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Redazione

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FlowerDillo con un fiore 37

Il catalogo di PS4 e PSVita si espande con il gioco che nel 2009 ha lanciato Thatgamecompany

Dillo con un fiore Allestire la line up di lancio di una nuova console non è certamente facile, e ancora di meno è fare in modo che nella lista dei giochi disponibili in day one ci sia almeno un prodotto di grandissimo richiamo e qualità, un system seller capace di spingere i consumatori a comprare il nuovo hardware specificatamente per giocare proprio "quel" titolo. Pur con diversi nomi di valore medio alto, i lanci di Xbox One e PlayStation 4 sono stati entrambi privi del blockbuster di cui sopra, lasciando a trainare le vendite soprattutto il semplice desiderio di next gen arrivato oramai ai massimi livelli. In un quadro del genere, quanto può essere effettivamente interessante per la stessa utenza trovare all'interno del catalogo della nuova console Sony un gioco già uscito sul PSN di PlayStation 3 a inizio 2009?

Flower è un non-videogioco unico e indimenticabile, che merita di essere provato

Tutto in un'ora

La domanda è fin troppo legata ai gusti personali per poter dare una semplice risposta; ciò che è certo, è che Flower di Thatgamecompany (quelli di Flow e Journey) è stata in assoluto una delle esclusive più interessanti apparse nel negozio online di PlayStation 3, ragion per cui trovarla anche sulla nuova arrivata della casa nipponica non può che far piacere. Dillo con un fiore Soprattutto se, grazie ad una corretta e intelligente scelta di marketing, il titolo è stato offerto per il download gratuito a chiunque lo avesse già acquistato nella sua prima uscita, includendo nell'offerta cross-buy anche l'edizione per PlayStation Vita: una singola spesa per avere a disposizione tre versioni quindi, ovviamente con la facoltà di sfruttare un unico salvataggio comune grazie alla apposita opzione del PlayStation Plus. Dovendolo comprare per la prima volta invece, il prezzo rimane di 7,99€. Descrivere Flower è eccezionalmente semplice e complicato allo stesso tempo: il concept è infatti a dir poco basico, così come il gameplay. La longevità complessiva poi è molto scarsa, al punto che basta un'ora o poco più per arrivare a vedere i credits finali. Come può quindi un prodotto con questi contenuti ottenere una valutazione tanto positiva? Il motivo è che l'intensità e la bellezza di quella misera ora, ciò che essa lascerà nel cuore e nei ricordi dei giocatori abbastanza sensibili per apprezzarla, è tale da giustificare perlomeno ogni centesimo speso. Il tema su cui si fonda il progetto è quello ecologista, col dito puntato verso la scellerata opera dell'uomo che, incurante del rispetto della natura, con i palazzi e costruzioni della città rende tutto grigio, scialbo, triste. Il giocatore riveste invece il ruolo proprio di quella natura così offesa e oltraggiata, che trova però la maniera di ribadire la propria forza proprio contro il ferro e il cemento; nello specifico, il dual shock consente tramite la sua inclinazione di gestire la direzione del vento, da sempre metafora del rinnovamento, che con la sua delicata energia sospinge dei petali. Prima pochissimi, poi sempre di più, fino a generare una autentica scia di colori e (probabilmente) profumi che restituiscono la vita al loro passaggio. Giocare a Flower vuol dire quindi astrarsi dalle dinamiche e dalle logiche dei videogiochi "commerciali" e accettare di prendere parte a un viaggio sensoriale, in cui occhi e orecchie godono del continuo e straordinario spettacolo offerto dagli artisti di Thatgamecompany. Dillo con un fiore Non ci sono menu, indicatori, nemici nè sovrastrutture, niente di tutto questo: tutto ciò che bisogna fare è "volare" all'interno delle ambientazioni facendo sbocciare fiori al proprio passaggio, portando vita, luce, vento, rinascita all'interno di 6 livelli (più uno finale legato ai credits), ognuno associato a un differente fiore posto su un anonimo davanzale. L'esperienza zen di Flower è quindi essenzialmente un viaggio, in cui il valore del divertimento in quanto tale assume un senso meno preciso e definibile, soppiantato dalla traccia emotiva lasciata durante il percorso. Ovviamente in tutto questo assume enorme importanza anche l'accompagnamento audio, composto da una eccezionale colonna sonora dinamica ad opera di Vincent Diamante: ogni azione, ogni fiore sbocciato aggiunge un accordo, una nota, dando vita ad una melodia che diventa elemento imprescindibile all'interno del pacchetto. Per quanto riguarda il passaggio su PlayStation 4, non si segnalano aggiunge contenutistiche quando piuttosto raffinamenti tecnici, che all'atto pratico si traducono in un'immagine a 1080p e 60 frame al secondo in grado di esprimere in maniera ancora migliore e più convincente il valore dell'opera di Thatgamecompany. Su PlayStation Vita invece il ridimensionamento in tal senso è inevitabile, seppur non nella misura tale da intaccare il piacere dell'esperienza; tra l'altro sul portatile di Sony viene offerta la possibilità di scegliere tra due sistemi di controllo, con uno basato sul sensore di movimento e l'altro - meno efficace - sul touch screen.

A quasi 5 anni dall'esordio su PS3, Flower raggiunge anche PlayStation 4 e PlayStation Vita confermando i valori assoluti ed eccezionali dell'opera che ha sancito la consacrazione di Thatgamecompany, prima del meritato successo di Journey. Flower è un'esperienza audiovisiva che si allontana decisamente dalle regole classiche dei videogiochi commerciali, proponendo invece un approccio zen ecologista più contemplativo che realmente attivo che difficilmente può incontrare i gusti di chiunque. Chi però ritiene di avere la sensibilità e l'interesse verso questo tipo di opere, potrà senza dubbio trovare in Flower un viaggio destinato a ed essere ricordato a lungo.

Andrea Palmisano

Pro

  • Un'esperienza unica e poetica
  • Componente audiovisiva eccellente anche dopo 5 anni
  • Formula cross-buy pienamente promossa

Contro

  • Nessun nuovo contenuto
  • Troppo breve