Earthlock: Festival of MagicUn norvegese dagli occhi a mandorla 

Earthlock: Festival of Magic è un classico gioco di ruolo di stampo nipponico, sviluppato da un giovane team novergese

Finanziato attraverso Kickstarter e pubblicato in sordina, Earthlock: Festival of Magic è il classico gioco di ruolo di stampo giapponese sviluppato, però, da una software house norvegese. L'altra sua particolarità è quella di essere uscito in anteprima attraverso il servizio Games with Gold ma il titolo Snowcastle Games arriverà anche su Steam il 27 settembre e uscirà, successivamente, su Wii U, PlayStation 4, Linux e OSX. Detto questo, Earthlock parte, come mille altri titoli dello stesso genere, con un evento catastrofico che mette a rischio l'esistenza dell'intero pianeta e che ci vede protagonisti di un salvataggio sul filo di lana. Il mondo in questione è quello di Umbra e per portarlo fino a noi ci sono voluti ben cinque anni. La pre-alfa di Earthlock è arrivata a maggio 2013 e dopo poco meno di un anno il titolo è comparso su Kickstarter. Purtroppo la campagna è partita a rilento e così Snowcastle Games ha deciso di rinviarla al marzo del 2014 pubblicando però una concept demo per Windows, OS X e Linux che è stata fondamentale per la riuscita del finanziamento. I lavori, a quel punto, sono partiti effettivamente ma vista la genesi travagliata e la poca pubblicità non siamo sorpresi dal fatto che Earthlock sia passato in sordina pur essendo, come vedremo tra poco, un titolo interessante.

Tra alti e bassi, Earthlock: Festival of Magic riesce a non passare inosservato

L'ennesima fine del mondo

Earthlock: Festival of Magic si apre con una parentesi che ci presenta una giovane pilota ribelle impegnata a sfuggire all'autorità del padre. Trovato il modo di solcare i cieli, la coraggiosa pilota lascia il palcoscenico all'altrettanto giovane Amon, un cacciatore di tesori che vive e lavora con lo zio Benjo. Il tutore del nostro eroe è un pesce martello antropomorfo che possiamo utilizzare per la prima missione ma che viene rapito dopo qualche ora di gioco a causa di un potente manufatto ritrovato nella prima missione. A questo punto entriamo nel vivo della storia che ci vede impegnati a salvare Umbra assieme a un robot suino, una prestante guerriera dai capelli grossi e alla pilota di cui sopra, accompagnata da un fedele quadrupede. Come avrete intuito personaggi e trama sono quanto di più classico per il genere e la cosmesi, in parte europea e in parte chiaramente ispirata al genere JRPG, non punta a sconvolgere i sensi ma ogni comparto fa il suo dovere permettendoci di godere senza troppi ostacoli di alcune peculiarità del gameplay. Un norvegese dagli occhi a mandorla La prima è il sistema di stance che permette di accedere a skill diverse cambiando, nel bel mezzo di un combattimento, la specializzazione di un eroe. Il protagonista passa da agile ladro a tiratore mentre altri accedono a utili buff moltiplicando così le possibilità di azione e, di conseguenza, rendendo più complessa la dimensione tattica di Earthlock. L'altra particolarità è il sistema di accoppiamenti che, sbloccando punti talento e velocizzando la carica delle ultimate, aggiunge un'ulteriore pizzico di identità a Earthlock. Per aumentare il legame tra il nostro personaggio e uno dei compagni è sufficiente affiancare i due nella relativa sezione del menù che ci permette anche di vedere l'entità del legame segnalata dapprima con una barra blu e successivamente con delle stelline dorate. In tutto questo le abilità includono attacchi a distanza con proiettili contati e tutto il classico arsenale da JRPG di abilità di buff, attacco, cura e indebolimento. Inizialmente le skill disponibili sono poche, anche contando le stance dei personaggi, ma crescono con l'evoluzione dei personaggi attraverso una scacchiera che permette di spendere i talent point per riempire le caselle con determinati bonus fino a sbloccare le diverse abilità che culminano in una skill speciale. Le caselle semplici si riempiono con abilità che migliorano statistiche e che si trovano piuttosto facilmente mentre per sbloccare le altre caselle invece sono necessarie le shrine, ottenibili con il crafting che è molto utile anche per proiettili e pozioni, che sono caratterizzate da bonus più importanti spesso comprensivi di utilissime resistenze. Tutto questo ci restituisce un sistema che non rivoluziona nulla ma permette una buona personalizzazione e garantisce un gameplay piuttosto profondo. Non mancano infine i puzzle, semplici ma resi interessanti dalla possibilità di cambiare personaggio per superare determinati ostacoli, e altre attività di contorno, come i tornei, che garantiscono un po' di rottura della monotonia in un mondo che, come nella maggior parte degli RPG di questo tipo, è decisamente poco interattivo. Tra l'altro il mondo di Umbra è piuttosto desolato e offre ben poco al di fuori delle location legate alla trama principale.

