Assassin's Creed Chronicles: IndiaAnche gli elefanti uccidono 

Abbiamo messo sotto i ferri il secondo capitolo spin-off della serie Ubisoft

Nelle ultime settimane si sta rafforzando l'ipotesi che il prossimo episodio "regolare" di Assassin's Creed possa saltare il 2016, interrompendo una cadenza annuale inaugurata fin dal secondo capitolo. La cosa a noi non dispiace, in linea teorica, perché il tempo ulteriore a disposizione potrebbe servire per accrescere l'interesse attorno a una saga che da anni viene pubblicata a ritmo incessante, senza contare che si tradurrebbe in tempo maggiore a disposizione per gli sviluppatori allo scopo di curare la quantità dei contenuti e la qualità dell'esperienza complessiva. Fatte queste dovute considerazioni, lo scorso aprile ci siamo addentrati nella trilogia di Assassin's Creed Chronicles, spin-off in due dimensioni innestato all'interno di un'ambientazione tridimensionale che narra di tre storie posizionate in altrettanti periodi storici, con personaggi inediti ma continui riferimenti agli episodi principali, soprattutto quelli che vedono protagonista Ezio Auditore. Dopo nove mesi, abbiamo avuto modo di giocare col secondo capitolo, Assassin's Creed Chronicles: India, per appurare come lo sviluppatore, Climax Studios per conto di Ubisoft, non abbia stravolto la formula originale ma migliorato la qualità dell'esperienza per regalare un prodotto complessivamente superiore.

La recensione di Assassin's Creed Chronicles: India, un passo in avanti rispetto al precedente capitolo

Trofei PlayStation 4

Assassin's Creed Chronicles: India mette a disposizione 18 trofei, senza proporre il platino. Al di là di quelli legati a ciascuna sequenza e al completamento del gioco, ne abbiamo di dedicati ad obiettivi specifici all'interno dei livelli, come ottenere la valutazione oro almeno 30 volte, avere la meglio su un certo numero di nemici con i gadget e completare le missioni entro un certo tempo limite. Per ottenerli tutti, probabilmente, bisogna finire l'avventura almeno un paio di volte.

