The Golf ClubUn golf club aperto a tutti 

HB Studios si affaccia sul panorama videoludico con una simulazione di golf piuttosto classica

Con la pausa decisa da Electronic Arts per la sua serie di simulazioni di golf, Tiger Woods, il campo è rimasto libero per giochi di questa tipologia, consentendo dunque anche a produzioni che non possono contare sui fantastiliardi e le licenze imponenti di presentarsi sul mercato ed ottenere una certa visibilità, tanto più in un momento di transizione generazionale come questo. Praticamente un assist fornito dalla major a titoli indipendenti o quasi per poter mostrarsi in un'insperata vetrina vuota, prima dell'inevitabile ritorno del Tiger ufficiale. Ecco dunque che The Golf Club potrebbe giocarsi le sue carte seriamente, arrivando sul mercato praticamente senza concorrenti (a parte il semi-arcade Powerstar Golf) e occupando da solo la nicchia delle simulazioni di golf di stampo più classico. Un golf club aperto a tutti Tuttavia, The Golf Club dimostra di essere anche un progetto spinto da una genuina voglia di apportare qualcosa di caratteristico al panorama, invero alquanto limitato, degli sportivi di questa disciplina, e lo dimostra con i suoi elementi salienti, ovvero il sistema di controllo, il generoso editor di tracciati e la condivisione multiplayer. Non potendo contare sui nomi originali e sui brand famosi e costosi, The Golf Club fa leva sullo spirito di iniziativa dei giocatori, mettendo loro in mano un interessante strumento creativo e sperando in questo modo di cementare una community di golfisti digitali in grado di plasmare le proprie esperienze di gioco, in una sorta di risposta golfistica a giochi come TrackMania, fatte le dovute proporzioni in termini di pubblico potenziale. Una sfida interessante, ma superata con successo? Lo slancio di HB Studios è encomiabile ma non si può prescindere da diverse magagne che affliggono la realizzazione generale e che vanno ad influire sulla fruibilità del gioco, anche se la percezione di queste può variare in base a quanto si è disposti a farsi prendere dalla magia del golf virtuale. Una cosa è certa: chi ha voglia di una simulazione di golf su console next-gen al momento ha a disposizione una sola scelta, e per fortuna si tratta di una scelta che ha diversi lati positivi, sebbene anche ampi margini di miglioramento. Poteva andare davvero molto peggio. Un golf club aperto a tutti

Questione di tatto

The Golf Club ci lancia in mezzo ai verdi campi con una semplicità veramente d'altri tempi e dopo una schermata di selezione per la modalità di gioco ci ritroviamo subito a tu per tu con la mazza e la pallina. Abituati ormai ai lunghi e invadenti tutorial e alle interfacce ultra-esplicative, il fatto di iniziare subito semplicemente con un circuito breve e senza la minima spiegazione di cosa effettivamente fare può lasciare spiazzati. Ci si trova - pensate - addirittura costretti a consultare le istruzioni per capire con maggiore precisione come affrontare il primo swing, conoscere l'utilità e il funzionamento degli effetti e delle inquadrature aggiuntive e orientarsi al meglio con il sistema di controllo. Può sembrare paradossale ma in particolare su console si tratta in effetti di una cosa d'altri tempi, che mette subito questo titolo sotto una luce particolare, piuttosto positiva per tutti coloro che cercano un po' di distacco dagli script e dai tutorial. Un golf club aperto a tutti C'è insomma da fare pratica per riuscire ad ottenere buoni risultati, e questo partire già dai primi tracciati, perché il sistema di controllo è basato interamente sulla sensibilità del giocatore sullo stick destro (oltre ovviamente all'applicazione dei classici modificatori ad effetto) senza l'ausilio di barre o livelli di riferimento. Allo stesso modo assenti anche le classiche ed esplicite proiezioni delle traiettorie, eliminate in favore di un semplice cerchio ad indicare la zona verso cui sta puntando il giocatore, ovviamente al netto di vento ed elementi di disturbo vari. Si tratta di capire il ritmo e i tempi dello swing, oltre all'effetto applicabile al momento del colpo in base alla traiettoria tracciata dallo stick nel suo andare indietro e avanti, cosa che richiede una certa dedizione e sensibilità perché il movimento al momento del colpo diventa fondamentale in ogni minima variazione. Qualcosa di simile rispetto a quanto visto anche in Tiger Woods, ma in questo caso molto più sensibile e impegnativo, che va a spostare verso l'alto il tasso di difficoltà generale e la curva d'apprendimento. Non c'è dunque da stupirsi se alle prime armi qualsiasi tour possa sembrare alquanto selettivo, si tratta semplicemente di prendere confidenza con il sistema di controllo e con gli strumenti messi a disposizione dal gioco, come le diverse inquadrature e opzioni da selezionare come ferro ed effetti da impostare.