Obiettivi Xbox One

Come di consueto per un titolo di questo tipo, gli obiettivi quasi sono tutti legati alla progressione nella main quest o sono di stampo cumulativo. Per ottenere buona parte dei mille punti, in sostanza, è sufficiente finire il titolo o affrontare un certo numero di volte una determinata situazione anche se non mancano alcune sfide più impegnative come quella che ci chiede di ottenere il rank gold in tutti i tornei.

Conosci il tuo nemico

Tra tipologie e varianti i nemici sono decine e sono ben differenziati tra supporto, nemici volanti, creature magiche capaci di stordire, corazzate e goblin armati di minigun che fanno danni elevati ma, per nostra fortuna, sono anche molto vulnerabili. Per colpire i nemici volanti servono attacchi a distanza che nel caso di fucili e balestre consumano proiettili costringendoci a misurarne l'uso, ma l'applicazione degli effetti può costringere le creature fluttuanti a un atterraggio di fortuna che le rende attaccabili da quei personaggi che per un motivo o per l'altro non possono sferrare colpi a distanza. A meno di non perdere tempo per dedicarsi al farming, gli scontri diventano impegnativi già dopo poche ore a causa delle numerose resistenze dei nemici. Queste però corrispondono a debolezze che possono essere scoperte giocando o consultando la voce del bestiario che si sblocca una volta incontrata una nuova creatura. Con i boss la questione si fa più spinosa, soprattutto quando investono l'intero parti con colpi micidiali. Ma talvolta è sufficiente cambiare stance e trovare la giusta sequenza di attacchi per superare un ostacolo apparentemente insormontabile. L'altra strada per superare un punto difficile, lo abbiamo detto, è il farming, grande classico di questo genere di RPG, facilitato dal fatto che i nemici sono ben visibili sulla mappa tattica e ci inseguono quando entriamo nella zona di aggressione. Giocando con le distanze, tra l'altro, è possibile dividere i gruppi affrontando un nemico alla volta, e questa possibilità può rivelarsi decisiva quando la carenza di risorse e vita mettono a rischio la nostra esistenza, ma così facendo viene meno il moltiplicatore dei punti esperienza che ci premia in maniera proporzionale alle creature che affrontiamo in contemporanea. Un norvegese dagli occhi a mandorla In tutto questo Earthlock fa un discreto sfoggio di stile. Strutture solide, texture semplici ma valide, gran bei colori e qualche effetto pregevole, come i riflessi in tempo reale, ci restituiscono un bel vedere in barba alla conta limitata dei poligoni. I modelli sono piuttosto semplici, soprattutto nel caso dei nemici, ma sono coerenti con l'ambientazione e per quanto siano stilizzati non mancano di qualche dettaglio azzeccato e di animazioni curate che sfuggono al primo sguardo ma ci sono e contribuiscono a una resa complessiva più che dignitosa. Purtroppo il comparto tecnico è sporcato da qualche rallentamento di troppo, ingiustificato viste le meccaniche e la mole poligonale, e l'interfaccia è lacunosa tra il selettore che non scorre tenendo premuto il comando direzionale, la mancanza della minimappa e qualche altra ingenuità piuttosto evidente. Infine la colonna sonora non è di certo di quelle che lasciano a bocca aperta. Ritmi più vivaci e un piglio più aggressivo avrebbero probabilmente bilanciato meglio il passo fin troppo rilassato del titolo e la mancanza del parlato che ci riporta nel lontano passato per quanto riguarda i dialoghi. In ogni caso i brani si adattano piuttosto bene alle situazioni, cambiando di intensità quando il contesto lo prevede, e tengono botta per tutte le circa venti ore che servono per completare il titolo.

Clicca per votare!
6.5

Redazione

8.8

Lettori (4)

Earthlock: Festival of Magic è ben lungi dall'essere un'esclusiva ma il debutto del titolo Snowcastle Games attraverso il servizio Games with Gold è un bel colpo per Microsoft che con Xbox One si è data davvero poco da fare nel campo degli RPG di stampo nipponico. Le lacune, va detto, ci sono e sono evidenti, a partire dalla dimensione narrativa che delude rispetto alle promesse della campagna Kickstarter, ma nel complesso Earthlock è un titolo capace di guadagnarsi la sufficienza anche grazie a una discreta profondità tattica.

Mattia Armani
 

Pro

  • Buona varietà di nemici
  • Stile semplice ma efficace
  • La profondità tattica non manca

Contro

  • Manca di mordente
  • Qualche rallentamento di troppo
  • Interfaccia lacunosa

TI POTREBBE INTERESSARE