The Tomorrow ChildrenLunga vita alla Madre Russia! 

The Tomorrow Children è uno strano esperimento ricco di genio e sregolatezza

Quando The Tomorrow Children fu annunciato un paio d'anni fa, ciò che rimase impresso nella mente di molti fu l'ispiratissimo aspetto artistico e una volontà di provare a portare la deriva gestionale di un videogioco in un ambito più "politicamente scorretto". Per questo, nonostante la mancanza di notizie per parecchio tempo e una sola beta questa primavera (chiusissima), ora si riesce realmente a dare voce a quella curiosità. Proprio in questi giorni è stato rilasciato il pacchetto fondatori del gioco, al costo di venti euro sul Playstation Store. Con i mesi il gioco uscirà dalla sua versione in accesso anticipato e diventerà un vero e proprio free to play. Per ora, però, è possibile giocarlo tramite questa versione, che vi garantisce anche una serie di elementi di gioco. Prima di entrare nel merito di quello che funziona e, ahinoi, non funziona del titolo di Q-Games, è giusto mettere in chiaro proprio questo punto. Quella che abbiamo testato non è la versione definitiva del titolo, almeno per quanto riguarda tutte le meccaniche free to play. Queste verranno introdotte più avanti e cambieranno le carte in tavola per quanto riguarda la progressione, spostando o meno l'ago della bilancia verso l'ormai classico pay to win. Alla luce di ciò, ci siamo armati di piccozza e abbiamo alzato i nostri pugni al cielo: c'è la Madre Patria da ricostruire!

The Tomorrow Children è tanto bello da vedere, quanto poco riuscito nel gameplay

Un grande boato e poi… il vuoto

Lunga vita alla Madre Russia! Il titolo di Q-games va a posizionarsi in quell'inflazionata categoria delle opere postapocalittiche del nostro tempo. Il modo in cui lo fa non è propriamente originale ma comunque bizzarro. Un esperimento finito male ha portato alla quasi totale estinzione della razza umana e ha lasciato dietro di se una distesa infinita di Vuoto (chiamato Void nel gioco). All'interno di esso non è possibile sopravvivere a meno di ricostruire un'insediamento e fare in modo che questo venga ripopolato. Tutto ciò si traduce in ambienti assolutamente asettici, dominati da un bianco sporco che riempie l'orizzonte e dei tracciati a terra che ricordano in modo abbastanza spudorato il capolavoro di Lars Von Trier, Dogville. Il vostro obiettivo, in quanto proiezione di un essere umano (rigorosamente donna e chiamata compagna) è quello di unire le forze con gli altri giocatori e, città per città, riportare la Russia agli antichi fasti. In quest'opera sarete guidati da una sorta di dittatore, un uomo di propaganda che vi parlerà tramite un televisore e una ricetrasmittente e che ricorda parecchio il famigerato Jigsaw. L'aspetto narrativo, per quanto potente, si conclude qui, e da questo momento in poi parte l'infinita ricerca di risorse, ricostruzione delle città e ripopolamento della nazione intera.

Arbeit Macht Frei

Si è vero, la frase che dà il titolo al paragrafo non è certamente comunista (era affissa sui cancelli dei campi di concentramento nazisti), ma il suo significato, il lavoro rende liberi, spiega bene ciò che The Tomorrow Children cerca insistentemente di ottenere. La sua problematica principale sta nel modo in cui professa ciò. Inizialmente spiazzati di fronte alla quantità infinita di menù e possibilità, crederete di trovarvi davanti a qualcosa di talmente profondo, che saranno necessarie settimane o mesi per padroneggiarlo. Lunga vita alla Madre Russia! Lunga vita alla Madre Russia! Dopo un paio d'ore, però, la sensazione muta e il gioco si dimostra una grande macchina con pochi ingranaggi. Dopo una decina di ore avrete definitivamente compreso che l'unica cosa nella quale The Tomorrow Children riesce in pieno, è quella di trasmettervi una sensazione di noia e ripetitività tale da farvi provare empatia, paradossalmente, nei confronti di quelle che sono le protagoniste del gioco. Il tutto si riduce alla continua ricerca di quattro sole risorse scavando, tagliando alberi e bucando pareti per tenere in piedi una città che richiede il ripopolamento. Questa meccanica - che passa attraverso la raccolta di matriosche che racchiudono l'anima degli abitanti - è l'unico vero obiettivo in grado di farvi avanzare nel gioco. Raggiunto lo scopo, il vostro lavoro sarà completo e l'unica possibilità sarà quella di cambiare città e ricominciare da zero in un ciclo infinito di tremenda noia. La moltitudine di possibilità che il gioco vi mostra inizialmente rappresenta uno specchietto per le allodole. La gestione delle risorse, la costruzione degli edifici (con tanto di rompicapo per generarne la produzione), la compravendita nei negozi e tutto il resto si rivelano tremendamente superflui e inconcludenti, il che vi porterà ben presto a perdere la voglia di creare una bella città polifunzionale anche solo per l'impossibilità di tornarvi appena ripopolata. È per questo che l'elenco delle possibilità in gioco si trova ad essere allo stesso tempo incredibilmente lungo, ma totalmente superfluo una volta capite le due meccaniche base del titolo: trovare matriosche e costruire case per farle vivere. Ecco l'errore più grande di The Tomorrow Children: credere che sia sufficiente inserire un milione di meccaniche senza minimamente pensare ad amalgamarle con quello che è lo scopo principale del gioco. E tutto ciò è un gran peccato, considerate le potenzialità, soprattutto in termini di immaginario. Nota di colore per il doppiaggio (totalmente russo) e per quelle che sono le caratteristiche che è possibile aumentare del vostro alter ego e che rimpiazzano le solite con parametri come "eloquenza", "patriottismo" e via dicendo, dando un'ulteriore sensazione di trovarsi preda del regime sovietico.

