UnepicPoema poco epico 

UnEpic ci insegna che è sempre bene avere con sé un accendino

Gli spagnoli hanno decisamente un gusto per la parodia e per lo sberleffo verso le cose che pure amano, e chissà se non sia il modo giusto di vivere le proprie passioni. Quattrocento anni fa Miguel de Cervantes scriveva il Don Chisciotte della Mancia, una spietata dissacrazione dello stesso materiale epico di cui si dimostrava uno dei maestri, e non è che stiamo paragonando a uno dei più grandi scrittori della storia Francisco Téllez de Meneses, il singolo programmatore di UnEpic, ma, sbeffeggiando a ogni pie' sospinto praticamente tutta la cultura nerd dagli anni '70 ad oggi, il nostro dimostra di possedere tutte le materie che affronta nel gioco come e meglio di tanti osannati game designer. Deve fare ancora qualche passo avanti nel genere degli Action, in effetti, ma la sua opera, che dal 2011 su PC ha imperversato su tante macchine e che oggi sbarca anche sulle piattaforme Sony, è certamente di elevato valore.

UnEpic, un grande successo indie spagnolo, arriva su PlayStation 4: la nostra non-epica recensione!

All'improvviso il Dr. Zoidberg

Durante una sessione di GdR con gli amici come tante, Daniel, che ha ingurgitato discrete quantità di birra, sente il normalissimo bisogno di andare a espletare un'importante funzione corporale. In bagno però all'improvviso si spegne la luce. Ovvio, sono quei simpaticoni degli amici che stanno facendo uno scherzo; però cominciando a orientarsi col tatto, Daniel capisce che c'è qualcosa che non va. I muri non sembrano fatti di liscia ceramica, ma sono umidi, porosi, sporchi e il rumore dei propri passi risente di un'eco quasi come se si trovasse in una sorta di grotta; fortunatamente il ragazzo ha con sé un accendino, e una volta acceso, la conferma. Poema poco epico Poema poco epico Quella decisamente non è la casa dove si trovava, è piuttosto un antro oscuro con tanto di ossa umane sparse qua e là, come di avventurieri andati incontro a un tragico destino. Pochi passi e davanti a Daniel si palesa un minaccioso spirito: con parole potenti e paurose annuncia al nostro che lo possederà per ucciderlo, perché suo compito è proteggere quel luogo dagli intrusi. E qua parte la prima poderosa risata, perché la possessione effettivamente riesce, ma Daniel, in tutto e per tutto giovane adulto dei nostri giorni, è come se non avesse un'anima, e lo spirito senza nome ma affettuosamente soprannominato Zera dal protagonista, si ritrova intrappolato dentro un corpo col quale può solo parlare. Parte un duetto comico che ci accompagnerà per tutto UnEpic, e che è decisamente una delle cose più belle del gioco per l'intelligenza e l'arguzia della scrittura: Zera, entità mistica di un mondo eroico, cavalleresco, oscuro, per l'appunto epico, si ritrova a battibeccare, nel tentativo di ucciderlo per liberarsi, con un ragazzo edonista, indolente e insensibile, che lungo tutta l'avventura in quello che si rivelerà come l'enorme Castello di Harnakon, resta sempre convinto di trovarsi in un'allucinazione che gestisce con tutto il cinismo di chi, tra film, videogiochi, giochi di ruolo e chi più ne ha più ne metta, è ormai assuefatto a un immaginario medieval-fantasy alla Dungeons & Dragons, senza mai sentirsi veramente in pericolo di vita o investito di un'importante responsabilità. E dire che di pericoli e di responsabilità Harnakon ce ne mette di fronte parecchi: in un altro contesto orchi, goblin, serpenti velenosi, stregoni dai poteri incommensurabili e enormi e pericolosi boss potrebbero fare veramente paura, ma Daniel affronta tutto con un'irresponsabilità che non può non strappare più di una sonora risata. Così, tra un'esilarante citazione videoludica o cinematografica e la comparsa totalmente nonsense di un famoso personaggio televisivo, è la scrittura - più che la trama in sé, invero piuttosto banalotta - a costituire uno dei punti forti di UnEpic.

Trofei PlayStation 4

UnEpic presenta la bellezza di 58 Trofei, 48 di Bronzo, 8 d'Argento, un solo Oro e l'immancabile Platino. A differenza di quanto ci si potrebbe attendere vista la geniale comicità di alcune fasi, le azioni da compiere per vantarsi con gli amici di Network sono piuttosto classiche: avanzare di livello, uccidere quantità spropositate di nemici, risolvere quest e accendere tutte le luci di un'area e dell'intero castello.

