Dino Hunter: Deadly ShoresSulle orme di Steven Spielberg 

Dopo alcune simulazioni convenzionali, Glu ci mette nei panni di un cacciatore di... dinosauri

Il Gioco Gratis della Settimana è l'appuntamento di Multiplayer.it che, ogni sabato, mette sotto i riflettori un'app per iPhone scaricabile a costo zero. Non necessariamente titoli nuovi né di etichette di primo piano ma piuttosto, semplicemente, prodotti che meritano di essere presi in considerazione. A maggior ragione se non si deve sborsare nemmeno un centesimo.

Il tema dei dinosauri esercita da sempre una grande attrattiva per i videogiocatori, sebbene non siano poi così numerosi i giochi che ci proiettano in uno scenario in cui il nemico è costituito appunto da enormi rettili affamati. È tuttavia indubbio che quelle lucertolone troppo cresciute, che tantissime persone hanno imparato a conoscere anche grazie ai film della serie Jurassic Park, si pongano come le vittime ideali per una simulazione di caccia, molto più di un cervo mite e fondamentalmente inoffensivo. Sulle orme di Steven Spielberg Ecco dunque che gli sviluppatori di Glu hanno pensato di prendere l'ultimo episodio della serie Deer Hunter, uscito lo scorso anno, e clonarne la struttura e il gameplay per trasformarlo in qualcosa di diverso, appunto Dino Hunter: Deadly Shores. L'esperienza parte da differenti scenari, tutti da sbloccare, che propongono una gran quantità di brevi missioni basate sull'eliminazione di velociraptor, stegosauri, tirannosauri e di svariate altre specie di dinosauri, tutte riprodotte sullo schermo in modo convincente e dettagliato, facendo riferimento ai canoni classici (gli stessi utilizzati da Steven Spielberg per i suoi film) e collocandoli in ambientazioni di discreta fattura, che possano in qualche modo riprodurre quelli che erano i paesaggi della preistoria. Per accedere a una nuova zona è necessario completare uno speciale torneo a tappe in cui dovremo eliminare differenti bersagli man mano più coriacei, procedendo contestualmente al potenziamento delle armi in nostro possesso. Un'operazione che nel già citato Deer Hunter 2014 avveniva in modo molto "pilotato" e toglieva dunque buona parte del divertimento, e che purtroppo in questo nuovo titolo soffre delle medesime restrizioni, se non di più. Nelle missioni standard è infatti possibile fregarsene dei suggerimenti del sistema e dunque tentare la battuta di caccia anche se il nostro fucile di precisione non monta l'ultimo upgrade in termini di potenza, stabilità o precisione, ma nei tornei tali aggiornamenti diventano obbligatori e finiscono per smorzare il grosso della sfida.

Andiamo a caccia di dinosauri, sperando di non finire su Facebook anche noi!

Letale e silenzioso

Per quanto riguarda i meccanismi che regolano il gameplay, come detto le similitudini fra Dino Hunter: Deadly Shores e il suo predecessore "convenzionale" sono molteplici: ci si piazza nel mezzo del paesaggio, si individua la preda di turno, si attiva il mirino e poi si apre il fuoco. In alcuni casi bisogna mettere a segno dei colpi mirati agli organi interni, il che implica l'uso degli infrarossi; in altri una o più delle nostre prede ci individueranno e cercheranno di attaccarci, il che porterà a una difesa all'ultimo secondo nella gloria del bullet time. Sulle orme di Steven Spielberg Tutte situazioni che il gioco gestisce agevolmente, in modo perfettamente collaudato, com'è normale che sia per un prodotto che nasce appunto come un clone, spin-off di un franchise relativamente radicato. Di buono c'è che alcune delle limitazioni del modello freemium, che in Deer Hunter 2014 riguardavano l'uso degli infrarossi, sono state eliminate in favore di un'impostazione piuttosto permissiva, che al di là dei tradizionali "punti azione" non pone particolari vincoli all'esperienza e ci consente dunque di affrontare un bel po' di missioni e passare da una zona all'altra in modo libero, senza dover necessariamente effettuare degli in-app purchase. La precisione dei controlli touch e l'ottima grafica, per quanto poco attenta ai particolari (vedi la resa dell'acqua, troppo statica), sono tutti fattori che contribuiscono a disegnare il quadro di un gioco di caccia di grande qualità, ed è dunque un peccato che il potenziale di Dino Hunter: Deadly Shores rimanga per lo più inespresso a causa di una progressione troppo lineare e "pilotata", che non lascia libero l'utente di tentare la fortuna e confrontarsi con situazioni caratterizzate da un grado di difficoltà superiore alla media.

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7.0

Redazione

4.4

Lettori (2)

Dino Hunter: Deadly Shores riprende in modo pressoché esatto il gameplay e la struttura di Deer Hunter 2014, cambiando i cervi con i dinosauri ed effettuando, chiaramente, un'opera di restyling tutt'altro che approssimativa in tal senso, anzi votata a un resa dettagliata e spettacolare degli enormi rettili preistorici. Il sistema delle missioni non è cambiato e offre dunque una gran quantità di stage, seppure l'azione sia destinata a ripetersi in modo abbastanza evidente. Il problema del gioco, quello che gli impedisce di imporsi davvero, è però la mancanza di un certo grado di libertà per quanto concerne la gestione dei potenziamenti, un po' troppo "pilotata" a discapito della sfida.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Tante missioni, tanti dinosauri
  • Controlli precisi e reattivi
  • Grafica molto ben fatta

Contro

  • Potenziamenti vincolati, la sfida ne risente
  • Azione discretamente ripetitiva
  • Gameplay e struttura identici a quelli di Deer Hunter 2014