Tiger Woods lascia il posto a The Golf Club: la next-gen raggiunge anche i campi da golf?

Minecraft golfistico

Le modalità di gioco non si discostano dall'esperienza nuda e cruda del semplice golf, con la possibilità di affrontare le buche singolarmente, in itinerari o all'interno di tour e tornei, tutto ovviamente privo di licenze e riferimenti ufficiali così come manca una sorta di "carriera" nel senso classico, al di là della possibilità di creare un personaggio e tenere traccia di tutti i suoi risultati e successi. Un'offerta decisamente stringata rispetto a quanto siamo abituati a trovare negli sportivi tripla A di questi termini ma comunque sufficiente a ricreare la pura e semplice esperienza del golf, in solitaria o multiplayer. Un golf club aperto a tutti Il mondo di gioco è peraltro interamente interconnesso, cosa che consente di giocare in multiplayer organizzando partite o partecipando a sessioni in corso oppure di confrontarsi continuamente con altri giocatori visualizzati come "fantasmi" sul campo di gioco, semplicemente come segnaposti e traiettorie intorno a noi, una scelta anche in questo caso semplice dal punto di vista della realizzazione tecnica ma piuttosto efficace nell'arricchire il senso di sfida generale. Tuttavia, l'opzione che caratterizza in maniera sostanziale tutto il gioco è il possente editor interno, chiamato "Greg Norman Course Designer", che consente di agire su una grande quantità di variabili ed elementi in modo da creare nuove buche e tracciati agendo più o meno minuziosamente su tutti gli aspetti dello scenario. Si parte dalla selezione dell'ambientazione tra le cinque disponibili (alpino, desertico, costiero e campagnolo) e poi si procede ad una caratterizzazione progressiva dei campi, attraverso diversi gradi di personalizzazione. All'inizio si tratta di impostare la quantità di elementi di scenario principali (alberi, acqua, rilievi) sulla base di parametri percentuali, con la distribuzione di questi che viene calcolata dalla CPU, ma una volta costruiti i tracciati, su base procedurale, è possibile andare a modificare ogni buca con una grande quantità di opzioni ed elementi aggiuntivi, andando dunque a disegnare più o meno precisamente ogni tracciato. Le potenzialità sono chiaramente infinite, ed è probabile che i "costruttori" più volenterosi possano spingersi a ricreare campi reali o costruire buche quanto più strane o spettacolari possibile. I risultati vengono poi messi in condivisione con la comunità, che può assegnare ad ogni itinerario un punteggio, in modo da creare anche una selezione qualitativa dal basso per quanto riguarda le creazioni degli utenti.

Obiettivi Xbox One

The golf Club contiene 24 obiettivi sbloccabili per un totale di 1000 punti. Vista la natura del gioco, tutti gli achievement sono legati a particolari performance da raggiungere sul campo da golf, sia in sessioni singole che cumulativamente, attraverso varie partite. Molti si ottengono in maniera piuttosto naturale se si gioca con continuità ma diversi richiedono dei veri e propri colpi da maestro.

Relax o esaurimento?

