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Redazione

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Dungeons & Dragons: Chronicles of MystaraLe botte fantasy 10

Draghi ed elfi dagli anni '90, a firma Capcom, finalmente anche su Wii U

Non è difficile capire perché Dungeons & Dragons: Shadow over Mystara sia considerato da molti appassionati l'apogeo dei picchiaduro a scorrimento: non solo vanta controlli profondi e reattivi, ma è dotato di una complessità generale praticamente sconosciuta ai suoi simili. Le botte fantasy Questo di per sé non lo rende il capolavoro assoluto dei beat'em up, ma spiega bene perché sia oltremodo riverito dai "geek" di tutto il pianeta, sempre alla ricerca di prodotti di qualità, possibilmente rari e complicati, ancor meglio se dotati di un'ambientazione fantastica o fantascientifica: entrambi i Dungeons & Dragons inseriti in questo remake, cioè Tower of Doom e Shadow over Mystara, soddisfanno ogni caratteristica appena elencata. A occuparsi della riedizione è stata Iron Galaxy che, nonostante i non specificati problemi avuti con la versione per Wii U, è riuscita infine a portare questa perla anche su console Nintendo, senza alcuna perdita di qualità. Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara, questo il nome della collezione, aggiunge agli originali tutte le lucidature che un ragazzino cresciuto a pane e Xbox360 possa aspettarsi: tanti extra e contenuti sbloccabili, una pletora di obbiettivi, rigiocabilità di ogni stage terminato, difficoltà arbitraria e, soprattutto, multiplayer online e grafica in alta definizione.

D&D interpretato dalla Capcom dei tempi d'oro. Con orde di mostri da uccidere. Serve altro?

Direttamente dagli anni '90

Soffermiamoci un attimo proprio sull'ultimo punto, l'alta definizione e, in generale, l'aspetto visivo. Con una breve specificazione: quello che scriviamo vale sostanzialmente sia per Tower of Doom che per Shadow over Mystara, con la lieve differenza che nel secondo tutto è fatto un po' meglio, e tutti quei "po'", sommati insieme, generano un notevole scarto. Le caratteristiche portanti tuttavia sono comuni a entrambi i titoli, perciò sarebbe pruriginoso parlarne separatamente. Le botte fantasy In generale, quando la serie fece capolino tra gli arcade degli anni '90, si distinse subito dai suoi simili per la pregevole componente grafica: per la grandezza dei personaggi e per la qualità delle animazioni, ma soprattutto, questa sì dote sempiterna, per lo stile grafico e il design complessivo del prodotto. Le costruzioni anatomiche e le palette cromatiche erano fatte con un gusto e una perizia eccezionali, come solo Capcom poteva (può?) permettersi. E il tutto è rimasto miracolosamente bello e raffinato, traslato ora in HD, con la possibilità di gestire lo schermo a proprio piacimento, stiracchiandolo in 16:9, giocando via gamepad (con dei cromatismi eccellenti, dettaglio spesso sottovalutato), o semplicemente mantenendo il formato originale, con varie opzioni per distribuire la cornice. I giochi dedicati a Dungeons & Dragons visivamente si perdono spesso nel mare della banalità, con una veste grafica anonima, subordinata alla libertà di personalizzazione lasciata all'utente: anche in questo caso Capcom aggira il problema, proponendo una sua forte, potente chiave interpretativa (una delle più incisive tra quelle legate al marchio), guarda caso inserendo dei personaggi sì diversi, ma già ben delineati. Le botte fantasy

Tra spade e magie

Ci sono quindi varie classi, com'è lecito aspettarsi da un gioco basato su Dungeons & Dragons, ma sono legate a uno specifico personaggio: tra i maghi, ad esempio, non si può selezionare la razza. No, c'è solo il mago proposto da Capcom, la ladra, il nano e l'elfa (strega) già preimpostata. Il tutto a vantaggio della caratterizzazione, ovviamente. Il gioco è un beat'em up tradizionale, con gli stage da attraversare da sinistra a destra (piuttosto corti, effettivamente), orde di nemici e boss di fine livello, con varie spruzzate di RPG: tanti oggetti da raccogliere, magie e armi secondarie. Le botte fantasy Un po' fastidioso il fatto che si usi lo stesso pulsante per attaccare e prelevare gli oggetti, per il resto il sistema di controllo è perfetto, per immediatezza e complessità: l'attacco base è declinabile in vari modi, sia premendo il tasto ripetutamente che in contemporanea alla croce direzionale (c'è anche la mezza luna in stile Street Fighter), l'oggetto secondario si sceglie con un pulsante e si usa con quello accanto, così da ottimizzare i tempi, e comprende incantesimi, pozioni, armi e scudo. Già, lo scudo ci conduce direttamente al problema principale di quest'opera: la difesa è realizzata egregiamente, reattiva come il resto, ed è prerogativa dei combattenti, molto più abili a non farsi colpire rispetto ai maghi. Ma, se già nel gioco originale il difetto più evidente era lo sbilanciamento a favore dei personaggi magici (non solo per il danno inferto, ma anche per la stasi che accompagna la preparazione dell'incantesimo), il tutto viene esacerbato dalle vite infinite concesse in questa versione casalinga. Se si punta semplicemente a finire il gioco, basta riselezionare il mago dopo ogni morte e riutilizzare l'intero roster di incantesimi, fregandosene pure dei pattern dei nemici: un approccio esecrabile che dilania l'anima del gioco, e che nessuno dovrebbe intraprendere, ma che è tutelato dal titolo, e quindi va segnalato. Indubbiamente si tratta della falla più grande del prodotto. Il gioco come prevedibile dà il massimo in multiplayer, modalità che contempla fino a quattro utenti, anche online: pleonastico aggiungere che, nonostante non ci siano difficoltà tecniche, da questo punto di vista la versione Wii U è la meno indicata. Trovare compagni in rete è, per ora, ardua impresa. Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara - Il trailer della versione Wii U Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara - Il trailer della versione Wii U

Nel complesso, il giudizio non può che essere positivo. Iron Galaxy ha attualizzato brillantemente delle opere tuttora interessanti, aggiungendo agli originali tanti contenuti nascosti, varie opzioni e il multiplayer online, e presentando al contempo una grafica capace di preservare la propria bellezza anche in HD. Purtroppo le vite infinite si infrangono con l'anima stessa del gioco: almeno in questo campo, alterare l'arcade sarebbe stato lodevole. Dovesse costituire un problema, segnaliamo l'assenza dell'italiano tra le lingue disponibili.

Alessandro Bacchetta

Pro

  • Uno dei migliori beat'em up mai creati
  • Graficamente raffinato, oggi come allora
  • Buon remake, online compreso...

Contro

  • ... ma su Wii U si trovano pochi compagni
  • I maghi sono più forti dei guerrieri...
  • ... e le vite infinite evidenziano il problema