6.5

Redazione

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Godfire: Rise of PrometheusPrometeo e Contrometeo 17

Vivid Games raccoglie la difficile sfida di realizzare un God of War per dispositivi mobile

Difficilmente lo sviluppo di un titolo mobile riesce a godere di una visibilità equiparabile a quella di un prodotto realizzato per piattaforme di gioco classiche, ma non è questo il caso di Godfire: nei mesi precedenti alla sua uscita, il lavoro di Vivid Games è riuscito a stimolare un notevole tasso di aspettativa (specie se confrontato con la media della categoria), per merito soprattutto di una veste grafica che prometteva faville, forte di un profondo sfruttamento dell'Unreal Engine. Ora che il gioco è finalmente disponibile su App Store, è venuto il momento di valutare se Godfire è bello anche da giocare oltre che da vedere...
Godfire: Rise of Prometheus - Trailer cinematico E3 2014 Godfire: Rise of Prometheus - Trailer cinematico E3 2014

Fuoco uccidi con me

E' evidente sin dal principio l'ambizione di Vivid Games di voler offrire al pubblico mobile un'esperienza equiparabile a quella per console casalinghe, a partire da uno scenario che senza troppe remore va a pescare nell'ambito della mitologia greca, proprio come God of War: stavolta il protagonista non è però un guerriero spartano, bensì il ribelle Prometeo, da sempre protagonista di storie che lo vedono contrapposto alle divinità. Qui la musica non cambia, anche se bisogna dire che la trama viene liquidata in maniera abbastanza sbrigativa e pasticciata, peraltro penalizzando fortemente tutti coloro che non hanno dimestichezza con l'inglese, dato che gli sviluppatori sembrano essersi dimenticati di aggiungere i sottotitoli a dialoghi rigorosamente non localizzati in italiano. Prometeo e Contrometeo Nulla di troppo grave per un action game che di sicuro non punta sull'intreccio dello storyline, ma si tratta comunque della prima di una lunga serie di ingenuità che finiscono inevitabilmente per gravare sulla qualità globale di Godfire. Sotto il profilo del gameplay, il gioco si suddivide fondamentalmente in due fasi ben distinte, una riservata all'esplorazione e l'altra al combattimento. Nella prima si comanda Prometeo muovendolo tramite uno stick analogico virtuale, con l'unico scopo di proseguire nel livello, risolvere qualche puzzle ed aprire i forzieri che si trovano lungo la strada; nella seconda lo schermo viene occupato esclusivamente da tasti relativi allo scontro in atto (colpo leggero e pesante, parate e schivata), liberando l'utente dall'obbligo di spostare il protagonista durante la battaglia. Una soluzione che, se da una parte semplifica al massimo le cose rendendo Godfire fruibile al meglio su un touch screen, dall'altra lo rende inevitabilmente molto limitato. L'esplorazione diventa dunque ben presto un noioso riempitivo tra i vari combattimenti, i quali invece soffrono di serie problematiche legate proprio all'impossibilità di muoversi a piacimento: non si può decidere da che parte schivare, né quale attacco parare, né tanto meno quale nemico affrontare, tutti aspetti che diventano particolarmente seccanti quando ci si trova accerchiati da più avversari, ovvero nella stragrande maggioranza delle occasioni.

Godfire è l'ennesima testimonianza che una bella grafica non basta a fare un grande titolo

Bello senz'anima

In aggiunta a tutto ciò, il prodotto Vivid Games soffre di una forte ripetitività che si manifesta fin dai primi livelli di gioco, sottolineata da un design degli stage che non fa propriamente del suo meglio per arginare il problema. Ci sono poche combo da effettuare ed i nemici sono sempre uguali tra loro, incapaci peraltro di costituire una vera sfida (perlomeno al normale livello di difficoltà), anche quando si parla dei boss: questi ricorrono tutti ad un primitivo schema di comportamento, con l'utente che non deve far altro che schivare i loro attacchi per poi affondare quando sono momentaneamente storditi. Prometeo e Contrometeo Di fatto, Godfire mantiene le promesse quasi esclusivamente sotto il profilo estetico, mettendo in mostra una cosmesi effettivamente impressionante per gli standard mobile: le ambientazioni alternano momenti particolarmente riusciti ad altri un po' meno ispirati, mentre invece i modelli poligonali dei personaggi stupiscono per solidità, livello di dettaglio e qualità delle animazioni, compresi i boss che spesso raggiungono dimensioni davvero ragguardevoli. Convincente anche la direzione artistica del titolo, con un'interpretazione "fusion" della mitologia greca che mette insieme elementi classici con influenze tecnologiche, vedi ad esempio il carro di Elio che qui viene raffigurato come una sorta di astronave. E' davvero un peccato che tutto il resto si riduca ad un action game davvero troppo ingenuo per lasciare il segno: vanno letti in questo senso aspetti negativi come un'eccessiva inerzia dei movimenti del protagonista, che impedisce di eseguire un'azione prima che venga completata del tutto l'animazione relativa a quella precedente (con effetti immediatamente comprensibili quando si vuol provare a bloccare un attacco di un avversario alle nostre spalle mentre stiamo colpendo quello di fronte), o ancora una gestione davvero superficiale dei puzzle - talmente semplici da sembrare quasi un insulto all'intelligenza degli utenti - e degli immancabili quick time events, con un unico tasto virtuale che appare sempre nella stessa posizione, vanificando il richiamo ai riflessi che dovrebbe essere il vero scopo di tale strumento videoludico.

Inevitabile parlare di occasione mancata con Godfire, soprattutto alla luce dell'hype che si era creata nelle settimane passate attorno al titolo: se si esclude un comparto tecnico di assoluta eccellenza, l'opera di Vivid Games non soddisfa le aspettative sotto il profilo del gameplay, mettendo sul piatto un'offerta troppo limitata e ripetitiva, afflitta peraltro da una serie di ingenuità strutturali molto difficili da digerire. Nessuno si aspettava da Godfire una ventata di originalità, né tanto meno si poteva credere seriamente che potesse competere con gli action game disponibili per console: tuttavia, era lecito aspettarsi qualcosa di più di una bellissima scatola vuota quale effetti è il titolo Vivid Games.

Fabio Palmisano

Pro

  • Graficamente strepitoso
  • I contenuti non mancano
  • Sistema di controllo molto pratico...

Contro

  • ...ma anche tremendamente limitato
  • Gameplay banale e pieno di ingenuità
  • Piuttosto ripetitivo e privo di mordente