Economia marziana  7

Offworld Trading Company ci permette di sfruttare Marte e distruggere i nostri avversari a colpi di indici di borsa

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29,99 €

A quanto pare Marte è pieno di risorse da estrarre. Parliamo del pianeta, ovviamente (meglio specificare). Questo almeno è ciò che lascia intendere Offworld Trading Company, nuovo titolo di Soren Johnson, lead designer di Civilization IV, ora al lavoro per Stardock, che mette in campo una guerra economica tra multinazionali, combattuta sulla superficie del pianeta rosso, fatta di valutazioni economiche, listini di borsa e colpi bassi... bassissimi.

Marte dispone di sei risorse da sfruttare, che vengono distribuite casualmente sulle mappe quando sono generate all'inizio di ogni partita. Posizionata la nostra base operativa, possibilmente nelle vicinanze delle risorse più utili alla nostra strategia, bisogna scegliere cosa iniziare a estrarre, costruendo le apposite infrastrutture. La base in sé ha cinque livelli di crescita, che comportano un maggiore sfruttamento delle risorse e, soprattutto la possibilità di occupare più caselle, potendo così aumentare il volume degli affari (ma anche il fabbisogno energetico, di ossigeno, di acqua e di cibo). Il sistema di costruzione e gestione è complessivamente molto semplice e diretto, dato che bastano un paio di click per tirare su un edificio, mentre le informazioni necessarie al giocatore sono tutte ben visibili sullo schermo: nella parte sinistra c'è la colonna delle risorse, con relativi valori di mercato, sulla destra ci sono invece le compagnie in competizione (parte alta) e le varie azioni illegali eseguibili (parte bassa). Queste ultime si utilizzano per frenare gli avversari, ma anche per ottenere qualche bonus in modo non proprio ortodosso. Ne riparleremo in un paragrafo dedicato. Anche la mappa in sé è facilmente leggibile e non presenta particolari difficoltà d'interpretazione. Tutto è immediato. Nelle fasi avanzate di gioco si possono costruire degli edifici speciali, come ad esempio un ufficio brevetti per sfruttare i diritti su alcune scoperte, oppure un centro ricreativo per migliorare la propria situazione finanziaria, o anche un mercato nero per fare profitti maggiori con le vendite. Le risorse base vengono usate per creare beni più complessi, come componenti elettronici, sostanze chimiche e così via. Insomma, all'apparenza Offworld Trading Company non sembra essere molto diverso dagli altri strategici, in verità ha degli elementi che lo rendono unico. Come si combattono tra di loro delle multinazionali che devono contemporaneamente fingere di rispettare le regole? Prima di scoprirlo, approfondiamo un po' il gioco.

Sabotaggi e acquisizioni nella recensione di Offworld Trading Company, gestionale per PC

Modalità di gioco

Offworld Trading Company offre diverse modalità di gioco. I nostri primi passi vengono guidati da un ricco tutorial, che spiega i rudimenti e illustra le differenze tra le fazioni (in generale produttive) attraverso dei dialoghi non proprio eccezionali. Le altre modalità sono la campagna single player, le classiche schermaglie contro l'intelligenza artificiale e le schermaglie online.

Sembrerà strano, ma il fulcro del gioco non è la campagna, ma la modalità schermaglia. Di fatto la campagna in sé prevede alcune varianti alle condizioni di vittoria, che vengono illustrate di missione in missione, ma non offre nulla che alteri troppo lo schema di gioco base. Soprattutto non offre nulla di più in termini di esperienza complessiva. Offworld Trading Company è evidentemente pensato come un titolo per partite rapide. Una schermaglia dura un massimo di trenta minuti. Per questo non prevede grosse complicazioni in termini di produzione e gestione delle risorse. Nel tempo di una partita la nostra impresa deve essere fondata, dopo aver scansionato la superficie della mappa per cercare il sito migliore dove piazzarla, e sviluppata al massimo. Nella partita successiva si ricomincia da zero. Una struttura simile, davvero leggera per il genere, mal si adatta alla modalità campagna, che invece prevede un collegamento tra le varie missioni e una specie di storia da seguire. Non si perde molto non giocandola. Mohawk Games ha cambiato completamente i ritmi di un genere solitamente lento. La stessa parte tecnica del titolo sembra riflettere questa impostazione: la superficie di Marte è graficamente essenziale, così come gli edifici, che rendono se guardati da una certa distanza, ma non sono evidentemente pensati per essere ammirati da vicino. Non sono brutti, ma è evidente che gli sviluppatori erano interessati più alla loro funzionalità che a renderli stupefacenti.