E luce fu

Uno dei punti forti, ma non certo il solo. La struttura ludica di UnEpic è quella che si è soliti chiamare "Metroidvania", emblematica cioè degli inizi di due serie, Metroid e Castlevania per l'appunto, che muovendosi secondo un rigido canone di action/platform in 2D prevedono però un solo grande ambiente da esplorare, con numerose aree inizialmente precluse e che diventano accessibili solo dopo aver acquisito un particolare potere e/o strumento, in genere ottenibile previo mazzuolamento di un povero boss "di fine livello" che però, proprio per la struttura adottata che non prevede la classica divisione in livelli, di fine livello effettivamente non è. Poema poco epico Poema poco epico Su questa base s'innesta una potente e complessa componente RPG: eliminando i nemici Daniel acquisisce punti esperienza e passa di livello, e a ogni passaggio di livello può decidere come sfruttare i punti abilità ottenuti. È così possibile creare un inarrestabile guerriero, scegliendo di specializzarlo inoltre in una sola delle sette categorie di armi presenti, un potente signore delle arti oscure o un personaggio che padroneggia attacchi fisici e magie senza eccellere in niente, tenendo conto però che ogni arma e ogni magia ha i suoi pro e i suoi contro, e che alcuni nemici sono particolarmente resistenti a un tipo di attacco ma debolissimi verso un altro. Il castello è pieno di PNG che vendono oggetti, armi e magie, o che hanno una vera e propria quest da offrirci, e in genere la parte RPG, sebbene stiamo parlando effettivamente di un dungeon crawler e quindi non della tipologia ruolistica più complessa immaginabile, è veramente ben strutturata. Non si può dire lo stesso invece della parte puramente action, non all'altezza dei modelli a cui s'ispira principalmente in virtù di un sistema di controllo non perfetto, o meglio, che pare studiato appositamente per creare quelle situazioni nelle quali non importa quanto siete abili, qualche punto vita lo perderete comunque. L'esperienza rimane sempre almeno godibile ma lascia un po' l'amaro in bocca lo scoprire che, più che il sapersi destreggiare col pad, fanno la differenza, per esempio, l'abilità di teletrasportarsi al punto dove si salva e si recupera l'energia e al negozio dove ci si rifornisce di pozioni curative, e la capacità di sopportare tanto, tanto backtracking, ferma restando la presenza di ben quattro diversi livelli di difficoltà. Presto insomma la spinta ad andare avanti verrà soprattutto dal gustarsi qualche altro siparietto comico e dalla volontà di esplorare il maniero, davvero enorme e complesso. Proprio l'idea di esplorazione viene accentuata dal fatto che inizialmente le stanze sono molto buie, ma possiamo accendere i vari candelabri e lampade presenti, il che ci aiuta anche a orientarci distinguendo le zone già affrontate da quelle nuove. Non è tanto l'oscurità onnipresente poi a costituire il motivo di una caratteristica poco piacevole della grafica di UnEpic, ossia la sua scarsa leggibilità. Ciò è dovuto alla scelta d'inquadrare l'azione da molto, molto lontano: anche su un monitor di dimensioni generose avrete problemi a distinguere i nemici e gli elementi più piccoli, in un contesto che è però ben realizzato e che a noi ha ricordato, più che altro per atmosfera, alcuni grandi classici dell'era 8 bit. Più deludente il sonoro: le musiche sono classiche, niente di eclatante, e vista l'estensione del castello tendono a stancare, ma certamente non sono inascoltabili. Chiudono il quadro una localizzazione in italiano con qualche sbavatura qua e là, ma tutto sommato corretta e godibile, l'avvertenza sulla presenza, su console, di un certo grado di censura sui testi, su PC abbastanza pieni di parolacce, e la possibilità di cross-play e cross-save tra PlayStation 4 e PlayStation Vita.

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7.5

Redazione

6.3

Lettori (2)

UnEpic si fa beffe di tutto un materiale che, si vede, il suo autore ama e conosce profondamente, se è vero com'è vero che praticamente da solo ha messo insieme un gioco enorme e strutturato benissimo e a livello ludico e di presentazione. UnEpic è però anche destinato, proprio per questo, quasi esclusivamente alle anime affini a Téllez de Meneses, giocatori e nerd in genere con una certa età e una certa esperienza alle spalle. È questo infatti il pubblico che saprà apprezzare pienamente tutte le battute e le citazioni, ma soprattutto una struttura ludica alla quale i più giovani non sono abituati, e che oltretutto non è realizzata alla perfezione. Se siete tra questi giocatori accomodatevi tranquillamente: la versione Sony, e quelle console in generale, gode tra l'altro di un prezzo più basso che su PC e della possibilità, se avete un televisore grande, di godersi meglio la grafica minuscola.

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Scritto veramente bene
  • Struttura RPG potente e ben studiata
  • Piacerà tantissimo ai più nostalgici...

Contro

  • ...probabilmente molto meno alle nuove generazioni
  • Si poteva fare di più sul lato prettamente action

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