Il problema principale di The Golf Club è probabilmente la realizzazione tecnica, che mette in evidenza una mancanza di ottimizzazione sia per quanto riguarda la grafica che alcuni aspetti strutturali del gioco. Ogni azione, in particolare per quanto riguarda la navigazione tra i menù, è caratterizzata da un input lag percettibile, che in certi casi diventa snervante, in particolare all'interno del complesso editor, nel quale è peraltro necessario ricorrere a numerose opzioni e sotto-menù che gravano ulteriormente sulla situazione. La creazione procedurale degli scenari è sicuramente un'operazione dispendiosa per il processore, ma la relativa semplicità del comparto grafico avrebbe dovuto controbilanciare questa pesantezza nella gestione dei menù. Certo lo sport in questione si presta ad un andamento cadenzato e contemplativo, ma il nervosismo può prendere spesso il sopravvento quando l'input lag diventa così sistematico. Un golf club aperto a tutti Dall'altra parte troviamo l'impalcatura grafica di The Golf Club, altro aspetto che sicuramente lo caratterizza come produzione non di altissimo profilo, andandosi probabilmente a piazzare nella media delle ultime produzioni golfistiche per la generazione di console precedente, senza evidenti passi avanti. È emersa peraltro, anche in questo caso, la questione sulle risoluzioni differenti tra Xbox One e PlayStation 4, ma francamente questo punto sembra essere l'ultimo dei problemi tecnici che affliggono il gioco, per il quale si può dire con certezza che HB Studios non abbia proprio sfruttato a fondo il potenziale messo a disposizione dalla next-gen con il motore Unity. Nelle panoramiche veloci appaiono inoltre evidenti problemi che si vorrebbe vedere ormai superati come clipping e pop-up di elementi poligonali francamente non giustificabili dalla mole grafica, vista la relativa semplicità di modelli e ambientazioni. Il colpo d'occhio tuttavia resta piacevole ed è questa una cosa positiva in un gioco piuttosto statico, mentre in movimento il motore grafico rivela i suoi limiti alquanto evidenti, ma su cui si può passare sopra. L'elemento invece fortemente positivo, e fondamentale per il gameplay, è la gestione della fisica applicata alla pallina, che risponde in maniera convincente sia nelle fasi aeree che a terra, in base alla diversa conformazione del terreno. Da questo punto di vista il lavoro effettuato dal team appare ottimo, con influenze positive anche in termini di gameplay.

Clicca per votare!
6.8

Redazione

5.5

Lettori (6)

Come simulazione di golf "alternativa" (nonostante sia in effetti l'unica disponibile attualmente su next-gen) The Golf Club riesce ad introdurre qualcosa di nuovo e particolare nell'ambito soprattutto grazie al suo possente editor. La meccanica di gioco funziona bene, con un sistema di controllo non facile da imparare ma ben studiato e calibrato in modo da fornire sempre un buon livello di sfida e consentire un'effettiva evoluzione nelle capacità del giocatore. Quello che manca, in termini di contenuti, è soprattutto un senso di progressione, vista l'assenza di una "carriera", sintomo di una certa scarsità di modalità di gioco possibili. The Golf Club punta allora tutto sulle possibilità creative offerte dall'editor e dalla condivisione di tali opere, nella speranza che questo possa prendere piede. I difetti tecnici così come si presentano in questa build rappresentano in effetti dei notevoli punti a sfavore, ma bisogna considerare anche che, in particolare in quest'era caratterizzata dal supporto post-lancio, potrebbero essere risolti in seguito con aggiornamenti successivi, che però a 35€ potrebbero neanche interessarvi.

Giorgio Melani

Pro

  • Buon sistema di controllo
  • Editor potente e scalabile
  • Praticamente l'unico golf "next gen" in circolazione

Contro

  • Graficamente poco al passo con i nuovi hardware
  • Input lag alquanto fastidioso
  • Poche modalità di gioco
  • Prezzo alto per la qualità del prodotto

TI POTREBBE INTERESSARE