmente perché cambia inflessione man mano che si sviluppano la storia e l'attaccamento di Milla nei confronti degli esseri umani. Semmai, si sente forte e chiaro uno stacco nel tono tra la voce di Milla e quella degli altri personaggi... come se fosse stata doppiata per telefono. Un problema da poco, in realtà, ma che si fa sentire - perdonateci il gioco di parole - nel contesto di un comparto tecnico di prim'ordine che però sfigura un po' davanti al capolavoro grafico che è Ni no Kuni di Level 5. Tales of Xillia ha comunque due anni abbondanti sul groppone, ed è il primo episodio del franchise a offrire una telecamera completamente rotabile a trecentosessanta gradi in ogni location. Ma anche confrontato ai colori vivaci e al cel shading raffinato dell'antecedente Tales of Vesperia, sia su Xbox 360 sia su PlayStation 3, i toni freddi e i cromatismi pastello di Tales of Xillia lasciano un po' l'amaro in bocca. Nulla che comunque non si riesca a perdonare ammirando gli ispirati panorami di Rieze Maxia, sulle note di una delle colonne sonore più varie e coinvolgenti della saga, sempre puntuale a sottolineare i momenti più briosi, epici, drammatici o avventurosi della storia.

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Trofei PlayStation 3

Immancabile la nutrita collezione di Trofei: 32 bronzo, 10 argento, 3 oro e il platino. Ottenerli, in realtà, non è affatto difficile. Serve un po' di pazienza, magari una buona guida che ci indichi come trovare e risolvere ogni missione, e tutto il tempo necessario a completare il gioco due volte e vedere ogni oggetto, nemico e potenziamento.

Uniti, vinceremo!

Si chiama "vincolo" la caratteristica principale del sistema di combattimento di Tales of Xillia, ed è la geniale trovata con cui Namco Bandai è riuscita a differenziarlo dai suoi predecessori. La meccanica di base rimane sempre la stessa: dopo essere entrato in contatto con un nemico e aver rapidamente caricato il terreno di scontro, il giocatore assume il diretto controllo del capo del party, mentre i tre compagni vengono controllati da un'intelligenza artificiale ampiamente personalizzabile.

Il combattimento è puramente action: una buona quantità di combinazioni di tasti ci permette di attaccare normalmente o utilizzare gli incantesimi e gli attacchi speciali chiamati Arti. Queste consumano i tradizionali punti tecnici, mentre gli attacchi normali e le manovre evasive consumano i punti capacità. Si tratta, insomma, di un sistema di combattimento ibrido che ricorda sia quelli più tradizionali della serie sia quello di Tales of Graces F: a differenza di quest'ultimo, però, è sì meno tecnico, ma anche molto più intuitivo. Il sistema del vincolo, d'altra parte, permette di collegarci a un altro personaggio: a quel punto, il nostro partner si unirà a noi nell'attaccare un bersaglio, coordinando le sue mosse in base alle nostre. Un indicatore laterale ci permette persino di sferrare delle super Arti che combinano una delle nostre con quella del partner a cui siamo vincolati. E non è tutto, perché ogni nemico ha dei punti deboli che solo un determinato partner può sfruttare: cambiare vincolo al volo diventa fondamentale e per fortuna assolutamente immediato, ragion per cui Namco Bandai ci permette persino di sostituire al volo uno dei quattro combattenti con uno di quelli rimasti eventualmente in panchina.

Spettacolare ma chiaro, profondo e divertentissimo, il sistema di combattimento in Tales of Xillia è veramente appagante. La soddisfazione cresce insieme alla sfera lilium, la schermata che sostanzialmente ci permette di sviluppare i singoli personaggi. In realtà, quella di poter decidere quali parametri approfondire è un po' un'illusione, perché alla fine del gioco si avranno comunque accumulati abbastanza punti per sbloccare ogni bonus. La sfera lilium - che ricorda la sferografia di Final Fantasy X - è una sorta di ragnatela dove nei punti in cui si uniscono i fili troviamo delle sferette che aumentano le statistiche principali dei personaggi. Nello spazio vuoto tra i fili, altre sferette insegnano nuove Arti, abilità passive e altre manovre offensive e difensive: per apprenderle, è necessario sbloccare le sferette circostanti. E una volta sbloccate almeno tre di quelle più vicine al perimetro, la sfera lilium si espande e propone altri bonus e abilità. Il giocatore, poi, può attivare o disattivare i vari potenziamenti all'occorrenza, in modo che i personaggi siano sempre pronti ad affrontare ogni nuova sfida nel modo opportuno.

