Blood KnightsSucchiasangue a tradimento 

Un cacciatore di vampiri e una vampira sono l'insolita coppia protagonista dell'action RPG di Deck 13

Abbiamo completato Blood Knights in circa tre ore e mezza, nel corso di un'unica sessione di gioco, senza incontrare grosse difficoltà al livello di sfida normale. Diciamo subito che l'action RPG sviluppato dal team tedesco Deck 13, palesemente ispirato a God of War (con un pizzico di Castlevania: Lords of Shadow per quanto riguarda il design "forestale" di alcune location), unisce pregi e (grossi) difetti in un mix tutto sommato piacevole e digeribile, specie considerando il prezzo di vendita al pubblico. Succhiasangue a tradimento Cominciamo dall'incipit, che purtroppo rientra nella categoria delle cose fatte meno bene: è in corso una guerra fra Crociati e vampiri, e durante una missione ad alto rischio il comandante Jeremy viene "infettato" da un nemico e trasformato in una delle creature a cui ha sempre dato la caccia. I suoi (ormai ex) compagni prendono la cosa con filosofia e comprensione, infatti lo legano mani e piedi e lo buttano in un dirupo insieme ad Alysa, una vampira che a quanto pare è legata in qualche modo a Jeremy, anche se purtroppo non ci viene spiegato granché bene il perché. Vi basti sapere che nel gioco è possibile controllare l'uno o l'altro personaggio, effettuando un passaggio istantaneo tramite la pressione del tasto Triangolo, oppure entrambi in modalità multiplayer cooperativa (peraltro di tipo "drop in, drop out"). Risvegliatisi in fondo a una valle, ancora vivi (cioè, in teoria vivi non sono, trattandosi di vampiri), Jeremy si mette in cammino con Alysa per portare a termine la sua missione originale, ovvero fare in modo che un oggetto magico dallo straordinario potere non finisca nelle mani sbagliate.

Quadrato, quadrato, triang... ah, no

Le scelte fatte dai ragazzi di Deck 13 per quanto concerne il sistema di controllo appaiono a volte un po' strane, vedi ad esempio l'unica combo disponibile per Jeremy, che si effettua premendo ripetutamente il solo tasto Quadrato, mentre agendo sui dorsali primari è possibile sferrare un unico colpo potente oppure un attacco rotante. Tutte le manovre più efficaci richiedono un periodo di cool down, come spesso accade negli action RPG, e rientra in tale interpretazione anche il cambio di personaggio. Succhiasangue a tradimento Abbiamo molto apprezzato le marcate differenze fra l'ex comandante dei Crociati e la sua alleata succhiasangue, con quest'ultima che dispone di un repertorio e di un approccio differenti, visto che procede scagliando frecce dalle sue due balestre come se fosse la protagonista di un "twin analog shooter". È però anche vero che questa duplice classificazione, "ranged" e "tank" diciamo, viene adottata anche dagli avversari con risultati talvolta davvero brutti da vedere, ad esempio l'arciere che non si difende in alcun modo nei corpo a corpo, oppure il gruppo di nemici che stanno fermi a beccarsi le frecce in lontananza senza neppure reagire se non ci avviciniamo più di tanto. Sono gli inevitabili effetti collaterali di una produzione a budget limitato, anche se il difetto che più si nota giocando con Blood Knights è la mancanza di una efficace valorizzazione degli impatti, che in un prodotto di questo tipo si fa sentire non poco. Ciò significa che Jeremy può menare come un fabbro, e certamente lo fa, ma delle sue combo all'utente rimane ben poco: non viene restituita quella sensazione di impatto che invece rappresenta il punto di forza di titoli come i già citati God of War e Castlevania: Lords of Shadow, ottenuta anche a colpi di bullet time e brevi "rallentamenti". La qualità dell'esperienza ne risente parecchio.

