PinOutIl flipper infinito 

Vediamo cosa succede se ci si mette a giocare a flipper su un tavolo infinito

Abbiamo visto molti generi classici modificati e reinterpretati in questi anni in varie situazioni, ma la foga rinnovatrice tende a concentrarsi nell'ambito indie e in molti casi sulle piattaforme mobile. È qui che si crea probabilmente il giusto humus per la nascita di nuove ibridazioni, una sorta di serra speciale sperimentale per la nascita e il perfezionamento di nuove proposte videoludiche. Il flipper infinito Da una parte c'è la possibilità di produrre titoli a budget limitato ma in grado di raggiungere un pubblico ampio, dall'altra le limitazioni (o nuove possibilità) imposte dal sistema di controllo tattile, dall'altra infine la necessità di proporre qualcosa che sia quanto più possibile diretto e concreto, un gioco da fruire in sessioni anche veloci e che abbia un significato anche in brevi partite di qualche minuto. In una parola, il mercato mobile rappresenta il teatro perfetto per il ritorno in scena dell'arcade classico e le sperimentazioni finora hanno portato a risultati parecchio interessanti. Tra le nuove canonizzazioni, tuttavia, il flipper tende ancora a latitare, ed è una cosa di non facile spiegazione considerando le sue caratteristiche perfettamente in linea con le piattaforme mobile, tra controlli basilari, velocità dell'azione e poche pretese in ambito grafico. Per questo motivo, PinOut risulta particolarmente interessante, proponendo una visione molto particolare di questo storico gioco da sala reinterpretata in base ad alcuni elementi caratterizzanti dei videogiochi in questo particolare segmento del mercato: cosa succederebbe se si applicasse la teoria dell'endless, ovvero del gioco senza fine, alla struttura tipica del flipper? E se tutto questo venisse proposto come free-to-play con la possibilità di sbloccare l'intero gioco in un'unica soluzione? Il risultato è PinOut, appunto, ed è un gioco in grado di imporsi nell'affollato mercato mobile grazie a un'identità ben precisa, alla strana idea del tavolo infinito e a una realizzazione tecnica veramente molto interessante.

Il flipper si sposta in ambito mobile e incontra la formula "endless": ecco PinOut

Palline d'acciaio

Raccontare il funzionamento di un flipper pare un po' assurdo, ma di fatto il nucleo di PinOut è proprio quello: si tratta di rilanciare costantemente una pallina metallica su gli elementi dello scenario, colpendola con le levette al momento giusto e con la giusta inclinazione in modo da farla andare dove preferiamo e ovviamente cercando di non farla cadere fuori portata proprio al centro delle due levette, cosa che ci costringere a tornare indietro fino al livello iniziale. Sì perché PinOut ha una particolare struttura progressiva che è poi il suo maggiore elemento caratterizzante, che prende il classico flipper e lo trasforma in una sorta di avventura dove bravura, velocità e in un certo modo anche senso dell'esplorazione diventano ingredienti fondamentali. Il flipper infinito La meccanica di gioco richiede da colpire con precisione la pallina in modo da lanciarla su per le rampe e i passaggi che consentono di mandarla sempre più in alto, con la possibilità di proseguire senza soluzione di continuità, oppure tornare indietro fino al livello di partenza facendo cadere la sfera tra le due levette. Unico limite in tutto questo è il timer, che inesorabilmente presenta un conto alla rovescia al termine del quale la partita deve concludersi e in base a dove si è arrivati il punteggio viene inviato alle leaderboard online. PinOut si basa allora sulla ricerca spasmodica di bonus, zone speciali e mini-game alternativi che, mentre la sfera viaggia per i tavoli, donino secondi extra preziosi per consentirci di arrivare sempre più lontano. Quando il timer si azzera è possibile iniziare una nuova partita dall'ultimo checkpoint raggiunto acquistando in pratica l'unico prodotto in-app disponibile, che a 1,99 euro sblocca il gioco completo con la possibilità di sfruttare i punti di salvataggio intermedi, cosa ovviamente consigliata, anche perché passando da un livello all'altro si assistono a piacevoli cambiamenti di stile grafico e atmosfere che danno senso compiuto alla progressione nel gioco. Proprio la rappresentazione dei tavoli e l'accompagnamento musicale risultano elementi particolarmente piacevoli nella realizzazione di PinOut, che mostra il fianco unicamente nel comportamento della palla e nel design dei tavoli, con la prima un po' troppo "guidata" e innaturale e il secondo alquanto semplicistico e incentrato esclusivamente sull'utilizzo delle rampe.

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7.5

Redazione

7.5

Lettori (4)

PinOut è molto bello da vedere e da sentire, con il suo particolare look "retro-futuristico" e l'accompagnamento elettronico a base di sintetizzatore che ci proiettano perfettamente in questo strano mondo in stile Tron, ed è anche particolarmente interessante da giocare. È un flipper sostanzialmente, dunque la formula stessa garantisce per la qualità del gioco, tuttavia si rileva una certa semplicità nel design dei tavoli che deriva dalla ricerca esclusiva dei secondi extra e dalla necessità di raggiungere nuove zone successive, mentre le routine fisiche della palla piuttosto ridotte all'osso tendono a rendere molto meccanico e poco naturale il comportamento della sfera. In ogni caso, l'esperimento di adattamento del flipper in forma mobile con le sue ibridazioni strutturali può dirsi in questo caso pienamente riuscito.

Giorgio Melani

Pro

  • Molto bello da vedere e sentire
  • La meccanica "progressiva" funziona bene
  • A solo 1,99 euro si sblocca tutto

Contro

  • Design dei tavoli molto semplicistico
  • Comportamento troppo meccanico della palla
  • Il punteggio è legato solo a tempo e distanza percorsa