Scotty, teletrasporto!

E non saranno poche le sfide che attenderanno i nostri eroi, specie nelle tantissime zone che dovremo attraversare a piedi per raggiungere una nuova meta. Forse è proprio questo il punto debole di Tales of Xillia.

Namco Bandai ha deciso di interporre tra le varie location principali del gioco degli ambienti completamente esplorabili come foreste, paludi e montagne. Queste zone rimpiazzano la tradizionale mappa tridimensionale del mondo e rappresentano una versione in scala 1:1 delle praterie sconfinate, ma vuote, che dovevamo percorrere per spostarci da una città all'altra nei Tales e in tantissimi altri jRPG. L'esperimento è riuscito soltanto a metà, perché se da una parte aumenta tantissimo l'immersione nel mondo di Rieze Maxia, dall'altra le varie location - comunque separate da schermate di caricamento - non si rivelano sufficientemente diversificate e propongono bene o male la stessa struttura, pur magari diversa nell'apparenza. Anche i dungeon ci hanno un po' deluso, perché sono pochi quelli veramente interessanti, intricati o punteggiati da rompicapo che mettono alla prova non solo la pazienza ma anche l'ingegno del giocatore. E in più, la soluzione del mondo 1:1 implica l'assenza dei tipici mezzi di trasporto e dell'esplorazione libera: la mappa 3D è infatti sostituita da un arido elenco di città, regioni e dungeon in cui ci si può teletrasportare all'istante dopo averne scoperto gli ingressi. Una feature che fa storcere il naso, è vero, ma che torna incredibilmente utile quando si gira il mondo per completare le missioni opzionali:

assegnate da PNG con un punto esclamativo sulla testa, ci chiedono spesso di visitare alcuni luoghi, sconfiggere certi nemici o trovare e consegnare vari oggetti. Le missioni opzionali ricompensano con denaro e accessori, spesso puramente estetici, e pur non mostrando chissà quale varietà, sono delle piacevoli attività secondarie che spezzano la linearità dello sviluppo narrativo. Un'ultima menzione merita sicuramente l'originale sistema di sviluppo dei negozi: sono tutti uguali, e questo uccide un po' la curiosità di visitarli in una nuova città, ma d'altra parte è possibile visitarne uno qualsiasi per consumare i materiali trovati durante le nostre peregrinazioni e aumentare di livello le varie categorie di oggetti ed equipaggiamenti. In questo modo, è il giocatore che decide quando e come fare nuovi acquisti: si tratta chiaramente di un'idea sperimentale che non ci ha convinti del tutto, ma che abbiamo trovato curiosamente originale e che Namco Bandai farebbe bene ad approfondire, magari nei prossimi Tales.

Tales of Xillia e il jRPG ideale per chi vuole vivere quaranta ore di avventure, emozioni e fantasia

Multiplayer.it

9.2

Lettori (234)

9.0

Il tuo voto

Tales of Xillia è tutto quello che ci si aspetterebbe da un jRPG: c'è una storia avvincente e ricca di colpi di scena; ci sono dei personaggi eccentrici e memorabili; ci sono un sistema di combattimento meraviglioso e alcune trovate piuttosto originali. E il tutto, per la prima volta, è tradotto in italiano, per la gioia di grandi e piccini. È anche il jRPG perfetto che ci si aspettava? Non proprio, perché purtroppo c'è anche qualche scivolone strutturale e a livello tecnico si sarebbe potuto fare di più. I fan della serie conteranno un passo indietro ogni tre passi avanti, tuttavia Tales of Xillia resta però una delle migliori esperienze disponibili su PlayStation 3 per gli amanti del genere e un nuovo punto d'inizio per chi non conosce questa saga e vuole vivere quaranta ore abbondanti di avventure, emozioni e fantasia.

PRO

  • Trama e personaggi tra i migliori di sempre
  • Sistema di combattimento strepitoso
  • Testi completamente in italiano

CONTRO

  • Graficamente si poteva fare un po' di più
  • Alcune decisioni lasciano l'amaro in bocca
  • A parte le missioni secondarie, non c'è molto altro da fare