Blood Knights è un action RPG a tratti piacevole, ma con un bel po' di problemi legati al gameplay

Trofei PlayStation 3

I dodici trofei contenuti in Blood Knights si ottengono uccidendo un determinato numero di nemici, raccogliendo tutte le monete di sangue nascoste negli scenari e completando la campagna. Parte dei trofei è legata inoltre alle scelte che effettuiamo durante i dialoghi, e che possono spostare l'equilibrio del nostro personaggio verso la sua natura umana o verso quella vampiresca.

Guarda tutti i trofei

Ehi tu, porco, toglile le mani di dosso

Abbiamo accennato in apertura a un'introduzione non proprio approfondita per i protagonisti del gioco, ma proseguendo con l'avventura appare chiaro che il problema riguarda un po' tutta la trama, che insieme alla direzione danno un senso di grossa approssimazione. Succhiasangue a tradimento Gli elementi di fondo sono triti e ritriti, ma si poteva certamente raccontare meglio una storia che, alla fine dei conti, risulta meno banale di quanto non appaia inizialmente. Ci sono anche alcune idee interessanti, vedi la comparsa dell'esoscheletro di legno (che in un livello potremo anche controllare, giusto per mischiare un po' le carte), ma in generale lo storytelling è di bassa qualità e non aiuta il fatto che i dialoghi vengano raccontati con l'engine di gioco, facendo sfoggio di modelli poligonali che dalla distanza sembravano decisamente migliori e set di animazioni "old gen". Sarebbe stato probabilmente il caso di assoldare un illustratore e realizzare gli scambi di battute "alla giapponese", anche perché alcune soluzioni di design appaiono un bel po' pacchiane, vedi l'abbigliamento di Alysa, nonché quello di alcune vampire che affronteremo nel corso della campagna. Succhiasangue a tradimento Lungo il cammino, che ha una connotazione lineare (anche se la mappa vorrebbe farci credere il contrario), troveremo un bel po' di checkpoint a prova di frustrazione, nel senso che sono molto frequenti, nonché un mercante dove acquistare armi più potenti e vendere l'equipaggiamento che non ci serve più. Questo aspetto del gioco è purtroppo uno di quelli realizzati peggio in termini di interfaccia, ed è un peccato perché sarebbe bastato davvero poco per fare di meglio. Spendiamo qualche parola, infine, per il comparto tecnico, che si muove fra alti e bassi: ci sono stage belli da vedere, con un buon dettaglio e un buon design, mentre altri danno inevitabilmente una sensazione di "sporco" e di scarsa definizione. Affrontare piccole sezioni platform in tali frangenti è un po' una pena, per fortuna non si è puntato molto su tali elementi. Segnaliamo inoltre la presenza di cali piuttosto marcati nel frame rate durante le situazioni più affollate, con molti nemici sullo schermo. Bocciatura totale invece per i dialoghi in inglese, recitati davvero male, con scarsa convinzione, capaci di dare il colpo di grazia a una trama che già di per sé non brilla, mentre quantomeno le musiche ci provano a caricare un po' l'atmosfera.

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6.0

Redazione

6.4

Lettori (5)

Per un piccolo team di sviluppo è molto difficile confrontarsi con produzioni che possono contare su budget enormemente superiori, tuttavia nel caso di Blood Knights il problema è differente e sarebbe stato possibile migliorare di molto la qualità dell'esperienza adottando alcuni accorgimenti. La campagna alla fine dei conti non dura pochissimo rispetto al prezzo di vendita, il problema è che al livello normale è troppo facile (siamo morti qualche volta solo durante le fasi finali) e ci sono troppi checkpoint. Ma soprattutto non si è riusciti a rendere i combattimenti interessanti, visto che manca quasi del tutto la fondamentale sensazione di impatto, ovvero quel fattore che fa la differenza fra un action game divertente e uno che non lo è. In presenza di un combat system migliore avremmo potuto chiudere un occhio sulle altre mancanze, peccato.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Si lascia giocare in modo piacevole
  • Bella la differenziazione dei due personaggi
  • Tanti oggetti e armi da raccogliere o acquistare...

Contro

  • ...ma l'interfaccia per la loro gestione lascia a desiderare
  • Ai combattimenti manca un'appropriata sensazione di impatto
  • La realizzazione tecnica ha pochi alti e molti bassi