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Arbaaz Mir il dongiovanni

Dopo aver controllato Shao Jun nella Cina del 1500, le vicende si spostano attorno alla figura dell'assassino Arbaaz Mir nel contesto dell'India del 1841, precisamente nel mezzo del conflitto tra l'impero Sikh e la Compagnia delle Indie Orientali. All'interno di quest'ultima ci sono diverse infiltrazioni templari, e lo scopo di Arbaaz, tra le altre cose, è quello di recuperare un manufatto in loro possesso. Per questo secondo capitolo, quindi, gli sviluppatori hanno abbandonato il tratto cupo e i toni tendenti al rosso, in favore di uno dominato da colori tenui orientati al verde, al giallo e all'arancione. I risultati, a nostro modo di vedere, sono superiori a quelli ottenuti in precedenza, non solo per la scelta stilistica, le cui preferenze possono essere soggettive, ma anche per la realizzazione degli sfondi e per il dettaglio complessivo. In Assassin's Creed Chronicles: India ci sono, infatti, diversi scorci evocativi, maggiori transizioni in tre dimensioni mediante telecamera e una stabilità del frame rate generalmente migliore, fatta salva qualche incertezza ancora presente. Anche gli elefanti uccidono Anche gli elefanti uccidono Il sistema di controllo è invece sostanzialmente identico: con l'analogico sinistro si cammina, per correre bisogna tenere premuto il trigger destro, che funziona inoltre assieme a X per i salti e il passaggio da un punto di appiglio all'altro. Col quadrato ci sono gli attacchi leggeri, con triangolo quelli pesanti. Nel precedente episodio ci eravamo "lamentati" di una risposta ai comandi non proprio immediata soprattutto nelle azioni concatenate, in questo caso abbiamo una situazione leggermente migliore a parità di pratica necessaria per assimilare tutte le mosse a disposizione del protagonista. Maggiori differenze si avvertono nel gameplay; non tanto nelle sue fondamenta, che prevedono sezioni stealth oppure passaggi all'arma bianca, piuttosto in un level design decisamente più maturo e articolato, che innanzitutto suggerisce quasi sempre di passare inosservati, come dovrebbe sempre essere, poi propone una varietà di situazioni tangibilmente superiore. Giocando col titolo Ubisoft abbiamo utilizzato quasi unicamente la componente stealth, la cui realizzazione per questo episodio riesce a mascherare meglio un'intelligenza artificiale che rimane scolastica come in precedenza, ma appunto fa meno danni perché qui si riesce meglio ad esibirsi in uccisioni silenziose. Laddove in China, inoltre, l'azione classica veniva spezzata unicamente o quasi da sequenze di fuga che mettevano in mostra le abilità atletiche della protagonista principale, in India abbiamo maggiore varietà all'interno dei livelli - leggasi anche situazioni nelle quali si utilizza il fucile da cecchino - e soprattutto alcune sequenze interamente platform piuttosto ariose, nelle quali ci sono grandi arrampicate e insidiosi ostacoli da superare. Dulcis in fundo, nel menu principale sono presenti alcune sfide inedite suddivise in tre tipologie, ciascuna con altrettanti obiettivi che contribuiscono a sbloccare i livelli successivi. Abbiamo la sfida a tempo per recuperare tutti gli ologrammi Helix, senza toccare ad esempio zone gialle o fermarsi nella camminata, oppure un certo numero di uccisioni da effettuare in sequenza secondo stili differenti, per arrivare al dover recuperare alcuni contratti evitando al contempo di entrare nel campo visivo degli avversari. Anche gli elefanti uccidono Per completare Assassin's Creed Chronicles: India ci vogliono almeno 3-4 ore, grazie a livelli di estensione maggiore rispetto al precedente capitolo. Una volta completato il gioco si sblocca un livello di difficoltà superiore che permette di accedere ad ulteriori potenziamenti, legati al punteggio ottenuto in ciascuna sequenza e ad un moltiplicatore che accresce nel caso in cui si superano le sezioni con grado ombra oro, ovvero senza entrare in conflitto aperto ed essere individuati. Non mancano antagonisti più coriacei, sotto forma di personaggi chiave per la storia e impossibili da eliminare se non prima storditi con i gadget a disposizione da Arbaaz Mir. Questi ultimi sono di quattro tipologie e si selezionano con la croce digitale del DualShock 4, prevedono bombe fumogene, coltelli per tagliare corde, petardi per direzionare i nemici lontano dal protagonista e l'immancabile fischio per distrarli. La barra Helix, infine, permette di entrare in stato di trance oppure di rendersi invisibile anche dinnanzi allo sguardo dei nemici, per poi eliminarli appena possibile.

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8.0

Redazione

6.6

Lettori (6)

Assassin's Creed Chronicles: India arriva con lo stesso ottimo prezzo del suo predecessore, assieme a una quantità di contenuti superiore, un'ambientazione e soprattutto livelli più ispirati, che mascherano meglio l'intelligenza artificiale altalenante e offrono soddisfazione in termini di gameplay. Ci sono piaciute soprattutto le sequenze platform, che si affiancano a quelle classiche per proporre sezioni ariose e divertenti nonostante un sistema di controllo che necessita di pratica, almeno all'inizio. Anche dal punto di vista estetico l'ambientazione indiana propone scorci belli da vedere e di maggiore impatto, dominati da colori appaganti alla vista e da un'iconografia molto dettagliata. Il terzo e ultimo capitolo arriverà entro poche settimane e sarà ambientato in Russia: la nostra speranza è che si avvicini a questo episodio o ancora meglio riesca a fare un ulteriore passo in avanti.

Antonio Fucito

Pro

  • Graficamente ispirato
  • Level design più articolato
  • Maggiore varietà grazie a sequenze platform ariose

Contro

  • Intelligenza artificiale scolastica, anche se mascherata meglio
  • Sistema di controllo migliorato ma ancora non pienamente soddisfacente