Yo-Kai WatchGotta Feed 'em All! 

Finalmente anche in Italia il fenomeno collezionistico di Level-5

Il perché ci abbia messo quasi tre anni ad approdare qui da noi, mentre in Giappone la serie sta per vedere la sua terza uscita, un po' lo scopriremo nel corso dell'articolo, un po' si spiega ricordando il curriculum della casa produttrice, fatto sta che Yo-Kai Watch in madrepatria è diventato nel giro di poco tempo un vero e proprio fenomeno di massa secondo solo a quel Pokémon al quale tanto (ma non troppo) s'ispira. Certo, molto è dovuto alla perfetta operazione di marketing che coinvolge, e la cosa avverrà anche qui con videogiochi, serie televisive, giocattoli e app per cellulari, ma è pensabile che un simile successo nasca da un titolo di non eccelsa qualità? E poi andiamo, stiamo pur sempre parlando di Level-5!

Finalmente anche in Italia il fenomeno Yo-Kai Watch: non è affatto un semplice clone di Pokémon!

Un'estate fantasmagorica

Ci troviamo a Valdoro, nome italiano di una cittadina che è però palesemente ispirata ai centri abitati del Giappone, e il piccolo Nate - o la sua controparte femminile nel caso scegliate questa all'inizio del gioco - è alle prese con le vacanze estive e tutto quello che hanno da offrire. Una gara tra amici a chi cattura l'insetto più bello e raro, per esempio: proprio girovagando per i boschi che circondano la sua cittadina, Nate s'imbatte in un distributore di gadget all'apparenza identico a quelli che ancor oggi si trovano in tutti i centri commerciali, ma cosa ci fa una macchinetta del genere in mezzo a un bosco, molto vicino peraltro a un tempio? E cos'è quella voce che spinge il nostro ad azionare la macchina? Si tratta di Whisper, uno spirito rinchiuso lì dentro da un sacerdote duecento anni prima. Gotta Feed 'em All! All'apparenza un semplice fantasma, Whisper è in realtà uno yo-kai, uno spiritello della tradizione giapponese: dall'aspetto molto vario ma principalmente legato a qualche animale, gli yo-kai vivono accanto a noi dalla notte dei tempi, ma solo di tanto in tanto interagiscono con gli esseri umani. La loro natura non è generalmente né malevola né buona: sostanzialmente sono dispettosi e volubili come tante creature delle tradizioni sia occidentali che orientali, ma raramente i loro comportamenti arrecano un vero danno agli uomini. Di tanto in tanto possono anche favorirli, e poi ci sono quei pochi ma temibilissimi yo-kai cattivi, il cui scopo è portare morte e distruzione nel mondo degli umani, come si troverà a scoprire Nate di lì a poco: grazie allo Yo-Kai Watch che gli fornisce Whisper, il nostro è infatti in grado di vedere e interagire con queste creature, a partire dallo stesso "fantasmino" che si autoproclama guida e maggiordomo del protagonista. Da qui parte una storia divisa in episodi esattamente come un anime, e che effettivamente per tante cose ricorda molto un anime per bambini: le prime missioni hanno obiettivi all'apparenza molto banali, come far cessare un litigio tra mamma e papà, aiutare l'amico Sandrone a ritrovare un anello perso in un laghetto, riportare al proprio genitore degli importanti documenti smarriti alla stazione. Ma scoprire che dietro ognuno di questi piccoli incidenti si nasconde uno yo-kai permetterà al protagonista, e al giocatore con lui, di prendere confidenza col mondo di gioco e con le creature per prepararsi a quella che sarà la vera sfida proposta dalla trama.

L'effetto 3D

Resa indubbiamente molto bene, la stereoscopia dà il meglio di sé nella fase esplorativa, quando dona profondità e corpo a scenari già di per sé molto belli e ricchi di dettagli. Vista l'estetica particolare, tipica di Level-5, suggeriamo però anche di vivere lunghi momenti di gioco privandosi dell'effetto 3D, che peraltro incide anche lievemente sul frame rate: così uscirà fuori tutta la natura anime di Yo-Kai Watch, pregna di riferimenti sia alle opere dello Studio Ghibli che a tanti cartoni per bambini del passato, coi quali i più grandicelli tra di noi sono cresciuti.