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Giocare sporco

Mettiamo che un nostro avversario stia facendo molti soldi con la produzione di energia geotermica. Buon per lui? Non proprio. Il nostro obiettivo, almeno durante una schermaglia, è che le azioni dei rivali perdano valore, così da poterne comprare delle quote per infine assimilarli completamente, trasformando le loro aziende in nostre sussidiarie.

Quindi, perché non adoperarsi per un bel sabotaggio, in modo da bloccare la produzione di energia? Così facendo il malcapitato dovrà rivolgersi al mercato per soddisfare il suo fabbisogno energetico, incrementando il suo debito. Le sue azioni ne risulteranno indebolite e sarà più semplice acquistarle. Quello che abbiamo fatto è soltanto uno dei molti esempi fattibili di azione di disturbo. Insomma, Offworld Trading Company, al di là della parte gestionale, è una gara a chi la fa più sporca, individuando le debolezze nella catena produttiva dei rivali e investendo in attacchi mirati. Ma facciamo un altro esempio. Uno degli edifici speciali acquistabili è una torre per l'hacking che consente di inviare false informazioni al mercato influenzandolo per un breve periodo. A cosa serve? Mettiamo ad esempio che si voglia far crescere il prezzo di un bene di cui si hanno grosse scorte, in modo da venderle con il massimo profitto: basterà far credere che ce ne sia carenza per vedere il prezzo schizzare alle stelle. Oppure possiamo fare esattamente il contrario, ossia dare a intendere che ci sia un surplus di disponibilità di un certo bene, magari uno su cui è incentrata la produzione di un rivale, così da vederne crollare il prezzo. Di esempi fattibili ce ne sarebbero molti altri, ma crediamo che possano bastare. Vi basti sapere che tra attacchi EMP, rivolte pagate, beni venduti sul mercato nero, risorse sfruttate pur non avendo diritti su un certo territorio e così via, le fasi avanzate di Offworld Trading Company sono un continuo mirare sotto la cinta cercando di fare il più male possibile, lavorando contemporaneamente per limitare i danni causati dagli altrettanto ambiziosi e scorretti avversari. Ovviamente il difficile è proprio capire come e dove intervenire, per non portare attacchi a vuoto. Per farlo bisogna imparare a osservare gli avversari e valutare il loro andamento economico. Il consiglio è di giocare inizialmente contro la CPU per sviluppare un buon colpo d'occhio che consenta di individuare velocemente le caratteristiche delle compagnie avversarie. Certo, non è uguale a sfidare altri umani, ma quando si è ancora acerbi il single player offre il grande vantaggio del tasto pausa, che consente di esaminare la mappa in tranquillità. Oltretutto va detto che selezionando i livelli di difficoltà più elevati la sfida è comunque appassionante, soprattutto quando si sono sbloccate tutte le fazioni disponili.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows 10 / 8.1 / 7 64-bit
  • Processore 1.8 GHz Intel Core 2 Duo / 2.0 GHz AMD Athlon X2 64
  • Scheda video Nvidia GeForce 8800 GT / ATI Radeon HD 3870 / Intel HD Graphics 4600
  • 2 GB di RAM
  • DirectX 11
  • Spazio su disco 2 GB
Requisiti consigliati
  • Processore 3 GHz Intel Quad-Core Processor / 3.2 GHz AMD Six-Core Processor
  • Scheda video Nvidia GeForce GTX 460 / AMD Radeon HD 7850
  • 4 GB di RAM
Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

8.0

Il tuo voto

Offworld Trading Company è uno strategico leggero, basato sulle scorrettezze e l'inganno, che dà il suo massimo quando giocato online. Il semplice sistema economico simulato purtroppo mal si adatta alla modalità campagna, così come il ritmo dell'azione, che è evidentemente studiato per partite veloci. In generale, il titolo di Mohawk Games rende benissimo nel suo concept base. Se vi intriga, acquistatelo senza riserve. Però, se cercate qualcosa di più ampio respiro, guardate altrove, magari all'imminente Stellaris.

PRO

  • Sistema di gioco chiaro
  • Interfaccia leggibile
  • Perfetto in modalità schermaglia (offline e online)

CONTRO

  • La campagna single player è abbastanza inutile
  • La simulazione economica è limitata