Trofei PlayStation 4

Per quanto riguarda i trofei, The Tomorrow Children non si può dire generoso. Gli sviluppatori hanno inserito solo undici obiettivi di cui: sei di bronzo, quattro d'argento e uno d'oro. Manca anche il tanto agognato platino. Per acquisirli non sarà nemmeno troppo facile, si tratta di arrivare al livello 30 con la propria "compagna" e di uccidere fino a 200 Izverg. Congratulazioni per la forza d'animo!

Guarda tutti i trofei

Asettico è bello, saturo è brutto

The Tomorrow Children, a prescindere da quelli che possono essere i gusti personali, restituisce un colpo d'occhio pazzesco. Gli ambienti asettici che costituiscono l'ossatura di tutto il mondo di gioco, si scontrano con un design delle strutture e dei personaggi spigoloso, come a simulare l'intaglio nel legno. Lunga vita alla Madre Russia! La totale assenza di colore della terra trasmette la sensazione della vastità del vuoto e tutto riesce ad amalgamarsi talmente bene, da risultare una delle opere più originali e ispirate del momento. Anche gli ambienti ricreati o le isole generate proceduralmente dove andare a recuperare risorse sono un tocco di classe: esse uniscono insieme la cultura sovietica e l'amara ironia delle scelte di un periodo storico che hanno portato conseguenze tragiche al nostro mondo e a tutta la sua popolazione. Così come lo stesso risultato lo raggiungono gli improbabili nemici meccanici che rappresentano l'unica - e poco efficace - forma di antagonista del gioco. È ovvio che il Godzilla meccanico non vuole fare altro che ricordare agli uomini l'orrore della bomba atomica e delle sue conseguenze in termini di mutazioni genetiche. Per questo motivo continuiamo a ritenere The Tomorrow Children un grande esperimento artistico e comunicativo che, tuttavia, fallisce proprio dove un videogioco non può permettersi di sbagliare: il gameplay. Troppa carne al fuoco rischia di bruciarsi e generare fumo, ed è esattamente ciò che è successo al titolo di Q-Games.

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5.5

Redazione

7.3

Lettori (10)

The Tomorrow Children arriva in un mercato saturo di titoli di questo genere, provando a innovare con un contesto ispiratissimo, una serie di meccaniche simpatiche e una struttura del mondo tutta da scoprire. Peccato che la profondità del gameplay risulti simile a un cartonato bidimensionale e manchi di tutta una serie di interconnessioni per rendere le meccaniche appetibili e gustose dopo aver concluso la prima delle città che ci si ritrova a costruire. Quando il titolo diventerà free to play potrebbe probabilmente valere la pena dargli un'opportunità (ammesso che le microtransazioni non ne rovinino la fruizione) ma al momento l'opera di Q-Games resta una meteora che non brilla di luce propria.

Emanuele Gregori

Pro

  • Stilisticamente pazzesco
  • Tante cose da fare...

Contro

  • ...ma la quasi totalità è superflua
  • Sistema di mining lento e macchinoso
  • Non è possibile gestire città già ricostruite
  • Manca di mordente sul lungo periodo

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