L'Armata Jibanyan

A differenza della struttura di Pokémon più tradizionalmente da JRPG, Yo-Kai Watch prevede un'unica città e relativi dintorni da esplorare in maniera assolutamente libera, con nuove aree che si sbloccano sia andando avanti nella storia, sia potenziando l'orologio del titolo, che parte da un rango E e può arrivare sino a S. Di rango che va da E a S sono anche gli yo-kai, vero cuore del titolo: ne esistono più di 200, 230 collezionabili più alcuni boss troppo cattivi per diventare amici degli umani, e se alcuni di questi entreranno sicuramente a far parte della vostra squadra per esigenze di copione, e altri saranno ottenibili solo tramite le missioni secondarie, le fusioni, la Slot-kai, i combattimenti, solo in locale, con un altro giocatore e le funzioni Streetpass, la maggior parte s'incontrano nel classico meccanismo di ricerca e combattimento. Qui Level-5 ha inteso distaccarsi in maniera piuttosto netta dalla formula alla quale s'è ispirata, con risultati tutto sommato encomiabili sebbene non impermeabili a critiche. Gotta Feed 'em All! Gli yo-kai si nascondono in numerosi punti sensibili dello scenario (analizzando i quali è possibile anche raccogliere oggetti e collezionare insetti e pesci) ma lo scontro va cercato servendosi della funzione radar del Watch, che ci avverte della loro presenza e del loro rango. Una volta trovati cercheranno di scappare, e se per qualche secondo riusciamo a tenerli sotto l'obiettivo della Lente dell'orologio, partirà la battaglia. Qua si avverte una prima inconsistenza: alcune creature sono più difficili da acciuffare di altre (per esempio quelle che volano sono generalmente più ostiche di quelle che camminano) senza che questo poi si traduca in un'effettiva ricompensa per lo sforzo in più profuso. Ma la differenza più eclatante rispetto a Pokémon, e alla stragrande maggioranza dei giochi del genere, sta nel combattimento vero e proprio, con gli yo-kai che agiscono di propria iniziativa a seconda della propria natura, sia essa più aggressiva, razionale e così via, che però è possibile modificare tramite appositi libri collezionabili. La vera strategia sta nel comporre il party di sei spiriti, dei quali solo tre combattono contemporaneamente; è possibile comunque cambiarli in tempo reale secondo un meccanismo a ruota che rende ancora più importante comporre bene il proprio gruppo a seconda delle proprie preferenze sulla base delle caratteristiche degli yo-kai e tenendo conto di alcune regole, come quella che prevede dei bonus se si accostano due o tre creature della stessa tribù. Durante il combattimento poi si può agire direttamente scatenando, previo riempimento dell'apposito indicatore, le mosse Energimax, che hanno effetti di diversa specie: per compierle è necessario affrontare un piccolo minigioco sul touch screen, stesso meccanismo previsto per la purificazione da uno status negativo, che darà anche qualche punto esperienza in più. Sempre in tempo reale è possibile usare gli oggetti curativi nonché determinare un bersaglio sul quale concentrare i propri colpi. Si tratta di un concept un po' strano, congegnato evidentemente per differenziarsi dai vari Pokémon, che se sulle prime rende gli scontri un po' confusionari ma molto frenetici, a lungo andare tende a non creare una vera connessione col proprio roster e inoltre, posto un livello d'esperienza sufficiente, le battaglie diventano molto facili e passive; il sistema dà però il meglio di sé negli scontri coi boss, decisamente più impegnativi della media. Tra scelte strategiche, cambi di formazione, Energimax e purificazioni i combattimenti più importanti sono sempre frenetici, divertenti e spettacolari.

