La paura di una volta  2

Un survival horror di stampo classico approda su piattaforme iOS

Versione testata
iPhone (1.0.2)
Prezzo
5,99 €

I cliché dei videogiochi sono una specie di coperta di Linus, una sorta di garanzia attraverso la quale uno sviluppatore può assicurarsi un "vantaggio" toccando tematiche già note all'utenza, familiari ed apprezzate.

Nell'ambito dei survival horror psicologici in stile Silent Hill l'ambientazione dell'asylum, ovvero dell'ospedale psichiatrico, è uno dei punti fermi più spesso condivisi da coloro che hanno tentato di emularne le gesta. Ultimo nella lista arriva ora su iOS, e nei prossimi mesi anche su Android, PC, Wii U e PSVita questo Forgotten Memories dello sconosciuto team franco canadese Psychoz Interactive, titolo in sviluppo da ben 6 anni e che ricalca da vicino (o meglio, da vicinissimo) proprio le atmosfere della serie Konami, più precisamente del secondo, splendido episodio. Non fortunatissimo il periodo di uscita, a dire il vero, essendo praticamente contemporaneo all'ottimo Lost Within che ne condivide genere di appartenenza e ambientazione (sì, sempre il manicomio): già è arduo spingere l'utenza mobile ad abbandonare endless runner e simili per qualcosa di più complesso, figurarsi poi se c'è da spartirsi la torta tra due titoli analoghi e con prezzi premium. Chiusa la parentesi, Forgotten Memories merita senza dubbio una certa attenzione, se non altro per i valori produttivi: componente tecnica e presentazione sono infatti a livello console, così da fornire una prima impressione assolutamente positiva, se non addirittura sorprendente. Ma poi?

Forgotten Memories fa alcune cose bene, altre meno, ma l'ambiente mobile non sembra quello adatto

Fin dai primi istanti di gioco si può avvertire l'influenza estremamente forte delle fonti di ispirazione di cui sopra: la protagonista è l'investigatrice Rose Hawkins, che per qualche motivo si risveglia ferita, priva di memoria e con il solo ricordo di essere alla ricerca di una ragazza di nome Eden. Dopo essersi rimessa in sesto Rose è destinata a fare la conoscenza della misteriosa Noah, una donna che parla solo attraverso messaggi registrati e che promette di aiutare la protagonista a patto che lei trovi nel manicomio la sua amica infermiera. L'intera struttura è poi abitata da manichini, dapprima figure inquietanti ma immobili, ma ben presto destinati a trasformarsi in pericolosi nemici animati.

Pur non spiccando certo per originalità, l'esperienza in Forgotten Memories si può quindi definire piuttosto riuscita: l'atmosfera è infatti buona, la trama si dipana lentamente ma mettendo una certa curiosità, e i personaggi risultano discretamente caratterizzati. È inoltre certamente evidente come Psychoz Interactive abbia lavorato con passione, cercando di creare un esponente di qualità del genere survival horror. L'impresa è però riuscita solo in parte, per una serie di problematiche che partono fin da alcune scelte di game design difficili da digerire. Il problema più grosso è che Forgotten Memories soffre tanto, per non dire troppo, l'adattamento alle caratteristiche di smartphone e tablet; in tal senso merita menzione il fatto che siano previste anche le versioni per PlayStation Vita e Wii U, console senza dubbio più adatte ad accogliere un'esperienza di questo tipo. Le difficoltà maggiori sono infatti senza dubbio derivanti dal sistema di controllo: sull'incapacità di un touch screen di replicare le funzioni di un pad si è discusso parecchio in passato, ma Forgotten Memories potrebbe essere portato ad esempio di come tale componente possa davvero frustrare e rovinare completamente l'esperienza di gioco.

Le ispirazioni old school del progetto si traducono infatti in un modello di gestione del personaggio molto simile a quello dei vari Resident Evil e Silent Hill dell'epoca PlayStation 2: controlli legnosi, movimenti poco fluidi e una certa rigidità generale rendono l'interazione via touch screen una specie di incubo, all'interno del quale spicca in maniera negativa un sistema di combattimento semplicemente pessimo. Al di là degli intenti degli sviluppatori, pensiamo sinceramente che sia una maniera di giocare anacronistica e poco proponibile al giorno d'oggi. A rendere ancora più propensi ad una crisi di nervi i giocatori ci pensa poi la modalità di salvataggio, che richiede di recuperare dei preziosi floppy disk da usare poi su computer sparsi all'interno del manicomio. Morire tra un salvataggio e l'altro significa dover ripetere intere sezioni da zero, molto semplicemente. C'è poi la torcia, unica alleata nel buio di stanze e corridoi, che però ha una carica destinata ad esaurirsi piuttosto rapidamente; in quel caso, vanno utilizzate apposite stazioni energetiche anch'esse sparse qua è là. Nella sua prima versione, Forgotten Memories era quindi un gioco quasi improponibile per gli standard moderni. Gli sviluppatori hanno evidentemente raccolto un buon numero di lamentele, dal momento che è stata ben presto aggiunta una modalità Easy che garantisce più energia alla protagonista, una torcia che non si scarica mai, la scomparsa dei floppy disk, più munizioni e nemici indeboliti. A meno che siate dei masochisti quindi, il nostro consiglio è quindi senza dubbio quello di scegliere la modalità facile: così facendo sarà possibile apprezzare l'ottima - davvero - componente grafica, il notevole doppiaggio inglese (che può contare su alcuni degli attori di Silent Hill 2) la atmosfera azzeccata e la tutto sommato buona qualità generale, pur all'interno degli standard del genere di dieci anni fa. Peccato però che tutto si esaurisca molto in fretta, con meno di 2 ore necessarie per raggiungere la tutt'altro che esaustiva conclusione, che lascia la porta spalancata per ulteriori futuri episodi. Considerando il periodo di sviluppo, si tratta di un aspetto piuttosto deludente.

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Multiplayer.it

6.7

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Forgotten Memories è un survival horror di stampo classico che richiama fortemente atmosfere e gameplay dello storico Silent Hill 2. Il lavoro degli sviluppatori di Psychoz Interactive, pur evidentemente mosso da passione e caratterizzato da elementi di indubbia qualità, soffre fin troppo per un adattamento al controllo via touch screen frustrante oltre misura anche per i fan più accaniti del genere. Le future versioni PC, Wii U e PlayStation Vita potrebbero risolvere gran parte delle problematiche segnalate in questa sede, anche se la modestissima longevità rimane un difetto su cui è difficile chiudere un occhio.

PRO

  • Ottima componente tecnica
  • Atmosfera non originale ma efficace
  • Trama interessante

CONTRO

  • Controlli touch a dir poco frustranti
  • Sistema di combattimento pessimo
  • Poco adatto all'ambiente mobile