GTA Valdoro

Alla fine di uno scontro c'è la possibilità che lo yo-kai sconfitto vi chieda di diventare amici e di entrare nella vostra squadra, possibilità che aumenta se durante la battaglia lo si nutre col suo cibo preferito tra i tanti disponibili nei negozi e nelle strade di Valdoro. La routine che governa questo processo ci è sembrata però erratica: ci è capitato di arruolare uno spirito dopo il primo incontro senza nutrirlo, e viceversa di dover aspettare una ventina di battaglie prima di farcene amico un altro del quale avevamo individuato il piatto favorito. Tutto questo rende combattimenti e arruolamenti, dopo un po', abbastanza tediosi, riservando la parte collezionistica solo ai più accaniti completisti, magari in qualche sessione più rilassata dopo la fine della storyline principale. Di cose da fare nel frattempo, però, ce ne sono tantissime: la mappa è enorme e complessa, piena di segreti che vanno da piccoli forzieri nascosti a enormi e pericolosi dungeon. Di tanto in tanto un enorme Oni, creatura sempre della tradizione nipponica ma di natura malvagia, appare sul mondo di gioco e bisogna sfuggirgli, e sono presenti tante altre piccole attività che lasceremo a voi il piacere di scoprire. Gotta Feed 'em All! Senza contare la presenza di numerosissime sidequest, quasi tutte molto divertenti e che premiano con tanti punti esperienza, oggetti utili e talvolta uno yo-kai tutto nuovo: queste soffrono però di una mancanza della mappa, che, sebbene contrassegni ogni obiettivo in maniera chiara, riserva un indicatore di direzione solo all'attuale obiettivo della storia principale, e inoltre non etichetta vie e punti d'interesse vari lasciando a esplorazione e memoria il compito di indicare al giocatore dove andare. Contando il backtracking molto pesante e una telecamera rotante solo fino a un certo angolo, l'esplorazione in genere piacevolissima in qualche frangente diventa anch'essa un po' noiosa e ripetitiva, finché non si scopre la possibilità di teletrasportarsi da un punto all'altro di Valdoro, cosa che però avviene piuttosto avanti nel gioco. Non lasciatevi però fuorviare dai pochi difetti che abbiamo voluto sottolineare con chiarezza: Yo-Kai Watch è un titolo estremamente divertente e che comincia a mostrare il fianco a qualche critica solo se si vuole andare al di là della trama vera e propria, che comunque dura una ventina di ore. Sufficientemente diverso dal proprio ispiratore, è sì un titolo per bambini, ma neanche poi tanto: l'umorismo tutto giapponese che lo pervade sarà apprezzatissimo anche dai più grandi, specie da chi ha visto anime quali Doraemon e simili, dei quali riprende molte caratteristiche. Soprattutto è degna di nota la caratterizzazione di ogni yo-kai, che però è solo la punta dell'iceberg di una realizzazione che, sia a livello estetico che tecnico, è in tutto e per tutto alla pari con le classiche produzioni Level-5, e quindi parliamo di livelli altissimi. Si tratta di un gioco di tre anni fa che però sfrutta il Nintendo 3DS in maniera fantastica: gli scenari sono pieni di dettagli, la grafica è pulita grazie soprattutto a delle texture eccezionali che rendono la classica atmosfera da Studio Ghibli, alcuni scorci sono spettacolari e pieni d'atmosfera, e le battaglie ricche di effetti, veloci e spettacolari, veramente al top della produzione per il portatile Nintendo. Il sonoro pure offre alcuni motivetti memorabili ma soprattutto ci preme menzionare la superba localizzazione in italiano, uno dei motivi per i quali i titoli dello studio di Chūō-ku ci mettono così tanto ad uscire dal Giappone. Non solo le tonnellate di testo, ma anche tutto il parlato (canzoncine comprese) e persino qualche texture è stata tradotta nella nostra lingua, con notevole e pregevolissimo sforzo da parte di chi ci ha lavorato, soprattutto per rendere i numerosissimi giochi di parole e battute varie intimamente legate alla cultura nipponica. Uno dei motivi principali, ma non certo l'unico, per premiare una produzione non priva di mancanze, ma che è a tutti gli effetti la più valida alternativa esistente a sua maestà Pikachu. Se poi sarà fenomeno anche in Italia lo vedremo, ma c'è da sperarlo visto che, pare, i sequel correggono diverse lacune di questo primo episodio.

Clicca per votare!
8.6

Redazione

8.8

Lettori (28)

Derivativo ma non troppo, per bambini ma apprezzabilissimo anche da molti adulti, possiamo finalmente capire come mai Yo-Kai Watch abbia dato il via, in Giappone, a una mania che ha messo in difficoltà gli stessi Pokémon. Il gioco in sé è estremamente piacevole e divertente, ma alcune scelte di design operate per differenziarsi dal capostipite del genere, sebbene sostanzialmente riuscite, tendono a renderlo talvolta un po' tedioso, ripetitivo e dispersivo specie se si vuole completare tutto il completabile; risaltano soprattutto la grande atmosfera a metà tra la fiaba e la commedia demenziale nipponica e gli eccellenti valori di produzione in tipico stile Level-5, esaltati da un lavoro di localizzazione italiana tra i migliori mai visti. Da premiare, in attesa dei sequel che, si dice, siano ancora meglio!

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Missione principale e secondarie molto divertenti
  • Scontri coi boss memorabili
  • Altissimi valori di produzione e localizzazione superba
  • La mappa è piena di cose da fare...

Contro

  • ...ma l'esplorazione diventa a volte tediosa e dispersiva
  • Combattimenti e meccaniche di arruolamento da rivedere

TI POTREBBE INTERESSARE